News per Miccia corta

25 - 02 - 2010

I pm: un secolo di carcere per i picchiatori della Diaz

(il manifesto)

 

 

Alessandra Fava



GENOVA
Sono passati quasi due anni dalla requisitoria dei pm, luglio 2008. Quasi nove anni dalla notte cilena in cui vennero ferite una sessantina di persone su un centinaio di arrestati. E le pene per i poliziotti che si sono macchiati dell'assalto sanguinoso alla scuola Diaz richieste dai magistrati restano le stesse, nonostante, nel frattempo, siano prescritti alcuni reati. Erano 110 anni circa gli anni chiesti dai pm Francesco Albini Cardona e da Enrico Zucca. Poco piú di 110 quelli chiesti ieri in appello dal procuratore generale Pio Macchiavello.
Il magistrato ha infatti chiesto la condanna ad almeno 4 di carcere per ognuno dei 28 poliziotti, tornati a giudizio in secondo grado grazie al ricorso della procura, della procura generale, delle parti civili e degli stessi poliziotti condannati contro la sentenza del novembre 2008 che assolse tutti i dirigenti in piú altro grado dei reati piú odiosi, nascondendo il fatto che avessero falsificato i verbali e le prove a carico dei manifestanti. Nelle motivazioni della sentenza di primo grado abbiamo letto che le molotov non erano una prova studiata a tavolino e che quindi semmai l'unico responsabile era il vicequestore aggiunto Pietro Troiani che materialmente le portó nel cortile delle Diaz come si vede nel famoso filmato Blue Sky (togliendosi le mostrine). I giudici di primo grado dissero che mancava la catena di comando, sono riusciti ad oscurare alcune prove scomode come il fatto che le sbarre d'alluminio furono prelevate dagli zaini dei manifestanti e conclusero che l'assalto notturno in una scuola pubblica ufficiosamente concessa al movimento nelle giornate di mobilitazione contro il summit «non voleva essere una spedizione punitiva». Gli unici a pagare (metaforicamente s'intende, viste le promozioni lautamente distribuite) furono gli uomini di Vincenzo Canterini, a capo del VII nucleo, il reparto romano creato ad hoc per il G8, Pietro Troiani e Michele Burgio, con condanne in media tra i 4 e i 2 anni. Morale, da 29 indagati si arrivó a 13 condanne per un totale di 35 anni.
Ieri, quasi nove anni dopo i fatti, Machiavello riprende le fila. Molti reati sono stati prescritti: calunnia, arresto illegale, abuso d'ufficio, perquisizione arbitraria. Restano le lesioni, i falsi nei verbali, un caso di peculato. E lui chiede quattro anni per quasi tutti i 28 poliziotti a giudizio, in particolare 4 anni e 10 mesi per Francesco Gratteri (allora capo dell'Ucigos oggi alla direzione centrale anticrimine), Giovanni Luperi (allora capo dello Sco, oggi dell'Aisi), Canterini, Troiani e Burgio. Quattro anni e mezzo per Gilberto Calderozzi, Filippo Ferri, Massimiliano Di Bernardini, Fabio Ciccimarra, Nando Dominici, Spartaco Mortola. Quattro anni per gli uomini di Canterini e 4 anni e due mesi per l'agente che disse di essere stato accoltellato, Massimo Nucera. Un'unica assoluzione per Luigi Fazio perché le percosse sono prescritte.

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