News per Miccia corta

04 - 02 - 2010

Victoria, la numero 78. La storia tragica di una figlia rubata a desaparecidos

(il manifesto)

 

 

Sebasti√°¬°n Lacunza


 

BUENOS AIRES
La bella ragazza dai profondi occhi neri ha dovuto fare una strada lunga e difficile prima di conoscere il suo vero nome.
Bambina rubata e allevata da un torturatore dell'Esma, la Scuola meccanica della Marina, ha saputo solo a 27 anni di essere figlia di genitori desaparecidos e nipote di un altro dei killer della dittatura. Un cammino traumatico, inatteso, in cui si ritrov√≥, mentre ancora adolesecente militava a sinistra, in misteriosa sintonia con un passato che allora le era ancora sconosciuto, fino a divenire nel 2007 la deputata pi√ļ giovane del parlamento argentino.
Forse la sua storia √® la pi√ļ drammatica dell'infinit√°¬† di storie drammatiche dei cento figli di desaparecidos che sono riusciti a recuperare la loro identit√°¬† nel corso degli ultimi trent'anni. E questa ragazza, che √® stata la numero 78 a essere recuperata e ostenta un look inequivocabilmente porte√Īo, ha trovato la forza di raccontarla nel libro ¬ęMi nombre es Victoria¬Ľ che √® andata a presentare in questi giorni in alcune citt√°¬† d'Italia e a partire da domani, d'Europa.
La bambina appena nata fu strappata dalle braccia di sua madre, Mar√°¬≠a Hilda P√©rez, detta ¬ęCori¬Ľ, nella Escuela Superior de Mec√°¬°nica de la Armada, l'Esma, il principale campo di concentramento e di morte della dittatura militare del '76-'83, in cui sparirono nel nulla pi√ļ di cinquemila persone: attivisti sociali, militanti politici, guerriglieri e molti loro famigliari. Prima di scomparire, Cori riusc√≠ a mettere a Victoria un cordoncino azzurro nel piccolo buco praticato nel lobo dell'orecchio.
Al parto, nel 1977, presenzi√≥ Adolfo Donda, fratello di Jos√© Mar√°¬≠a Donda, detto ¬ęel Cobo¬Ľ, padre di Victoria e militante montonero, la guerriglia della sinistra peronista. Il marinaio Adolfo, invece, era il capo del settore Operaciones dell'Esma e in quanto tale fu lui a organizzare il sequestro di suo fratello. Il militare si ¬ęprese cura¬Ľ anche di Eva, la figlia che era nata un anno prima, e diede la neonata Victoria al guardiamarina Juan Antonio Azic.
Carlos Lodrkipanidse, uno dei pochi sopravissuti dell'Esma, raccont√≥ un fatto che d√°¬† un'idea definitiva di chi fosse Azic. ¬ęQuell'animale, mentre io era detenuto e legato a un letto nell'Esma, mi appoggi√≥ sul petto mio figlio Roberto, che aveva allora 20 giorni d'et√°¬†, e cominci√≥ a torturarmi con la picana, quel pungolo che d√°¬† scariche elettrice a contatto col corpo, per estorcermi informazioni¬Ľ. Poi, tenendo il piccolo per i piedi e con la testa in gi√ļ, Azic disse: ¬ęSe non parli gli spacco la testa sul pavimento¬Ľ.
La figlia di Cori e del Cobo crebbe con un ¬ępadre¬Ľ come questo, che le diede il nome di ¬ęAnal√°¬≠a¬Ľ. Per qualche ragione insondabile (forse un prete di sinistra a scuola) ¬ęAnal√°¬≠a¬Ľ si sent√≠ attratta, fin dalla adolescenza che pass√≥ a Quilmes, un sobborgo della Gran Buenos Aires, dai movimenti sociali. Nel 2001, l'anno del collasso finale della forsennata decade ultra-liberista in Argentina, Victoria, gi√°¬† attiva militante all'universit√°¬†, si lanci√≥ nelle strade insieme ad altri milioni di argentini furibondi e disperati, e, incredibilmente, trov√≥ la comprensione di suo ¬ępadre¬Ľ.
Il 24 luglio del 2003, un gioved√≠, un giudice ordin√≥ l'arresto di Azic insieme ad altri torturatori della dittatura. Lo reclamava la giustizia spagnola e ancora non erano ripresi del tutto, in Argentina, i processi per crimini contro i diritti umani. Victoria, che si era ormai trasferita in un centro culturale, quel giorno, come tutti i gioved√≠, and√≥ a casa per visitare la sua ¬ęfamiglia¬Ľ senza sapere della decisione del giudice. Azic, che la ragazza nel libro chiama ¬ęRa√°¬ļl¬Ľ, appariva molto nervoso. Usc√≠ di casa e alle due del mattino Victoria rispose a una telefonata: ¬ęTuo padre si √® sparato un colpo¬Ľ.
Azic si sfigur√≥ la faccia ma non riusc√≠ ad ammazzarsi. Victoria nel libro racconta i sentimenti che prov√≥ davanti al letto dell'uomo che l'aveva rubata e che giaceva ora nel reparto di terapia intensiva dell'Ospedale navale: ¬ęCos√≠, quando alla fine capii perch√© aveva preso quella tragica decisione, non sapevo pi√ļ per cosa piangere: piangere per il tentato suicidio di mio padre, piangere per il dolore di mia madre, o piangere per i motivi che avevano portato al suo tentato suicidio? Mio padre improvvisamente aveva smesso di essere un innocente commerciante di frutta e verdura di Dock Sud per divenire una delle persone per il cui arresto io stavo lottando da anni. L'immagine di Ra√°¬ļl che mi aiutava con un po' di soldi, dandomi alcuni vecchi mobili o che semplicemente mi portava o veniva a prendermi da un posto come l'Azucena Villaflor, apparivano incongruenti e sfumate al pensiero che la donna a cui era intitolato quel centro culturale era una desaparecida, sequestrata da una squadra d'azione della dittatura¬Ľ.
A partire da quel momento, la verit√°¬†. Le Abuelas de Plaza de Mayo avevano gi√°¬† da tempo sospetti e l'8 ottobre del 2004 i test del dna restituirono ad ¬ęAnal√°¬≠a¬Ľ il suo vero nome.
Victoria Donda non era l'unica figlia di desaparecidos di cui Azic si era appropriato. Per√≥ ¬ęCarla¬Ľ, adifferenza di sua ¬ęsorella¬Ľ, si oppose alle prove genetiche. Nel 2008, sempre grazie ai test del dna ordinati dalla giustizia su capi d'abbigliamento intimo della ragazza - il metodo alternativo che rimpiazza l'analisi del sangue - si seppe che ¬ęCarla¬Ľ era in realt√°¬† Laura Ruiz Dameri, nata anche lei all'Esma, e che aveva altri due fratelli di sangue finiti in due famiglie diverse dopo che erano stati sequestrati i loro veri genitori. Tutti e tre - caso unico - recuperarono la loro identit√°¬†.
Il governo di N√©stor Kirchner, fra il 2003 e il 2007, e quello di sua moglie Cristina che gli √® succeduto alla Casa rosada, si sono meritati l'entusiasmo di tutti gli organismi e i gruppi di difesa dei diritti umani e anche di diversi partiti di sinistra, fra cui Libres del Sur, quello in cui milita Victoria. La ragazza √® entrata in parlamento nel 2007, eletta dalla coalizione che appoggiava i Kirchner, tuttavia meno di un anno pi√ļ tardi √® passata nella fila dell'opposizione denunciano che il kirchnerismo si √® allontanato dalle sue promesse originarie. Nonostante ci√≥, il suo gruppo alla Camera dei deputati a volta vota a favore del governo per bloccare la destra.
Laura Ruiz Dameri, la sua ¬ęsorella¬Ľ durante l'adolescenza, non ha ripreso i contatti, almeno in un primo momento, con la sua famiglia reale.
Eva Donda, sorella di sangue di Victoria, milita in un organismo che sostiene l'amnistia per i killer e torturatori della dittatura, e difende a spada tratta suo zio, il marinaio Adolfo Donda. Che è stato condannato e si trova in carcere.
Juan Azic, il torturatore che si era impadronito di Eva e Victoria, sconta la condanna in una clinica psichiatrica.
La testimonianza di Victoria e di Laura √® stata fondamentale per scagionare la moglie di Azic, che nel libro appare con il nome fittizio di ¬ęGraciela¬Ľ.
Stando a quanto hanno sostenuto le ¬ęsorelle¬Ľ, lei non sapeva che entrambe fossero state rubate a detenute desaparecidas.

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