News per Miccia corta

01 - 05 - 2006

STORIA E MEMORIA. Un giovane su 3 non sa cosa sia la Festa del lavoro

(dal Corriere della Sera, 1 maggio 2006)

Un giovane su tre non sa cosa sia la Festa dei lavoratori

di RENATO MANNHEIMER

Un giovane su tre ignora cosa sia la Festa dei lavoratori. Ancora meno diffusa è la conoscenza sul 25 Aprile, riguardo al quale il 32% si dichiara totalmente all'oscuro e un altro 17%, pur collegando in qualche modo la data alla fine del fascismo e/o della Seconda guerra mondiale, risulta piuttosto confuso nel definire con esattezza cosa sia accaduto quel giorno e a quale anno ci si riferisca. La conoscenza corretta è, come logico, maggiore tra chi possiede un titolo di studio di livello superiore o tra chi frequenta l'universitá . Ed è, viceversa, notevolmente minore tra i giovani appartenenti ad ambiti - come piu di meta delle famiglie italiane - ove l'interesse per le vicende politiche e sociali è scarso o nullo.
Il dato non sorprende, in quanto conferma uno stato di cose emerso piú volte in rilevazioni analoghe. Esso peró non dipende soltanto dalla insufficiente trattazione di queste tematiche nelle scuole. Anche se, in molti casi, i docenti non hanno il tempo - o, talvolta, la voglia o l'opportunitá  - di illustrare i motivi della giornata festiva. Magari il tema viene citato nelle lezioni di storia: ma è improbabile che il 24 Aprile si spieghi perché l'indomani è vacanza.
Tuttavia, il motivo principale per cui la disinformazione sul 25 Aprile e il primo maggio è cosí diffusa, specialmente tra i giovani, sta, piu in generale, nel modo con cui le ricorrenze sono prevalentemente interpretate.
Anche sui media di larga diffusione, infatti, il 25 Aprile in particolare viene presentato piú come la commemorazione di un evento storico che come l'espressione di contenuti e idealitá  ancora valide, nel mondo che oggi ci circonda. Per questo, la data suscita tutt'al piú un interesse «culturale», assai poco rilevante per la propria vita quotidiana. Se non per fasce ristrette di «militanti» o comunque di interessati alla politica, che attribuiscono al 25 Aprile - o al primo maggio - un significato specificamente legato al proprio impegno. Ma, ancora una volta, piú come simbolo dell'appartenenza - o del rifiuto - nei confronti di una parte politica, che come espressione di valori importanti, attuali, in qualche modo costitutivi della nostra societá  e, per questo, comuni a tutti i cittadini. Ció che ci rimanda ancora una volta alla assenza - o, se si preferisce, alla carenza - di una vera cultura civica nel nostro Paese.

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