News per Miccia corta

17 - 01 - 2010

Ci sará  un golpe contro quel comunista di Salvador Allende

 

(Corriere della Sera, 15 gennaio 2010)

Le pressioni per spingere il presidente al suicidio Memorandum «La lingua italiana, parlata e scritta, rimane un fattore essenziale del processo unitario del Paese». Giorgio Napolitano ha richiamato l' opportunitá  di una «coltivazione non statica della lingua, risorsa fondamentale», nel corso della cerimonia di consegna dei premi «Presidente della Repubblica» all' Accademia dei Lincei, di San Luca e Santa Cecilia. A proposito della lingua, il Capo dello Stato ha aggiunto: «C' è un impegno importante, richiamato in uno splendido documento dell' Accademia dei Lincei». Anticipato dal «Corriere» il 18 dicembre, il documento sta suscitando un vasto dibattito nel mondo politico e culturale. «La lingua italiana è un fattore essenziale dell' unitá » Convegno a Sondrio La Cia invitava peró la Casa Bianca ad attendere gli eventi, senza esporsi troppo

 

Caretto Ennio


 

N el quarantesimo anniversario dell' elezione di Salvador Allende a presidente del Cile, mentre i cileni sono chiamati a scegliere domenica prossima tra Sebastian Pinera ed Eduardo Frei, la Biblioteca Nixon ha desecretato un memorandum della Cia del 4 aprile del ' 72 che segnalava «l' inizio della fine del regime comunista», che sarebbe poi avvenuta l' 11 settembre del ' 73 e che avrebbe spinto Allende a suicidarsi. Il memorandum inviato al Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca, diretto da Henry Kissinger, il braccio destro del presidente Richard Nixon, affermava che «la politica cilena del compromesso continuerá  all' incirca un anno» ma che «le probabilitá  di una rottura sono molto cresciute». Il memorandum raffigurava il Cile al bivio tra «una guerra civile come quella in Spagna nel ' 36 e un golpe militare», e attribuiva ad Allende la premonizione della propria morte: «Allende - è scritto - si riferisce spesso al presidente riformista cileno Balmaceda che nel 1891 perse il potere dopo ripetuti scontri con il Parlamento e nella guerra civile, e che si suicidó». L' analisi della crisi cilena era stata sollecitata alla Cia dalla Casa Bianca, dopo che il mese precedente Jack Anderson, un noto giornalista investigativo di Washington, aveva denunciato le oscure manovre delle multinazionali americane contro Allende e la proposta dell' ambasciatore a Santiago Edward Korry - che nel ' 71 aveva protestato di avvertire «la puzza dei resti decomposti della democrazia, la stessa della Cecoslovacchia del ' 48» - di provocare disordini in Cile per indurre i militari a intervenire. Nel memorandum, la Cia esortava la Casa Bianca a non esporsi ad accuse di complotto da parte dei comunisti cileni «ormai paranoici» e ad attendere invece gli eventi. A suo giudizio, se non fosse scoppiata una guerra civile, i militari si sarebbero mossi «al tempo giusto». Al momento, sosteneva il memorandum, «il Partito nazionalista e alcuni dei leader democristiani favoriscono il golpe, ma il pubblico è contrario, e la maggioranza dei politici è ancora propensa a qualche compromesso». La Cia ravvisava i possibili prodromi di una guerra civile in Cile nella nascita da un lato del Movimento rivoluzionario o Mir e (dall' altro) di una «Guardia bianca» armata, come nella Russia del 1917, tra i latifondisti, decisi a riprendersi le proprietá  confiscate dallo Stato. Se Allende esagerasse nelle riforme o peggio tentasse di schiacciare l' opposizione, rilevava, «molti elementi civili e militari sarebbero costretti a difendersi». La Cia non escludeva un ultimatum delle forze armate e dei carabineros al presidente cileno per preservare la pace. «Attualmente sono divisi tra chi vuole rispettare la costituzione e chi ritiene necessario violarla - spiegava il memorandum -, ma se la crisi precipitasse i militari si unirebbero, chiedendo carta bianca per qualche tempo». E se non la ottenessero, asseriva, passerebbero al golpe. Su un punto l' analisi della Cia, 18 mesi prima del golpe del generale Augusto Pinochet, sarebbe risultata errata: la presa permanente del potere da parte dei militari. Stando al memorandum non era «il piú probabile dei risultati» del rovesciamento di Allende. Ma nell' aprile del ' 72, il dopo Allende rappresentava l' ultima preoccupazione di Nixon e di Kissinger. Come è emerso negli ultimi 30 anni dalla copiosa pubblicazione dei dossier della Cia e della Dia, il servizio segreto del Pentagono, i leader americani individuavano in Allende il portatore del comunismo nel continente. Avevano inizialmente cercato di impedirne l' elezione, avvenuta il 4 settembre del ' 70, poi di deporlo prima dell' insediamento il 4 novembre successivo. Il tentativo di convincere il Parlamento cileno a indire nuovi elezioni era fallito, e Nixon aveva adottato il «Track 2» (o Piano B). Un telegramma della Cia del 16 ottobre del ' 70 a Henry Hecksher, il suo uomo a Santiago, diceva cosí: «La nostra strategia mira al golpe prima del 24 prossimo. Se impossibile, la manterremo in vigore per un periodo piú tardo. ሠimperativo che non se ne abbia assolutamente sentore». Vale la pena di ricordare che un documento del Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca, desecretato nel 2002, inquadró il dramma cileno nella guerra fredda, e vi coinvolse anche l' Italia. Risale al novembre del ' 70, alla sconfitta iniziale di Nixon. Kissinger, che s' era impegnato «a non permettere che il Cile divenga una fogna», scrisse che «un governo marxista eletto con successo avrebbe un forte impatto su altri Paesi e costituirebbe un precedente soprattutto per l' Italia».

Per la Casa Bianca di allora, la via cilena e la via italiana al comunismo erano la stessa. RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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