News per Miccia corta

26 - 01 - 2010

Inciampando nella memoria con i sampietrini di Demnig

(Unita.it)

di Gabriella Gallozzi


Fin qui li ha installati per tutta Europa: pi√ļ di 22.000 in Germania, Austria, Ungheria, Cecoslovacchia, Polonia, Paesi Bassi e Belgio. Ora, in occasione della ¬ęGiornata della memoria¬Ľ, arriveranno anche a Roma. A portarli sar√°¬† sempre lui, Guenter Demnig, l'artista tedesco che li ha ¬ęinventati¬Ľ. Sono gli ¬ęStolperstein¬Ľ, ¬ępietre d'inciampo¬Ľ, sampietrini ricoperti d'ottone dove incide, uno ad uno, i dati anagrafici dei deportati del Terzo Reich, per poi inserirli davanti alle case dove hanno abitato, cos√≠ da richiamare l'attenzione dei passanti distratti. √°ňÜ dalla fine degli anni Novanta che quest'artista di Colonia, classe '47 e trascorsi sessantottini, si √® impegnato a tener vivo il ricordo delle vittime del nazismo, ebrei, disabili, rom, omosessuali, perseguitati politici, con le sue insolite opere d'arte.

OPERAIO DELLA MEMORIA ¬ęNon vorrei mai che fossero lavorate in fabbrica - dice Guenter - ogni pietra deve essere fatta a mano per ridare dignit√°¬† ed identit√°¬† all'individuo che viene ricordato¬Ľ. A raccontarci del suo lavoro c'√® anche un emozionante documentario di D√°¬∂rte Franke, che da tempo sta facendo il giro dei festival internazionali di cinema. E l√≠, in quelle immagini, √® possibile vedere tutta la cura e l'impegno di questo ¬ęoperaio della memoria¬Ľ che, con piccone e cazzuola, installa personalmente le lapidi per le vie d'Europa. Per Guenter Demnig l'arte deve vivere al di fuori dei musei, ¬ęsolo nello spazio aperto pu√≥ farsi provocazione¬Ľ. Ma non tutti sanno accettare. La comunit√°¬† ebraica di Monaco di Baviera, per esempio, non ha condiviso la ¬ęprovocazione¬Ľ degli Stolperstein, ritenendo che la memoria delle vittime del nazismo debba trovare spazio unicamente in luoghi consacrati allo scopo. Risultato: un paio di pietre commemorative sono state rimosse dalla stessa amministrazione di Monaco. ¬ęSignor sindaco, in questo modo lei ha deportato i miei genitori due volte¬Ľ, scrive il figlio di una vittima che aveva chiesto a Demnig il suo intervento. Ma c'√® stato poco da fare. A richiedere gli stolperstein sono le stesse famiglie dei deportati, ma anche amici, vicini di casa, conoscenti. E Guenter Demnig √® sempre pronto. Ad aiutarlo, dal 2002 quando il progetto si √® allargato, √® la sua compagna che riceve le richieste, organizza, ottimizza i viaggi.

CARICHI PESANTI Per ogni citt√°¬† il ¬ęcarico di memoria¬Ľ pu√≥ essere pi√ļ o meno ¬ępesante¬Ľ. Eccolo ad Amburgo, per esempio, col suo camioncino carico di sassi. Sono dieci targhe in memoria di dieci bambini deportati ad Auschwitz. Ad attenderlo √® un piccolo comitato di cittadini, una breve cerimonia e poi i fiori messi per terra. Ma spesso Gunter √® completamente solo nel suo lavoro. A Berlino lo vediamo davanti ad un palazzo, come sempre inginocchiato sul pav√© a picconare e poi inserire la sua targa, nell'indifferenza totale dei passanti. L'unico attento √® il poliziotto che gli chiede di spostare il furgoncino parcheggiato sul marciapiede, altrimenti dovr√°¬† multarlo... Ma √® un vecchio ¬ęcombattente¬Ľ Guenter Demnig e non si perde certo d'animo. Far ¬ęinciampare¬Ľ sulla memoria √® la sua missione.

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