UN COLPO schivato da un lato, l'altro che arriva da dietro: Baltasar Garzón, il giudice che il mondo ricorda mentre ordinava l'arresto dell'ex dittatore cileno Augusto Pinochet per crimini contro l'umanitá , forse sta giá  preparando gli scatoloni, nell'ufficio dell'Audiencia Nacional che occupa dal 1988. Alla sua sospensione per abuso d'ufficio per la sua decisione di perseguire i crimini del franchismo potrebbe mancare una sola settimana. E manca poco, venti giorni appena, alla testimonianza del presidente del Banco Santander, Emilio Botá­n, chiesta ieri a sorpresa dal giudice del processo in cui Garzón è imputato di aver indebitamente ricevuto dei soldi dall'istituto di credito.

La Spagna si sta spaccando in due fronti netti, dei quali lui confessa, tramite i suoi avvocati, di temere piú i sostenitori, che manifestano e si schierano dalla sua parte in strada e sui mass media ogni giorno, con dichiarazioni come quella del regista Pedro Almodóvar: «Una sua condanna sarebbe una nuova vittoria di Franco».

Solo due giorni fa, Garzón e i suoi avvocati erano riusciti a far rimandare la sua sospensione da parte del Consiglio Generale del Potere Giudiziario, prevista per oggi. Il giudice aveva infatti impedito con un ricorso tecnico la definizione dell'accusa di abuso d'ufficio nel processo sul suo ruolo di accusatore contro i crimini del franchismo, nel quale sono schierate contro di lui la Falange spagnola e il sindacato di ultradestra Mani pulite, che chiedono la sua sospensione dall'ufficio per venti anni per non aver tenuto conto dell'amnistia dei crimini politici votata nel 1977, a due anni dalla fine del regime. La definizione dell'accusa significa, d'obbligo, l'esame del caso da parte del Csm spagnolo e la conseguente sospensione immediata dall'ufficio finché il procedimento è in corso. Ma se anche oggi Garzón non sará  sospeso, i giudici hanno annunciato che parleranno del suo caso. E quando l'accusa sará  formalizzata e consegnata, basteranno solo cinque membri per convocare un apposito plenum straordinario - cosa che, secondo El Paá­s, succederá  con ogni probabilitá  la prossima settimana. Ieri, l'altro colpo: nel processo che lo vede accusato di aver ricevuto 302mila dollari dal Banco Santander per una serie di conferenze alla New York University, il Tribunale Supremo spagnolo ha chiamato a testimoniare il 12 maggio Emilio Botin, il presidente della banca. Lo stesso che, secondo l'accusa, Garzón facilitó dopo quel ciclo di conferenze, archiviando una querela contro di lui.

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News per Miccia corta

22 - 04 - 2010

Spagna, la caduta del giudice Garzón

(la Repubblica)

 

ALESSANDRA BADUEL