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News per Miccia corta

12 - 03 - 2010

Vi ricordate di Gaetano Blandini, quello dei ``paletti `` al film ``La prima linea``? I PM ora dicono che era un sodale della ``cricca``

(la Repubblica)

 

I pm: dall'Ente del ministero denaro senza controllo. Gli intrecci societari tra gli indagati della "cricca" 

 
In una delle societá  anche Giulio Violati, marito dell'attrice Maria Grazia Cucinotta
La Thau in una intercettazione: tanto anche se non incassano non ci perdiamo niente 

 

 

FRANCESCO VIVIANO

 


PERUGIA - Un altro pozzo di San Patrizio dove amici, parenti e conoscenti della «cricca» che gestiva i grandi Appalti del G8, attingevano a piene mani, senza controlli né titoli, è stato trovato dai magistrati di Perugia e di Firenze. Il «fondo» è quello dell'Ente Cinema del Ministero dei Beni Culturali che era presieduto da Gaetano Blandini, amico del grande dispensatore di appalti Angelo Balducci ma anche di Diego Anemone. Adesso tutta la contabilitá  dell'Ente Cinema sará  passata al setaccio dagli investigatori perché sono convinti che il sistema allestito da Balducci, De Santis e Della Giovampaola all'interno dei ministeri delle Infrastrutture e dei Lavori pubblici, fosse stato trasferito e applicato anche all'Ente Cinema che finanziava film e produzioni televisive, sempre degli amici degli amici.
Tutti attingevano al fondo dell'Ente Cinema, anche se erano produzioni scadenti perché, come diceva al telefono Rosanna Thau, moglie di Angelo Balducci «anche se i film vanno male non si perde niente». Perché i soldi erano pubblici ed alcuni produttori non rischiavano nulla perché erano finanziati da Gaetano Blandini al quale Angelo Balducci segnalava i suoi raccomandati. E si scopre cosí che i finanziamenti andavano in maniera diretta anche allo stesso Angelo Balducci, attraverso la moglie Rossana Thau che era socia della moglie di Diego Anemone, Vanessa Pascucci, che avevano costituito la societá  di produzione chiamata Erretifilm srl. Ed anche questa societá , com'era scontato, ha potuto attingere a finanziamenti per il film «Last Minute Marocco». Un contributo di un 1 milione e 800 mila euro (a fronte di soli 350 mila euro incassati al botteghino) interpretato da Lorenzo Balducci, figlio della coproduttrice della pellicola insieme alla «Italian Dreams Factory» che fa capo a Giulio Violati, marito dell'attrice Maria Grazia Cucinotta, dove sono socie anche le moglie di Balducci ed Anemone. Ed entrambe le signore entrano con metá  del capitale anche nella societá  di produzione «Edelweiss Production» E come accadeva negli appalti dei Grandi Eventi e dei G8 naturalmente le societá  di Diego Anemone e della signora Balducci, avevano corsie preferenziali e spesso si «scontravano» con altri produttori, come lo stesso marito di Maria Grazia Cucinotta che in una conversazione intercettata dai carabinieri del Ros viene definito «un delinquente» da Rosanna Thau.
Altre intercettazioni confermano non soltanto i finanziamenti oggetto dell'inchiesta di Perugia e Firenze, ma anche le solite assunzioni al ministero dello Spettacolo «In questo coacervo di favori un certo Andrea - scrivono i carabinieri - viene assunto su indicazione di Gaetano Blandini, presso il dipartimento della Ferratella grazie all'intercessione di Angelo Balducci».
Insomma uno scambio di finanziamenti e di favori dove al centro ci stanno sempre i principali protagonisti della «cricca, Balducci, Anemone, De Santis ed anche Stefano Gazzani (anche lui arrestato nei giorni scorsi) che, come sempre svolgeva il ruolo di consulente e commercialista per tutti gli affari della «cricca». E che Balducci ed Anemone erano soci attraverso le moglie nelle produzioni cinematografiche, Fabio De Santis lo scopre soltanto molto tempo dopo e se ne lamenta, parlando con un amico. «Ma quelli (Balducci ed Anemone), ma quelli stanno. .. ah! . .. stanno in societá  quelli aho!. .. ma che!. .. ma che davvero!? . .. (.). ma a chi vogliono pigliare per il culo oh!... a me non mi ci pigliano per il culo. .. io l'ho capita lunga pezza... ». In un'altra intercettazione la moglie di Balducci si lamenta con Diego Anemone delle sue socie e di Giulio Violati per un contenzioso relativo ad un finanziamento per la produzione di un film. «... lo sai - dice Rosanna - quelle disgraziate delle miei socie compreso quel delinquente di Giulio .. perché cosí lo posso solo definire. . lo sai che non vogliono firmare il 10% per cui. .. MEDUSA. .. non fa il contratto per cui non puó prendere i soldi in banca per cui non si puó fare il film». La scoperta di questo nuovo filone d'indagine sui fondi dell'Ente Cinema distribuiti fra gli amici nacque quasi per caso, con una telefonata intercettata dai Ros che seguivano la pista dei Grandi Appalti, dove gli interlocutori erano preoccupati di un servizio dell'«Espresso» che aveva svelato gli intrecci societari dei personaggi della «cricca».