News per Miccia corta

22 - 05 - 2006

Spagna, parte a giugno il negoziato con l'Eta

(da La Repubblica, LUNEDáŒ, 22 MAGGIO 2006, Pagina 25 - Esteri)

Pronto l'annuncio di Zapatero. I baschi si ``allenano`` in Sudafrica

Spagna, parte a giugno il negoziato con l'Eta


ALESSANDRO OPPES

MADRID - Zapatero è pronto al grande passo. L'avvio del negoziato diretto tra il governo e l'Eta è ormai questione di settimane. A giugno il premier si presenterá  davanti alle Cortes per comunicare ufficialmente l'inizio della trattativa con l'organizzazione terroristica. Il suo sará  un semplice annuncio: nessun dibattito e nessuna votazione. E questo perché il capo del governo aveva giá  ricevuto, un anno fa, il mandato del Parlamento ad aprire il processo di pace nel caso in cui l'Eta decidesse di interrompere la lotta armata.
Il «cessate il fuoco permanente» dei separatisti baschi è entrato in vigore due mesi fa, il 24 marzo, e tutte le verifiche di cui l'esecutivo è stato informato nel corso delle ultime settimane dalla polizia e dai servizi segreti hanno permesso di accertare che la tregua è reale, e totale.
Tutto è pronto, cosí, per l'avvio del dialogo, anche se le incognite da superare sono ancora numerose. La prima riguarda l'essenza stessa della trattativa. Zapatero ha sempre detto - e su questa base ha ottenuto il via libera delle Cortes - che il governo non pagherá  mai un prezzo politico all'organizzazione terroristica. Il negoziato dovrebbe servire per stabilire le condizioni della resa definitiva dell'Eta e della consegna delle armi. Mentre a parte, un altro tavolo negoziale formato dalle forze politiche e sociali basche, dovrebbe decidere il futuro politico della regione senza piú la minaccia della pistola puntata alla nuca. Il problema è che l'Eta, non sembra aver intenzione di stare a guardare. Entra pesantemente nel dibattito politico sostenendo che il processo di pace potrá  essere portato a compimento solo se ai baschi sará  riconosciuto «il diritto di decidere il proprio futuro».
L'Eta chiede anche l'amnistia totale per i «prigionieri politici» e pretende che lo Stato spagnolo, ma anche quello francese, interrompano la cosiddetta «politica repressiva», ossia la persecuzione giudiziaria dei crimini legati al terrorismo.
C'è poi un altro problema: Batasuna, uno dei protagonisti di fatto del tavolo della trattativa politica, continua a essere un partito illegale. Il governo potrebbe cosí trattare con i terroristi ma non con il loro braccio politico. Batasuna si prepara comunque con cura alla difficile fase dell'avvio del dialogo: secondo quanto rivela El Paá­s, da piú di due anni alcuni dirigenti del partito si stanno addestrando in Sudafrica, con l'importante aiuto dei leader dell'African National Congress, sulle tecniche per portare a compimento con successo il processo di pace.

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