News per Miccia corta

11 - 02 - 2010

Addio a Teti editore del «Calendario del Popolo»

(Unita.it)

 

di Oreste Pivetta


Si è spento ieri a Milano Nicola Teti, originale figura di editore, che legó il proprio nome a tanta parte della cultura italiana nel dopoguerra ed in particolare, piú tardi, alla pubblicazione del Calendario del Popolo, il periodico di storia e cultura politica nato nel marzo del 1945, per iniziativa di Giulio Trevisati, edito dalla sezione stampa e propaganda del Pci, con un obiettivo: quello della formazione politica e culturale delle nuove leve di militanti cresciute nella lotta partigiana. La rivista, con un chiaro intento divulgativo di ricostruzione storica, ma attenta anche alle espressioni piú moderne della cultura e dell'arte, conobbe un grande successo negli anni cinquanta, arrivó a vendere oltre centomila copie, toccando un numero di lettori assai piú alto. Ben presto alla rivista si affiancarono altre iniziative, come i corsi popolari di cultura, i Congressi della cultura di massa, svoltisi a Milano, a Livorno e l'ultimo, nel 1954 a Bologna, con Giuseppe Di Vittorio come relatore.

A Cattolica si organizzó il Premio letterario per la poesia dialettale: vi presero parte Pier Paolo Pasolini e Tonino Guerra, con Quasimodo ed Edoardo De Filippo nella giuria. Nei primi anni 60 la crisi. Fu allora che intervenne Nicola Teti, che rilevó la testata, scongiurandone la morte e rafforzandolo con nuovi contributi culturali (negli ultimi tempi, aprendo le pagine della rivista ai «nuovi italiani», agli immigrati). A fianco del Calendario, Teti pubblicó negli anni testi di riflessione storica e politica, libri d'arte, manuali scientifici per le scuole, libri illustrati per l'infanzia. Negli ultimi tempi l'attenzione dell'editore si era rivolta verso la realizzazione di mostre, attraverso la preparazione di pannelli coordinati dove testi e immagini sviluppassero grandi temi della storia e dell'attualitá . E questo era solo uno dei tasselli dell'imminente rilancio del periodico che si vale di firme prestigiose come Luciano Canfora e altri storici. Progetto destinato a proseguire come nei voti dell'editore scomparso.

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