News per Miccia corta

21 - 01 - 2010

I paesi dell'UE si astengono su una risoluzione ONU di condanna della riabilitazione del fascismo

(www.lernesto.it)



Il 18 dicembre 2009, per iniziativa della Federazione Russa è stata presentata all'Assemblea Generale dell'ONU una risoluzione che condanna il tentativo in atto in alcuni paesi, in particolare nelle repubbliche baltiche, in Ucraina e in Georgia, di riabilitare e addirittura glorificare il nazismo e il collaborazionismo, e di recare oltraggio ai monumenti che ricordano i caduti nella lotta contro il fascismo durante la Seconda Guerra Mondiale. La risoluzione è stata significativamente presentata poche ore prima che il governo della Georgia procedesse alla demolizione del memoriale dedicato ai soldati dell'Armata Rossa e alle vittime dell'aggressione nazi-fascista.
La risoluzione ha ottenuto il voto della stragrande maggioranza dei paesi (127) che fanno parte delle Nazioni Unite. L'unico voto contrario è venuto dagli Stati Uniti. I 27 paesi europei, appartenenti all'Unione Europea, si sono astenuti. Ad essi si sono aggiunte Ucraina, Georgia e Moldova, stati in questo momento governati dai rappresentanti delle cosiddette "rivoluzioni colorate", ispirate e sostenute dall'Occidente.
Sul gravissimo comportamento delle rappresentanze europee in sede ONU è intervenuto pochi giorni fa l'eurodeputato del Partito Comunista di Grecia, Giorgos Toussas, che ha denunciato con forza il comportamento "bipartisan" dei governi, sia di destra che socialdemocratici, dell'UE, che proverebbe come l'anticomunismo, oggi apertamente incoraggiato dalle risoluzioni adottate a livello comunitario, "sia perfettamente in linea con la tolleranza nei confronti del fascismo e la glorificazione delle bande fasciste" e con l'oltraggio alla lotta antifascista e ai sacrifici sopportati dai popoli del continente durante il secondo conflitto mondiale.
Nell'interpellanza presentata al Consiglio, Toussas chiede: "Il fatto che l'UE si sia astenuta sulla risoluzione significa forse l'approvazione e il sostegno alla glorificazione e alla riabilitazione delle bande fasciste e dei collaboratori dei criminali di guerra nazisti in una serie di stati membri dell'Unione Europea e di altri paesi europei? Il rifiuto di condannare la glorificazione del fascismo è forse parte del tentativo storicamente inconsistente di mettere sullo stesso piano Nazismo e Comunismo?".
La delegazione europarlamentare del KKE ha colto l'occasione per denunciare anche la violenta campagna anticomunista, che sta registrando negli ultimi mesi una preoccupante scalata, a partire dalla decisione assunta dalle autoritá  polacche di mettere al bando persino i simboli che si richiamano agli ideali del comunismo e dalla richiesta avanzata al governo, da parte di settori del parlamento della Repubblica Ceca, di mettere al bando il Partito Comunista di Boemia e Moravia.
"Il Consiglio intende condannare le decisioni reazionarie del governo polacco, e le persecuzioni in atto contro i comunisti e il movimento dei lavoratori?", ha chiesto un altro parlamentare europeo del KKE, Babis Angourakis.

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