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News per Miccia corta

25 - 02 - 2010

Il Mossad, l`Italia e la Decima Mas

(la Repubblica)

 

 
FABIO SCUTO


Dopo la fine della Seconda Guerra mondiale l'Italia era diventata la base operativa dell'organizzazione responsabile dell'immigrazione ebraica clandestina post bellica, la "madre" di uno dei piú potenti e abili servizi segreti del mondo: il Mossad. Erano anni confusi, anni curiosi – scrive Eric Salerno in Mossad, Base Italia (Il Saggiatore, pagg. 255, euro 19) – fatti di alleanze strane e lealtá  confuse. Ebrei e inglesi contro la Germania nazista, altri ebrei che guardavano con simpatia i tedeschi perché nemici dei colonizzatori britannici in Palestina. Tutti fedeli al vecchio adagio mediorientale: il nemico del mio nemico è mio amico.
Per la sua posizione geografica l'Italia fu il luogo scelto dai fondatori del Mossad – il leggendario Yehuda Arazi, impersonato nel film Exodus da Paul Newman, e Mike Harari, lo 007 piú famoso di Israele che da spia ormai in pensione ha accettato di rivelare a Salerno alcune delle sue veritá  sulle origini del servizio segreto – per impiantare la loro rete per il transito degli ebrei verso la Palestina: ventiseimila in meno di tre anni. Il Mossad poté contare all'epoca e negli anni a venire su un altro fattore determinante: il beneplacito delle autoritá  politiche italiane – dalla Dc di De Gasperi, al Pci di Togliatti, al Msi di Romualdi.
Alla fine della guerra l'Italia era nel caos, il contrabbando infuriava e i depositi d'armi degli Alleati venivano svuotati per rifornire ex–partigiani e gruppi di destra, arabi e ebrei: bastava avere soldi in contanti. Il giro di spie doppie e anche triple era vasto, un complesso gioco di specchi che solo menti raffinate potevano gestire. Come il colonnello delle SS Walter Rauff – l'inventore dei terribili "furgoni a gas" – arrestato in Italia, salvato dagli americani a Norimberga e agganciato poi dal Mossad. Diventato consigliere militare in Siria, il doppiogiochista venne poi "esfiltrato" e munito di documenti falsi dal Mossad per fuggire in Sudamerica dove poi offrí i suoi servigi al dittatore cileno Pinochet. O come il "capo di terza" Fiorenzo Capriotti della Xª Mas di Junio Valerio Borghese che dopo un internamento di cinque anni venne segnalato dai nostri servizi come istruttore per gli incursori della nascente marina di Israele dalla quale poi fu congedato con tutti gli onori.
Basi importanti del Mossad erano a Milano, Genova, Foggia, Formia, Bari. Ma era Roma il cuore delle attivitá . L'atmosfera cospiratoria che esce dal libro di Salerno – nel quadrilatero definito dagli alberghi di lusso attorno a Via Veneto – era palpabile ma forse offuscata dai fasti della Dolce Vita che si consumava in quegli stessi luoghi. Roma assomigliava alla Casablanca del film con Bogart e la Bergman. Spie con licenza di uccidere, diplomatici veri e falsi, mercanti d'armi, finanzieri e grandi sognatori si intrecciavano in una strana danza. Personaggi reali che escono dal libro attraverso i ricordi di Mike Harari. Sabotaggi, uccisioni, rapimenti. In una lunga corsa che attraverso gli anni Sessanta, Settanta e Ottanta arriva fino ai nostri giorni. Roma, allora come adesso, è sempre rimasta "cittá  aperta"