News per Miccia corta

11 - 02 - 2010

Giorno del ricordo. Alemanno e Meloni celebrano a Roma. Quasi con Hitler e Eva Braun

(il manifesto)

Nicola Mastrangelo


Ieri il presidente della repubblica Giorgio Napolitano ha celebrato al Quirinale il «Giorno del ricordo» dedicato alla tragedia delle foibe, esprimendo «l'esigenza che un capitolo cosí originale e specifico della cultura e della storia non solo italiana ma europea sia non semplicemente riconosciuto, ma acquisito come patrimonio comune nelle nuove Slovenia e Croazia. Che insieme all'Italia si incontrano oggi in una Unione Europea portatrice di rispetto delle diversitá  e di spirito della convivenza fra etnie, culture e lingue giá  fecondamente convissute nel passato». Una esigenza che Napolitano avverte ricordando le polemiche del presidente croato Stipe Mesic. Senza dimenticare che in Italia il revisionismo storico ha cancellato le nostre responsabilitá  nei crimini di guerra in terra slovena e croata - come ha ricordato lo scrittore Boris Pahor nel 2008 polemizzando proprio con la commemorazione riduttiva dello stesso Napolitano.
La Giornata del ricordo è stata celebrata anche a Roma dal sindaco Alemanno, che su foibe e memoria «condivisa» ha detto: «Fino a qualche anno fa il dramma delle foibe veniva ignorato, perché nella cultura dominante questa tragedia doveva essere esclusa: non si poteva denunciare quanto fatto dal governo della Jugoslavia». Da qui l'impegno a costruire una casa della memoria «in cui il dramma delle foibe e degli esuli siano raccontabili». Non basta, al «consiglio degli esuli» in Campidoglio, Alemanno - ricordando un triste passato che gli appartiene - ha chiesto «una commissione che verifichi la correttezza dei libri di testo, utilizzati a scuola sulla storia del Novecento». Con la minaccia, manifestata insieme al ministro Meloni, di «sospendere insegnanti e presidi che non celebrano il giorno del ricordo». Attenzione, è Carnevale ma non è uno scherzo di Alemanno alla cittá .
Ieri infatti la Giornata del ricordo lo ha visto protagonista di conferme e smentite sulla celebrazione del Carnevale in uno dei piú popolari quartieri della capitale, l'Appio-Latino, il «Carnevale in love» del prossimo 14 febbraio, il giorno di San Valentino. La festa prevedeva fino a poche ore fa la sfilata di carri in maschera raffiguranti Mussolini ed Hitler accompagnati da Claretta Petacci e Eva Braun - in love -, il tutto incorniciato da ballerine brasiliane e dall'elezione di «Miss Facebook ultra quarantenne». A denunciare il tutto giá  il 4 febbraio scorso, il presidente del Municipio in questione. Ma da Alemanno sono solo silenzi e la richiesta di «occupazione di suolo pubblico» per il carnevale revisionista. A svelare i retroscena è stato Gianluca Menghi (Pd) vice presidente del IX municipio: «áˆ un'idea becera - ha detto - proposta come iniziativa culturale. Ma qui di culturale non c'è nulla. Cosí si propone un'idea consumistica della donna e, cosa ancor piú grave, un'offesa alla memoria storica. ሠl'ennesimo atto di forza e di arroganza dell'Amministrazione comunale ai danni di un Municipio governato dal centrosinistra. Alemanno cancella l'autonomia dei Municipi, azzerando le voci dei bilanci municipali per la cultura, circa il 50%, salvo far planare dall'alto iniziative rozze e, mai come in questo caso, ingiuriose per la cultura di un Paese». Il carnevale doveva costare, stando al programma del Comune, circa 225.000 euro. E intanto, a proposito di «memoria condivisa», denuncia Sandro Medici, in altri Municipi - il VI° e X° - vengono tagliati i fondi per per la celebrazione del rastrellamento e della deportazione avvenuta nel quartiere Quadraro il 17 aprile 1944 ad opera delle Ss. Le accuse e le denunce alla fine hanno portato Alemanno a fare una mezza marcia indietro: il carnevale ci sará  ma senza i carri revisionisti e il costo sará  di «soli» 100mila euro. Va da sé che nessuno si fida.

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