News per Miccia corta

23 - 01 - 2010

Aldrovandi. Si apre il processo sui depistaggi della polizia

(il manifesto)

 



Udienza preliminare ieri al tribunale di Ferrara per la cosiddetta «inchiesta bis» del processo sulla morte di Federico Aldrovandi. Il diciottenne morí il 25 settembre 2005, ucciso da quattro poliziotti come ha stabilito la sentenza di primo grado che li ha condannati a tre anni e sei mesi di reclusione per omicidio colposo. Ma sulla morte di Federico mancano ancora molti pezzi di veritá : in particolare su come sono state condotte le indagini, e sui sospetti tentativi di depistaggio che sono stati messi in campo dagli alti gradi della questura di Ferrara per cercare di salvare la polizia da questa brutta storia. Il pm Nicola Proto vuole andare fino in fondo. E cosí ha chiesto, e ottenuto, il rinvio a giudizio per Paolo Marino, all'epoca dirigente dell'ufficio volanti, Luca Casoni, ispettore capo delle volanti in servizio quella mattina, Marcello Bulgarelli, centralinista coordinatore degli interventi, e Marco Pirani ufficiale di polizia giudiziaria presso la procura che lavorava a stretto contatto con il pm della prima fase delle indagini, tutti accusati a vario titolo di aver intralciato le indagini, fin dal primo momento, durante il sopralluogo della mattina di cinque anni fa, nel piazzale di via Ippodromo dove giaceva il corpo senza vita di Federico. Ieri è stato il primo passo - in cui si sono affrontate questioni motlo tecniche - di un nuovo processo a cui la famiglia di Federico tiene moltissimo. Gli Aldrovandi sono stati riconosciuti come parte civile al processo. «Non avevamo dubbi in merito - ha commentato Patrizia Aldrovandi, la mamma di federico - è giusto essere ammessi perchè queste persone hanno ostacolato la giustizia e sarebbe stato assurdo escluderci perchè abbiamo subito dei danni per i comportamenti di questi funzionari. ሠgiusto essere rappresentati in un processo perchè è un diritto alla giustizia di tutti i cittadini e a maggiore per noi, che abbiamo dovuto faticare e lottare per arrivare alla veritá ». Tre dei 4 poliziotti hanno chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato. Luca Casoni non ha invece scelto un rito alternativo. I legali di tutti ritengono che non vi siano prove di eventuali responsabilitá  e che il verdetto piú adeguato sarebbe il proscioglimento.

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