News per Miccia corta

19 - 02 - 2010

Le avanguardie femministe alla Galleria d`Arte Moderna

(il manifesto)

 


A. Di Ge.



Duecento opere di diciassette artiste per raccontare l'esplorazione dei generi e le indagini sul corpo come «luogo» politico dell'identitá  femminile. E quello che promette la mostra che si apre oggi alla Galleria d'arte moderna di Roma, conducendo i visitatori per mano negli anni Settanta. Per la prima volta in Italia, sará  esposta una significativa scelta tematica e cronologica tra i lavori della Sammlung Verbund di Vienna. Una collezione d'impresa costituita a partire dal 2004, che riunisce artisti internazionali seguendo due filoni di ricerca: uno performativo e focalizzato sulle avanguardie femministe, l'altro basato sullo studio e la destrutturazione degli spazi. Curata da Gabriele Schor e Angelandreina Rorro, la collettiva (che chiuderá  il 16 maggio) presenta i lavori di molte artiste che hanno utilizzato il loro corpo come strumento per interpretare il mondo. Ne esce un ritratto dove l'ironia e il rovesciamento del senso comune sono gli elementi scardinanti la societá . Fra le ospiti, Helena Almeida, Eleanor Antin, Renate Bertlmann, Valie Export (con la celebre performance della scatola che le copre il torso mentre i passanti vengono invitati a toccare le sue nuditá  nascoste), Birgit Jürgenssen, Ketty La Rocca, Suzanne Lacy / Leslie Labowitz, Suzy Lake, Ana Mendieta, Martha Rosler (suo il video «Kitchen» dove l'artista spiega l'utilizzo degli utensili da cucina e ne rovescia il senso domestico), Cindy Sherman (in mostra, gran parte della sua serie delle «signorine» americane anni 50 e 60 e anche la celebre «Dolly» in cerca di identitá ), Annegret Soltau, Hannah Wilke, Martha Wilson, Francesca Woodman, Nil Yalter. Quest'ultima, egiziana, mostra un video dove viene scritto qualcosa sulla sua pancia. Secondo una antica usanza dell'Islam, le donne sterili venivano «punite» con una scrittura su pelle: a ogni errore, le parole potevano essere «leccate» via.

 

 

 

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