News per Miccia corta

10 - 04 - 2010

Pasquale Juliano, tutte le tappe di una inchiesta

(il manifesto)

 



 


Antonio Peduzzi



La strage di Piazza Fontana sarebbe stata evitata, se al capo della squadra mobile Pasquale Juliano non fosse stata tolta dalle mani l'inchiesta in cui era da tempo impegnato. Juliano aveva individuato giá  dal luglio 1969 la consorteria neofascista che a Padova si muoveva attorno a Franco Freda e a Giovanni Ventura e si era messo in movimento nell'obiettivo di fermare le frenetiche iniziative dei fascisti.
D'improvviso, peró, l'inchiesta venne sfilata dalle mani del commissario, il quale venne trasferito d'ufficio a Ruvo di Puglia. L'intreccio tra la cellula neofascista veneta, gli apparati di intelligence e il ministero degli interni doveva spianare la strada alla pratica terrorista, ma non bastó allontanare il commissario: perché Juliano dovette anche difendersi per un decennio dall'accusa di aver fabbricato prove false contro i fascisti. Solo dopo una decina di anni di procedimenti giudiziari che gli hanno distrutto la vita Pasquale Juliano è uscito assolto da tutti i capi di imputazione. Nel frattempo la strategia della tensione aveva concluso il suo tragico corso e, come tutti sanno, gli innocenti hanno dovuto accettare che gli stragisti siano liberi. La storia non si fa con i se, punto di vista di un cinismo infinito che reca implicito il concetto della dittatura del fatto compiuto. Sicché le vittime di quegli anni aspetteranno invano una vendetta o semplicemente giustizia.
All'ora di pranzo del 12 dicembre 1969 si era ancora innocenti, solo nel pomeriggio il 12 dicembre è diventato il giorno dell'innocenza perduta.L'intera vicenda, a quattro decenni da Piazza Fontana, è oggetto di Attentato imminente, libro a quattro mani di Antonella Beccaria e Simona Mammano, per l'editore Stampa alternativa/Nuovi equilibri. Juliano, che in altri tempi molti avrebbero chiamato un servitore dello stato, è stato una vittima diversa da molte di quelle che nella fase di cui il libro si occupa hanno avuto la vita travolta. Molte e molti hanno perso la vita e versato il proprio sangue nell'acre clima di quegli anni, ma in questo caso sono stati gli apparati statali a prendere le parti degli stragisti contro un uomo onesto, che è stato perseguitato e punito per il lavoro che faceva. Lo stato era evidentemente avvezzo a considerare propri consanguinei figure come Guido Giannettini, Antonio La Bruna, Gianadelio Maletti, e dopotutto non ha mai rinnegato gli atti vessatori compiuti contro il commissario Juliano. Di questo e altro parla il libro, lasciando aperto un varco per riscrivere in altro modo la storia degli anni Settanta.

I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori