News per Miccia corta

05 - 01 - 2010

Berlusconi: sí al segreto di Stato sui rapporti tra 007 e Telecom

(Corriere della Sera, 5 gennaio 2009)

 

 

 

Luigi Ferrarella


 

Il presidente del Consiglio mette il segreto di Stato sulla natura dei rapporti con Telecom dell'ex numero tre del controspionaggio militare Sismi, Marco Mancini, di cui la Procura di Milano chiedeva il processo per il dossieraggio illegale contestatogli in concorso con l'ex vertice della divisione Security di Telecom e Pirelli, Giuliano Tavaroli, e altri 34 indagati.

Silvio Berlusconi lo fa in una lettera di risposta al giudice dell'udienza preliminare Mariolina Panasiti, che il 13 novembre scorso aveva attivato la procedura di ┬źinterpello ┬╗ di Palazzo Chigi, prevista per legge ogni qual volta un imputato (come Mancini in questo caso) prospetti di non potersi difendere se non violando un asserito segreto di Stato sul contesto delle vicende oggetto di accertamento giudiziario.

Il premier Silvio Berlusconi ha dunque ┬źconfermato┬╗ l'esistenza di segreto di Stato sulle circostanze che Mancini, ex braccio destro del generale Niccol├│ Pollari, aveva addotto nel suo interrogatorio al giudice, e che il gip Panasiti non aveva riassunto ma integralmente sottoposto a Palazzo Chigi attraverso la trasmissione degli atti dell'udienza. Quel giorno Mancini, accusato di associazione a delinquere, corruzione e rivelazione di notizie di cui sia vietata la divulgazione, aveva opposto il segreto di Stato a quasi ogni domanda rivoltagli: sui rapporti con l'allora capo della Security di Telecom e Pirelli, Giuliano Tavaroli, che tre mesi fa ha chiesto di patteggiare 4 anni e 6 mesi; con il maggior fornitore di notizie per i dossier, e cio├Ę l'investigatore privato fiorentino, Emanuele Cipriani, indagato al quale brucia il sequestro di 14 milioni di euro; con l'investigatore privato americano John Spinelli, ex agente Cia che vuole patteggiare 3 anni; con l'ex giornalista di Famiglia cristiana, Guglielmo Sasinini, e l'ex ufficiale dei carabinieri Angelo Jannone, entrambi nello staff di Tavaroli.

In pi├║, e a sorpresa, quando la difesa di Cipriani gli aveva chiesto se avesse mai intrattenuto rapporti con Marco Tronchetti Provera, all'epoca dei fatti presidente emaggiore azionista di Telecom ma mai indagato dalla Procura, Mancini aveva nuovamente risposto ┬źsegreto di Stato┬╗: affermazione alla quale aveva fatto seguito un comunicato dell'imprenditore, che affermava ┬źdi non aver mai avuto rapporti con il signor Mancini┬╗.

In aula l'ex 007 nutriva questa raffica di richiami al ┬źsegreto di Stato┬╗ con la premessa di non aver commesso i reati imputatigli, e in particolare di non aver attinto dagli archivi del controspionaggio militare notizie poi ┬źrivendute┬╗ alla squadra Tavaroli-Cipriani: ma aggiungeva che, per dimostrarlo, avrebbe dovuto parlare degli ┬źassetti organizzativi del Sismi ┬╗, dei ┬źcontatti legittimi e di natura istituzionale┬╗ con esponenti della Security di Telecom e Pirelli ┬źnell'ambito di rapporti con fonti sotto copertura ┬╗, di alcune ┬źdirettive┬╗ ricevute in proposito dai superiori. E non poteva farlo"ÔÇŁlamentava Mancini al giudice "ÔÇŁ perch├ę la Corte Costituzionale, nella sentenza 106 dell'11 marzo 2009, aveva esteso ai pubblici ufficiali ┬źanche indagati o imputati ┬╗ (quindi come lui) il divieto di violare il segreto di Stato sugli ┬źassetti organizzativi e operativi┬╗ del Sismi. Non c'├Ę segreto di Stato, gli obiettavano i pm Napoleone-Piacente-Civardi, per i quali ┬źl'imputazione a Mancini esula da rapporti istituzionali eventualmente intrattenuti con Cipriani e Tavaroli┬╗ perch├ę ┬źnon riguarda la divulgazione di fatti coperti da segreto di Stato, bens├ş unicamente la compravendita che Mancini avrebbe fatto delle informazioni patrimonio di sue conoscenze professionali┬╗ nel Sismi.

Ora la risposta di Berlusconi ├Ę arrivata: il segreto di Stato invocato da Mancini c'├Ę. Con tre conseguenze. La prima ├Ę giudiziaria e quasi certa per Mancini, che gi├í┬á nel processo per il concorso del Sismi nel sequestro Cia dell'imam Abu Omar, grazie al segreto di Stato anche l├ş opposto (insieme a Pollari) e anche l├ş confermato da Palazzo Chigi, il 3 novembre 2009 ├Ę stato prosciolto per improcedibilit├í┬á e dunque sottratto alla richiesta di 10 anni di carcere avanzata dai pm (13 per Pollari): ora, nel processo Telecom, Mancini vede allontanarsi la prospettiva di un proprio rinvio a giudizio, e invece avvicinarsi anche qui un altro proscioglimento per ┬źnon luogo a procedere┬╗.

La seconda ├Ę sempre giudiziaria ma pi├║ incerta, e concerne il destino processuale dei coimputati di Mancini, che hanno in comune alcune ma non tutte le accuse, e che magari avevano appena fatto scelte (come quella di chiedere il patteggiamento) ora spiazzate dall'apposizione del segreto di Stato. La terza ├Ę invece extragiudiziaria: ed ├Ę il senso pi├║ generale degli interrogativi sulla natura dei rapporti "ÔÇŁ ora formalmente attestati dall'apposizione di segreto di Stato da parte di Palazzo Chigi"ÔÇŁtra segmenti del controspionaggio militare e importanti funzioni aziendali (come la Security) di una grande societ├í┬á privata, cruciale nel delicatissimo settore delle telecomunicazioni.

E' la seconda volta in poche settimane che la Presidenza del Consiglio conferma un segreto di Stato opposto ai magistrati da indagati appartenenti al Sismi. E' infatti appena accaduto anche a Perugia, dove Palazzo Chigi ha avallato le prospettazioni del generale Pollari sull' ┬źarchivio┬╗ di Pio Pompa, cio├Ę sul complesso delle informazioni che il consulente del Sismi, poi assunto nel servizio segreto militare, raccolse nell'ufficio di via Nazionale sul conto di magistrati, giornalisti, politici: materiale ritenuto dalla Procura umbra illecito perch├ę realizzato ┬źfacendo uso di somme, risorse umane e materiali del Servizio utilizzati per scopi palesemente diversi da quelli istituzionali ┬╗.

 

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