News per Miccia corta

07 - 01 - 2010

Individuati in Svezia i mandanti del furto della scritta di Auschwitz

(la Repubblica, 6 gennaio 2009)

ANDREA TARQUINI


La scritta al momento del recupero da parte della polizia

BERLINO  -  Probabilmente sono stati individuati, e stanno per essere arrestati, i mandanti e organizzatori del furto della targa di Auschwitz. Risiedono in Svezia, uno di loro sarebbe il leader di un gruppo neonazista. Il suo piano, secondo i media svedesi, sarebbe stato rivendere l'iscrizione in metallo a un ricco collezionista residente in Usa, Regno Unito o Francia per finanziare attentati contro il premier e il Parlamento del regno. La pista sarebbe talmente seria che la Saepo (Saekerhetspolisen, il servizio segreto svedese) indaga sul caso almeno da Natale.

La magistratura polacca, ha detto il procuratore capo di Cracovia Artur Wrona, si è giá  mossa. Ha chiesto alle autoritá  svedesi di poter interrogare i due o tre sospetti in territorio polacco. Non esclude, si dice a Varsavia, di spiccare un mandato d'arresto europeo. Dei sospetti, ha spiegato Wrona, uno (identificato come Andersen H.) sarebbe la mente del crimine, il secondo, di origine jugoslava, avrebbe portato in Polonia il furgone poi usato dai cinque esecutori del furto, un gruppo di pregiudicati polacchi, criminali comuni, per trasportare rapidamente via la targa dopo averla rubata in piena notte, nelle prime ore del 18 dicembre scorso.
 
La scritta con il macabro motto 'Arbeit macht freí (il lavoro rende liberi) sovrastava l'ingresso principale di quello che fu il piú grande e famigerato tra i campi di sterminio costruiti in tutta l'Europa occupata oltre che in Germania dal regime nazista di Adolf Hitler per l'attuazione con precisione industriale del genocidio del popolo ebraico. Auschwitz, dove furono assassinate dai nazisti oltre un milione di persone, e quella scritta, sono simbolo e luogo della Memoria dell'Olocausto, e il crimine scosse il mondo. Dopo tre giorni d'indagini, le teste di cuoio polacche con due Blitz avevano arrestato i ladri e recuperato la targa, tagliata in tre parti per il trasporto. L'iscrizione verrá  restaurata e rimontata all'ingresso del campo.

Particolare allarme suscita l'ipotesi d'un piano guidato da un leader neonazista per finanziare attentati al massimo livello contro esecutivo e Parlamento. Proprio in Svezia dove il politico piú famoso del dopoguerra, il premier socialdemocratico Olof Palme, fu ucciso da killer ancora oggi introvabili. Il mandante del furto ad Auschwitz sperava di vendere la targa per almeno un milione di euro. Poi, spaventatosi per lo sdegno e la mobilitazione internazionali, si sarebbe pentito e avrebbe deciso di confessare tutto. Ció avrebbe portato all'arresto degli esecutori.
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