News per Miccia corta

25 - 03 - 2010

A Tor Vergata, tra celtiche e Pdl

(il manifesto)



Andrea Palladino

 

ROMA
«Sembravano animali, avevano l'odio negli occhi». Il ricordo dell'aggressione fascista della scorsa settimana a Tor Vergata è piú che vivido. Mai era accaduto nella seconda universitá  di Roma, da sempre terra di comunione e liberazione. Un centrismo un po' bigotto che ha sempre cercato di mantenere fuori dal campus universitario i gruppi della destra piú estrema. Ma qualcosa sta cambiando, da quando Roma ha un sindaco con radici apertamente fasciste.
Il campus fa da perno territoriale tra la zona dei Castelli romani, dove la borghesia nera da sempre è fortemente presente, e le borgate piú difficili, Tor Bella Monaca e Torre Maura. Zone dove i neofascisti romani stanno crescendo, tra aggressioni a immigrati e controllo del territorio quasi militare, in quartieri dove si fa sempre piú invasiva la presenza della criminalitá  organizzata, soprattutto calabrese. Qui, scrive l'osservatorio delle mafie della Regione Lazio, da tempo si sono insediate 'ndrine potentissime, come gli Alvaro, attivate spesso dall'espansione del turbocemento romano. E questa è una storia che parte da una periferia romana per arrivare fino in Birmania, tra milizie che portano al braccio il fascio littorio. Una storia che, a Tor Vergata, inizia lunedí 15 marzo.
La seconda universitá  di Roma, come molti atenei, finanzia iniziative culturali proposte dagli studenti. Il bando è annuale e distingue tra gli incontri proposti direttamente da iscritti ai corsi dalle iniziative promosse anche da associazioni esterne. "Popoli identitari" era il titolo - fortemente allusivo - di un seminario sul Tibet, le minoranze birmane e i diritti umani. La richiesta era partita da uno studente di Tor Vergata e ha ricevuto un finanziamento di 2.500 euro. «Sono stati i miei studenti ad organizzare tutto - spiega un po' stizzita la professoressa Maria Clelia Ciciriello, docente di diritto internazionale della facoltá  di giurisprudenza - ed era un incontro scientifico». La locandina, ancora oggi ben visibile nella via davanti al Rettorato, aveva in calce le firme di organizzazioni di certo non accademiche. Oltre allo Students for free Tibet e alla Lagolai - organizzazioni militanti tibetane - c'era anche una sigla ben conosciuta nel mondo del fascismo estremista, la Comunitá  solidarista popoli. Dal 2001 si occupa di aiuti volontari al popolo Karen della Birmania, una delle tante minoranze oppresse del mondo asiatico.
Un documento interno dell'organizzazione, scaricabile dal loro sito, racconta una marcia nella giungla birmana in compagnia dei ribelli Karen. Le foto spiegano molto piú di qualunque cosa: mimetiche, armi e fasci littori. Simboli in grado di stimolare organizzazioni di estrema destra come Blocco studentesco o Casa Pound, vicine all'associazione Popoli. ሠforse la storia del suo fondatore ad affascinare i militanti dell'estrema destra, o il mito comunitario che è radicato nel neonazismo europeo. Franco Nerozzi, un giornalista veronese, ha un passato che lo rende un vero mito tra i militanti di Casa Pound. Nel 2002, un anno dopo aver fondato la Comunitá  solidarista popoli, fu arrestato dalla Procura di Verona con l'accusa di aver organizzato un golpe nelle isole Comore, insieme a mercenari francesi e triestini. Alla fine patteggió una pena lieve, poco piú di un anno di reclusione. Ma durante le indagini i magistrati sospettarono che la rete dei mercenari di Nerozzi fosse attiva anche in altri paesi, tra i quali la stessa Birmania. Oggi, almeno secondo lo stesso Nerozzi, l'organizzazione si occupa solo di aiuti umanitari, magari regalando qualche mimetica con il fascio littorio - che di certo non appartiene alla tradizione del popolo Karen - per poi mostrare con orgoglio le foto nelle cene di finanziamento in giro per l'Italia.
Di certo la presenza di un'organizzazione cosí contigua a Casa Pound e alla galassia neofascista italiana in una universitá  è una sorta di testa di ponte per sbarchi ben piú organizzati. ሠuna penetrazione culturale, una ricerca di legittimazione anche accademica, per conquistare visibilitá . Giá  nel 2008 la giunta Alemanno li aveva accolti in Comune, ma l'occasione di una «conferenza scientifica» era troppo ghiotta. Anche se la professoressa Ciciriello oggi nega ogni legame con l'associazione Popoli, certo è che vedere il logo dell'organizzazione capeggiata da Nerozzi di fianco a quello dell'universitá  di Tor Vergata fa un certo effetto. Anche per questo un gruppo di professori universitari e di ricercatori sta raccogliendo le firme per un appello, invitando «tutte le autoritá  accademiche a non dare alcuno spazio, né fisico né politico-culturale, alle organizzazioni neofasciste». Una risposta che verrá  rafforzata oggi pomeriggio alle 14 da un corteo antifascista all'interno del campus di Tor Vergata.
C'è poi un livello piú profondo e preoccupante che si nasconde dietro il seminario del 15 marzo. Anche se apparentemente la componente piú estremista della galassia neofascista romana non ha rapporti con il Pdl, un'alleanza silenziosa e non dichiarata - anzi, negata - sta nascendo sul campo. La rappresentante di Azione universitaria - organizzazione giovanile del Pdl - in Senato accademico, Sandra Silvestri, ha difeso l'organizzazione dell'evento, non nascondendo le sue simpatie per Casa Pound. In una foto che circola in rete, la si vede immortalata con celtica al collo e spilletta di Casa Pound. Nonostante Filomena Russo, presidente di Azione universitaria a Tor Vergata, spieghi che «non è compatibile la militanza in Casa Pound o Blocco studentesco con l'adesione al Pdl».

10 MILIONI ሠil finanziamento promesso per il prossimo anno dal ministro Gelmini per il funzionamento ordinario delle scuole italiane 100 EURO Questa la somma che ogni istituto avrebbe, considerando che in Italia le scuole sono circa 1.500. Una cifra irrisoria che non risolverá  nulla.


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