News per Miccia corta

02 - 02 - 2010

CAMILLO DE PIAZ. Una morte pesante

(il manifesto)

 



«Ci sono morti piú leggere di una piuma e morti piú pesanti del Monte Tai», scrisse il piú grande storico dell'antichitá  cinese, citato anche da Mao Zedong. La morte di Camillo De Piaz è di quelle piú pesanti del Monte Tai. Nella sua persona si riassume quasi un secolo di storia d'Italia.Quell'Italia risorgimentale giá  scaduta a sogno di una borghesia forse velleitaria e rinata nella Resistenza trova una continuitá  e una realtá  in persone come Camillo. In lui si congiungono tradizioni (altrove conflittuali) popolare e colta, socialista e antifascista, cattolica e comunista. Nonostante e grazie alla resistenza alle prevaricazioni del potere, ovunque esse si manifestino. Ai piú giovani che non lo hanno conosciuto puó essere utile la lettura della bella biografia scritta da Giuseppe Gozzini, che narra come i contenuti della Resistenza si siano attuati nel corso di tutta la vita di Camillo. Per questo la sua morte appare come un evento intollerabile a tutti quanti lo hanno conosciuto e gli sono stati vicini - quasi segnasse il termine di un'epoca. Ma, al contrario, la serenitá  della sua figura fino agli ultimi giorni dovrebbe aiutarci a superare lo sconforto di questi tempi e a proseguire lungo la strada che anche lui ha tracciato.


Edoarda Masi

Un maestro di chiesa
A novantadue anni Padre Camillo ci ha lasciati, improvvisamente domenica notte, nella sua amatissima Tirano, dove viveva. Tutti i suoi tanti amici si raccolgono in preghiera e i funerali si terranno oggi alle 14,30 nel Santuario di Tirano.
«Noi Siamo Chiesa» lo ricorda come un maestro da cui ha ricevuto preziosi consigli oltre che una costante vicinanza culturale e ecclesiale.
Padre Camillo era nato a Tirano nel 1918, era entrato nell'Ordine dei Servi di Maria nel 1934, ordinato prete nel 1941, aveva stretto una forte amicizia col suo confratello Padre Davide Maria Turoldo che duró piú di cinquanta anni. Insieme parteciparono alla Resistenza dal Convento di S. Carlo al Corso di Milano, svolgendo poi un ruolo di grande importanza nella cultura milanese del dopoguerra.
Padre Camillo e Padre Davide avviarono riflessioni che anticiparono il Concilio Vaticano Secondo, di cui divennero in seguito appassionati difensori contro ogni forma di boicottaggio. La Corsia dei Servi, con Mario Cuminetti e Lucia Pigni e i due frati serviti divenne il riferimento di quanti a Milano si impegnarono per la riforma della Chiesa e in altre attivitá  sociali (carcere).
Dopo la morte di Padre Turoldo, Padre Camillo si ritiró definitivamente a Tirano, da dove continuó a tenere contatti e a ispirare iniziative.


Vittorio Bellavite

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