News per Miccia corta

23 - 01 - 2010

Poliziotti condannati per le violenze durante il No Global Forum del 2001

(il manifesto)

Francesca Pilla


NAPOLI
Dieci poliziotti condannati. A quasi nove anni dai fatti, sono arrivate ieri le prime condanne per le violenze compiute dalle forze dell'ordine contro i giovani che manifestavano durante il Global Forum di Napoli del 17 marzo 2001. I giudici, accogliendo in parte le richieste dei pubblici ministeri Marco Del Gaudio e Francesco De Cristofaro, hanno condannato a due anni e otto mesi di reclusione gli unici due funzionari di polizia imputati, Fabio Ciccimarra e Carlo Solimene, ritenuti responsabili di sequestro di persona aggravato. Due anni e sei mesi sono stati inflitti invece a Raffaele Manna, due anni e due mesi a Damiano Tedesco, due anni a Pietro Bandiera, Michele Pellegrino, Francesco Incalza, Paolo Chianese, Damiano Avallone e Espedito Avellino. Undici sono invece i poliziotti assolti. «Una sentenza sconcertante - secondo l'avvocato Sergio Restrelli, difensore di gran parte degli imputati - che rischia di costituire un pericoloso precedente: viene ritenuta valida la tesi secondo cui in una caserma di polizia ufficiali di polizia giudiziaria in esecuzione di un ordine preciso, compiono un sequestro di persona». Diverso il parere espresso dai legali di parte civile: «Non abbiamo ricevuto ancora il dispositivo della sentenza - spiega l'avvocato Annalisa Senese - né conosciamo le motivazioni peró è una prima vittoria».
Una decisione, in ogni caso che fará  discutere visto che la Corte di Cassazione nel gennaio del 2002 aveva scartato questa ipotesi di reato. Ma all'epoca si trattava di una decisione per la custodia cautelare ora siamo in primo grado. E l'accusa aveva evidentemente fatto due conti. «Da questa sentenza - avevano detto i pm durante la requisitoria dello scorso 16 ottobre - i cittadini attendono di sapere se è lecito, per il nostro ordinamento, essere prelevati senza titolo dagli ospedali, trasportati in una caserma e rimanere trattenuti lí per ore, inginocchiati, picchiati, insultati».
Il «No Global Forum» napoletano fu in qualche modo un anticipo di quanto sarebbe poi accaduto nel luglio successivo con il G8 di Genova. Il 17 marzo del 2001 le forze di polizia caricarono violentemente i giovani no global che manifestavano contro la conferenza internazionale che si teneva nel capoluogo partenopeo. Gli scontri, violentissimi, avvennero all'altezza di via Leoncavallo, strada estremo della «zona rossa» considerata come limite invalicabile verso piazza del Municipio. Dopo gli scontri gli agenti si recarono negli ospedali per prelevare i giovani feriti e trasportarli nella caserna Raniero, dove furono sottoposti a violenze e ingiurie. Drammatiche le testimonianze rese da alcuni di loro e raccolte nel libro «Zona Rossa», prodotto dalla rete No Global: «Appena siamo entrati - ha raccontato ad esempio una ragazza - un uomo in borghese, elegante, ci ha detto "Bravi, bravi, siamo noi quelli cattivi che vi abbiamo picchiato...adesso vedrete quello che vi succede! Gli agenti ci hanno insultato, a me hanno detto: "Ti squaglio viva, puttana!". Poi hanno preso il mio amico e dopo aver insultato anche lui l'hanno portato in bagno per perquisirlo. Si sentivano senza interruzione le sue urla, ed è uscito dal bagno senza maglia, con le lacrime agli occhi, un occhio viola, pestato a sangue in faccia poi mi ha detto a bassa voce: "Mi hanno picchiato e sfondato la macchina fotografica e il telefonino"».
Racconta ancora D., classificato come testimonianza numero 51. «Si è avvicinato un secondo agente che mi ha sferrato un pugno in bocca gridando: "Comunista di merda!".... "Frocio, bastardo, me la scopo io la tua donna! Anzi no, sicuramente ha le malattie" e mi ha dato un pugno nell'occhio sinistro. Mi hanno ordinato di spogliarmi, mi hanno fatto mettere a pecora per vedere se nel culo avevo qualcosa. Uno ha preso tutti i miei vestiti e li ha buttati nell'orinatoio».
«Nella caserma Raniero venne predisposta la "camera delle torture"», hanno commentato ieri la sentenza i giovani del centro sociale napoletano «Insurgencia» mentre Francesco Caruso, ex deputato del Prc ed ex leader dei No global, parla di «condanne inutili grazie al processo breve».

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