News per Miccia corta

21 - 04 - 2010

Caserma della Forestale intitolata a un repubblichino. Protesta l`Anpi

(il manifesto)

Alessandra Fava


GENOVA
Mentre il sindaco di Santa Margherita strizzando l'occhio alla destra il 25 aprile intitolerá  un giardino di via Gramsci alle vittime delle foibe, nella stessa riviera di Levante, a insaputa di tutti quelli che partecipavano alla cerimonia d'inaugurazione, una caserma del Corpo forestale di stato di Lavagna è stata intitolata a un repubblichino. Per questo l'Anpi del Tigullio, che raccoglie l'ereditá  e la memoria di brigate partigiane come la Coduri e la Cichero, ha lanciato una raccolta di firme da mandare al ministero delle politiche agricole da cui dipende il corpo forestale e martellerá  sull'argomento in occasione di tutte le feste della Liberazione in provincia di Genova.
«Il 23 febbraio scorso, quando hanno inaugurato la caserma a Michele Menichini, morto il 23 giugno del '44, mi è venuto qualche sospetto - racconta uno storico della zona, attivo nell'Anpi, Giorgio Getto Viarengo, che si è occupato di fare la ricostruzione storica - mi sono messo a cercare nei giornali dell'epoca e ho scoperto che alla sua morte ne venivano intessute le lodi dal giornale repubblichino dell'epoca, Fiamma repubblicana, diretto da Vito Spiotta, antipartigiano, torturatore e spietato assassino, tanto da essere condannato a morte senza alcuna amnistia Togliatti dal Tribunale di Chiavari e poi dalla Corte d'Assise di Genova nel '46». Viarengo, insieme al presidente dell'Anpi Tigullio, Andrea Torchio, 33 anni, sta diffondendo le copie scannerizzate della stampa dell'epoca. La Fiamma repubblicana di domenica 2 luglio '44 scrisse che «il maresciallo della guardia della foresta e della montagna, Menichini Michele, veniva aggredito da un bandito armato di fucile mitragliatore e colpito con vari colpi di arma da fuoco cadeva a terra mortalmente ferito e decedeva all'ospedale della Croce rossa di Chiavari» e che Menichini, mutilato nella grande guerra, era il comandante della stazione forestale di Borzonasca e «fascista di provata fede». La stessa notizia sul giornale Il partigiano del primo agosto 1944 viene data cosí: «Il 28 giugno giustiziato il maresciallo della milizia forestale di Borzonasca, squadrista odiato dalla popolazione per le sue continue vessazioni».
«Dedicare una caserma a un personaggio che è stata pura espressione del fascismo repubblichino nel Tigullio è una cosa vergognosa - dice il vicepresidente dell'Anpi della provincia di Genova, Massimo Bisca - abbiamo chiesto una presa di posizione a tutti gli enti locali, compresa la Regione». Bisca racconta che ci sono stati di recente tanti tentativi simili e che chi tenta di cambiare le intitolazioni di strade e luoghi per ricordare tedeschi e fascisti sa quel che fa. «Alla Forestale c'è ancora qualcuno implicato nel golpe Borghese - dice ancora Viarengo - i giovani della caserma non ne sanno niente. I marpioni sono a Roma».
Tra l'altro intitolare una caserma della forestale a Menichini comporta anche un errore storico, perché «il giorno della sua morte il maresciallo non era in forza nella Forestale, visto che la Guardia nazionale repubblicana ne aveva sostituito il servizio - dice ancora lo storico ligure - i vertici della Forestale hanno dimenticato che Menichini aveva giá  giurato fedeltá  alla Rsi alla Caserma di Caperana, nel febbraio del '44. Quindi il 625° Comando provinciale della Guardia nazionale arruolava gli uomini della "ex Forestale", inquadrandoli nella "Coorte Guardia nazionale di Montagna e delle Foreste" non per controllare gli incendi boschivi, ma con compiti di polizia». Si parlerá  anche di questo in una tre giorni, dal 23 al 25 aprile, organizzata alla Societá  di mutuo soccorso di Pontedecimo da Arci, Cgil, Anpi e Unione studenti genovesi.

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