News per Miccia corta

27 - 01 - 2010

Il lavoro di Günter Demnig per i deportati

(il manifesto)

 

Elena Del Drago



Era il 1993 quando Günter Demnig, artista berlinese nato subito dopo il secondo conflitto mondiale, presente a una installazione in ricordo della deportazione di Rom e Sinti da Colonia, decise di dedicare il proprio lavoro futuro alla ricerca di tutte le persone, omosessuali, ebrei, rom, o perseguitati politici, scomparsi in seguito alla follia nazista.
Da allora, da quando una signora presente tra il pubblico obiettó che mai a Colonia erano vissuti Rom, Demnig ha lavorato duramente disseminando le sue Stolpersteine in Germania, Austria, Ungheria, Ucraina, Cecoslovacchia, Polonia e Paesi Bassi. Circa ventiduemila sanpietrini, installati sui marciapiedi di fronte alle case in cui vivevano le persone deportate: piccole pietre, che differiscono dagli originali soltanto per una finitura in ottone, sulla quale sono incisi il nome, la data di nascita, quella di deportazione e, nel caso la si conosca, anche di morte.
Un piccolo slittamento nella percezione visiva, che costringe nella fretta della quotidianitá  a rallentare per non dimenticare, per restituire un nome alla freddezza dei numeri tramandati dalla storia. Ed è in occasione del «giorno della memoria» che, per la prima volta, Günter Demnig installerá  le proprie pietre a Roma. Con una iniziativa intitolata Pietre d'Inciampo e curata da Adachiara Zevi, l'intera giornata del 28 gennaio sará  dedicata all'installazione delle pietre in luoghi differenti della capitale, cominciando alle ore 9.30 a via della Reginella 2, al Ghetto, in memoria della famiglia Spizzichino, per concludersi al Quadraro(dalle 17 e 30) dove saranno ricordati i deportati politici Antonio Attori, Fernando Nuccetelli e Ferdinando Persiani. Altre tappe saranno Via Flaminia 21 per la Famiglia Levi, la Caserma allievi Carabinieri di viale Giulio Cesare per i tredici carabinieri portati via il 7 ottobre 1943 perché ritenuti inaffidabili alla deportazione degli ebrei prevista per la settimana successiva, Piazza Rosolino Pilo per la famiglia Terracina e Viale Taranto 178 per Eugenio Palladini.

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