News per Miccia corta

11 - 01 - 2010

Cefalonia, due nuovi indagati per la strage dei soldati italiani

(Corriere.it)

il peggior eccidio di militari italiani compiuto dai tedeschi durante la II guerra mondiale

Onori militari ai caduti un anno dopo l'eccidio (archivio Corriere della Sera)
Onori militari ai caduti un anno dopo l'eccidio (archivio Corriere della Sera)
MILANO - Due nuovi indagati per la strage di Cefalonia, il peggior eccidio di militari italiani compiuto dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale: sono - secondo quanto appreso dall'Ansa - due ex soldati della Wehrmacht, entrambi di 86 anni, sospettati di aver ucciso un numero imprecisato di uomini della Divisione Acqui. Gregor Steffens e Peter Werner - questi i loro nomi - sono stati rintracciati dai carabinieri, quasi 67 anni dopo i fatti, nell'ambito dell'inchiesta a carico di Otmar Muhlhauser, l'ex ufficiale tedesco morto lo scorso mese di luglio mentre era in corso l'udienza preliminare nei suoi confronti. L'identificazione dei due ex soldati e la loro iscrizione nel registro degli indagati da parte della procura militare di Roma riapre l'inchiesta su una strage che, con la morte dell'ultimo imputato e una serie di assoluzioni e archiviazioni, è rimasta finora impunita. Massimo riserbo viene mantenuto dalla procura militare di Roma sugli sviluppi giudiziari relativi alla strage di Cefalonia: il procuratore capo, Antonino Intelisano, si è limitato a confermare all'Ansa che vi sono due nuovi indagati, ma non ha fornito altri particolari.

I DOCUMENTI - Secondo quanto è stato possibile ricostruire, tuttavia, i carabinieri delegati a svolgere indagini sull'eccidio di Cefalonia nell'ambito del procedimento a carico di Muhlhauser, si sarebbero messi sulla nuova pista dopo essersi imbattuti in due nomi, citati in una relazione del cappellano militare don Luigi Ghilardini, redatta poco dopo la strage, avvenuta l'8 settembre '43, giorno dell'armistizio. Nel documento, proveniente dall'Ufficio storico dell'Esercito, si parla dei «soldati Steffens Gregor e Werner Peter, che precedentemente erano stati nostri prigionieri», i quali «si vantavano di aver ucciso tramite fucilazione - lungo la strada tra Lakhitra e Faraó - 170 soldati disarmati che si erano arresi». I militari dell'Arma si sono subito attivati e, grazie anche alla collaborazione della polizia criminale tedesca, sono riusciti a individuare i due ex militari della Wehrmacht, scoprendo che sono entrambi vivi e qual è il loro attuale domicilio in Germania.

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