News per Miccia corta

28 - 02 - 2010

Morando Morandini, la sfrontatezza in veste di cinema

(il manifesto)

 


Antonello Catacchio



MILANO
Forse a loro non farebbe piacere, sono abituati, come si dice a Milano, a tirare la lima e non a stare sotto i riflettori. Stiamo parlando di chi gestisce il cinema Mexico a Milano. Monosala di periferia, fuori dai circuiti cinematografici ma dentro la passione per il cinema. Si perde nella notte dei tempi l'intuizione del Rocky horror picture show in cartellone per anni. Poi le piccole grandi scoperte dei tempi recenti, Il vento fa il suo giro, Poesia che mi guardi, L'uomo che verrá . Una di quelle sale che andrebbe salvaguardata come un tempio, in questo caso della cultura.
Domani, dopo la proiezione di rito del film di Diritti, vi si celebrerá  un altro rito: la presentazione di Morando Morandini, non sono che un critico, il documentario che Tonino Curagi e Anna Gorio hanno dedicato al decano della critica, che riecheggia il titolo di un libro scritto dallo stesso Morando. Una vita trascorsa a recensire film, da alcuni anni non solo per quotidiani e periodici, ma anche per il Morandini, il volume che raccoglie schede e giudizi, redatto all'inizio con la figlia Luisa e la moglie Laura. Poi qualche anno fa Laura se n'è andata, non prima di avere festeggiato con gli amici, in discoteca, il cinquantesimo di nozze. Cosí, Morando e le figlie Luisa e Lia si sono inventati un piccolo festival a Levanto, in Liguria, Laurafilmfestival, realizzato con la complicitá  di Amedeo Fago, compagno di Lia.
Morando è straordinario nel suo incespicare sulle parole che pronuncia, mentre non incespica mai quando scrive, nonostante si ostini a usare la macchina per scrivere. Del resto, e molti ancora oggi lo detestano per questo, Morando ha inventato i pallini o le stellette, chiamatele come volete. Approdato alla Notte, quotidiano milanese del pomeriggio, per la prima volta venne realizzata una pagina con i tamburini, ossia la programmazione dei cinema, poi, accanto a titolo e cast una sintesi, spesso geniale, di una riga e il giudizio di critica e pubblico stigmatizzato in pallini e stellette. Un'intuizione perfidamente geniale perché ancora oggi, anzi oggi piú che mai, la maggior parte delle persone non legge le recensioni, guarda i pallini, che non hanno sfumature, sono lapidari e definitivi.
Nel documentario che ripercorre, senza alcuna voce fuori campo, tutto quel che abbiamo detto, si accenna anche all'altra tragedia che ha colpito Morando, il coinvolgimento di suo figlio Paolo nell'omicidio di Walter Tobagi da parte della brigata 28 marzo.
Ma a noi piace ricordare Morando per quella sua magnifica sfrontatezza per cui lui si smarca dal giornalismo dicendo che «i giornalisti passano la prima metá  della loro professione a scrivere di quello che non sanno e la seconda a tacere di quel che sanno». Straordinario, come quella sua partecipazione al film di Bernardo Bertolucci. Prima della rivoluzione, anche se doppiato da Gastone Moschin, che gli valse qualche recensione positiva come attore. A noi tutti rimane la curiositá : il critico Morando Morandini come avrebbe giudicato l'attore Morando Morandini?

I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori