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News per Miccia corta

27 - 01 - 2010

Il giorno della memoria. Wiesel: ``L'eterna battaglia contro i negazionisti``

(la Repubblica)

 

 

 
 
"Auschwitz fa parte di un'altra Creazione, fatta solo di chi uccide e chi muore"
"√°ňÜ importante che il mondo civile non dimentichi, per capire il perch√© del male assoluto"
"Le leadership politiche hanno doveri morali. Oggi pi√ļ che mai serve una visione etica"
 

 

BERLINO


¬ęIo, Elie Wiesel, sopravvissuto e testimone, ricordo ancora oggi ogni singolo momento. Quando fummo chiusi nel Ghetto, quando vennero a prenderci, quando ci caricarono sui treni, quando arrivammo ad Auschwitz, quando vidi mia madre, mio padre e mia sorella portati a morire¬Ľ. Cos√≠ Elie Wiesel, Nobel per la pace, attivista di primo piano per la pace e i diritti umani nel mondo, racconta l'Olocausto. Oggi, nella Giornata della Memoria, terr√°¬† un discorso al Parlamento italiano. Ascoltiamolo.
Professor Wiesel, come rammenta quegli anni tremendi?
¬ęRivedo ancora oggi ogni episodio. L'arresto in massa, la deportazione. Il viaggio atroce nei carri-bestiame fino ad Auschwitz. Ricordo cosa voleva dire sentirsi improvvisamente trattati come "Untermenschen", come subumani da eliminare. Ricordo quando, io ancora piccolo, restai solo ad Auschwitz. Fu terribile, √® difficile descrivere cosa vuol dire restare solo, senza pi√ļ la famiglia che hai visto sterminare, e al tempo stesso sentire che non sei solo, che non lo saresti stato mai pi√ļ. Perch√© eri insieme a migliaia e migliaia di persone, trattati da subumani da eliminare come te, e al loro fianco sentivi la vicinanza della Morte. Ognuno di noi la sentiva, e al tempo stesso non vivevamo accanto alla Morte, vivevamo nella Morte¬Ľ.
Com'era possibile sopravvivere a questo sentimento?
¬ęPenso ancora oggi che quando entrammo ad Auschwitz entrammo in un'altra Creazione, una dimensione speculare, parallela, opposta e negativa. Nella Creazione che conoscevamo la Germania era il cuore della cultura, la patria di una letteratura straordinaria espressa da una grande lingua, la terra dei migliori ingegneri. Ma l√°¬† entrammo come in un mondo parallelo, fatto solo di "to kill and to die", di chi uccide e di chi muore¬Ľ.
Il genocidio pianificato con precisione industriale fu un crimine speciale, tutto tedesco?
¬ęVede, una delle cose pi√ļ terribili che la Storia ci ha riservato √® questa: nella prima guerra mondiale i tedeschi si comportarono bene, combatterono contro i pogrom zaristi all'Est. Per il popolo ebraico, la Germania era terra di cultura, di alta tecnologia, di grandi talenti letterari. Non ce lo aspettavamo. I nazisti riuscirono a mobilitare tutto il talento dei tedeschi - talento in ogni forma, di psicologi, scienziati, ingegneri, giornalisti - per l'Olocausto. Per questo quel crimine senza pari fu cos√≠ atrocemente efficiente¬Ľ.
Lei oggi si fida dei tedeschi?
¬ęIo non credo nella colpa collettiva. Solo i colpevoli sono colpevoli. Sono testimone, non giudice. Certo, purtroppo la Resistenza, l'opposizione al nazismo e alla Shoah, furono minoritari. Ma insisto, la colpa collettiva per me non esiste. E ammiro moltissimo Angela Merkel, perch√© lei che oggi guida la Germania sa parlare e agire nel mondo giusto: in nome della Memoria, e del diritto di Israele all'esistenza¬Ľ.
Qual è il significato della giornata della Memoria?
¬ęSono lieto di tenere un discorso al Parlamento italiano. E' una giornata importante per tutto il mondo civile. Perch√© √® fondamentale non solo ricordare, ma anche capire come e perch√© l'orrore assoluto accadde. E perch√© dimenticare √® un grande pericolo, perch√© l'obl√≠o significa tradimento. Chi oggi chiede di dimenticare deve sapere che non sfugge a questa responsabilit√°¬†: insisto, dimenticare vuol dire tradire la memoria delle vittime. E dai tradimenti non pu√≥ mai derivare il bene¬Ľ.
E' anche il pericolo posto dal negazionismo?
¬ęIl pi√ļ grande, pericoloso e attivo negazionista del mondo √® Ahmadinejad, per questo conduco una campagna contro le sue posizioni. E' il negazionista numero uno: nega in pubblico l'Olocausto, dichiara di volere bombe atomiche per distruggere Israele. Dovrebbe essere arrestato, dovrebbe venire tradotto davanti a un tribunale internazionale e processato dal mondo per incitamento a crimini contro l'umanit√°¬† e all'odio razziale¬Ľ.
Una specie di Processo di Norimberga?
¬ęEsiste gi√°¬† il Tribunale internazionale dell'Aja¬Ľ.
Lei è soddisfatto o no di come il mondo ricorda l'Olocausto?
¬ęIn Europa la situazione √® migliorata. Gli Stati Uniti sono all'avanguardia: i due massimi memoriali sono a Washington e in Israele. In tutto il mondo percepisco pi√ļ sensibilit√°¬† di prima al tema. Forse perch√© alcuni di noi sopravvissuti sono ancora in vita. Il mondo comincia a pensare che un giorno, presto, non ci saremo pi√ļ, e che √® doveroso ricordare mentre siamo ancora in vita. Perch√© i sopravvissuti aiutano a tenere viva la Memoria, la comunicano al mondo di dopo l'Olocausto¬Ľ.
Ma quanto è grande il pericolo che, con sempre meno superstiti della Shoah ancora in vita, opinioni pubbliche e leader cedano alla tentazione di dimenticare, di "voltare pagina"?
¬ęIo vedo che in molti paesi i giovani che studiano l'Olocausto sono pi√ļ numerosi che mai. In America, e non solo, non c'√® una scuola in cui la Shoah non sia materia d'insegnamento. Mai come oggi ho visto tanti corsi, seminari, mostre, programmi tv. Sono ottimista sulla capacit√°¬† di ricordare. Ma c'√® sempre da chiedere che uso si fa della Memoria, quanto la si usa per capire¬Ľ.
L'antisemitismo è vivo e spesso in ascesa, per esempio in Europa. Quanto è grave la minaccia?
¬ęSono trend pericolosi. Anche perch√© si manifestano spesso su uno sfondo d'indifferenza. Nel 2009, in tutto il mondo ma specie in Europa, si √® registrato il numero pi√ļ alto di manifestazioni di antisemitismo dal 1945. Recentemente sono stato in Ungheria, ho visto un aumento preoccupante dell'antisemitismo. E anche altrove, gli antisemiti conquistano nuove tribune. Come dico da decenni, spesso siamo di fronte a un antisemitismo senza ebrei, cio√® a correnti antisemite in societ√°¬† dove quasi non vivono pi√ļ ebrei. Poi c'√® un violento, ingiusto odio verso Israele. Il bisogno di un capro espiatorio non √® morto. E tocca sempre agli ebrei. Intanto, per esempio, dell'eccezionale efficienza dell'aiuto umanitario israeliano a Haiti si parla poco o nulla¬Ľ.
Le élite in Europa sono conosce della minaccia dell'antisemitismo e dell'oblío o no?
¬ęLo spero. In alcuni paesi - l'Ungheria, l'Ucraina, ma anche paesi dell'Europa occidentale - vediamo trend pericolosi. Umori antisemiti, il sorgere di partiti filonazisti. Alle leadership politiche toccano anche doveri e considerazioni morali. Non possiamo separare la politica dalla morale. Serve una visione etica del mondo, e deve venire dai leader¬Ľ.
L'antisemitismo come ricerca del capro espiatorio è un male europeo?
¬ęL'antisemitismo √® il pi√ļ antico pregiudizio di gruppo della Storia. Ed √® presente tuttora, nel nostro quotidiano. Dobbiamo combatterlo, non illuderci che la lotta sia finita¬Ľ.
Tra i negazionisti ci sono anche esponenti religiosi, come il vescovo Williamson. Quanto sono pericolosi?
¬ęSono pericolosi prima di tutto per la Chiesa cattolica. Il fatto che papa Benedetto non abbia revocato la revoca della scomunica √® al di l√°¬† della mia comprensione. Parliamo di un negazionista dell'Olocausto, predica odio verso gli ebrei e Israele, come pu√≥ essere ancora un vescovo? Scomunicato o perdonato, come pu√≥ essere ancora vescovo? Angela Merkel ha avuto ragione a criticare il Papa su questo tema¬Ľ