News per Miccia corta

03 - 01 - 2010

Camus, la necessitá  di reagire in nome della veritá 

(ANSA)


di Paolo Petroni


 

ROMA - Il vuoto, l'abulia e l'indifferenza di Meursault, il protagonista de "Lo Straniero" di Albert Camus, ci paiono molto forti, specie se attribuiti a una persona che conduce una vita assolutamente normale. La veritá  è che il suo vuoto emotivo e spirituale, il suo istintivo materialismo, l'essere concentrato solo su se stesso, generano un'indifferenza che porta a una mancanza di morale che oggi possiamo spesso riconoscere attorno a noi. Il fatto poi che Meursault uccida praticamente senza ragioni, sparandogli quattro volte quando è giá  colpito a terra, un arabo, un diverso da lui, rende il tutto di ancor maggiore attualitá .

E "La peste" diventa ogni giorno un romanzo di piú forza simbolica, ritratto, aperto a un futuro di speranza, di una societá  che deve imparare a reagire al morbo, della paura, dell'indifferenza, della violenza e dell'egoismo, che la sta mortalmente infettando. Il mondo di Camus, a oltre mezzo secolo di distanza, ci coinvolge con la sua veritá  e ci parla del nostro tempo in maniera impressionante. Eppure questo scrittore francese, di cui domani cadono i 50 anni dalla morte (4 gennaio 1960), nonostante il premio Nobel per la letteratura ricevuto nel 1957, dieci anni prima che fosse assegnato (e lui decidesse di non ritirarlo) a Jean Paul Sartre, si è trovato a lungo a scontrarsi e a essere messo in ombra dalla figura di 'vero filosofo' e la popolaritá  dell'autore de 'La nausea', che polemizzo, tra l'altro, con lui attaccandolo per le idee espresse in 'L'uomo in rivoltá . Bernard-Henri Levy per fortuna oggi rimette le cose a posto, citando i suoi titoli teatrali e di narrativa, tra cui "Le nozze", come "lavoro in nessun modo inferiore all'opera di Sartre" e scrivendo che a Camus "non è possibile negare né il talento, né la tecnica del filosofo".

Era di sinistra, aveva fatto la Resistenza, ma le sue posizioni individuali (e critiche giá  allora sul socialismo reale) erano osteggiate dalla sinistra, mentre la destra, che adesso cerca di appropiarsene, parlando di religiositá  profonda e neoplatonismo, lo denigrava per il suo costante impegno sui temi sociali e della pace. Francese algerino (quindi un pid-noir), nato da una famiglia molto modesta il 7 novembre del 1913, divenuto uno dei padri dell'esistenzialismo, gran seduttore, autore de "L'uomo in rivolta" (titolo emblematico di per se stesso), muore in auto in un giorno di pioggia a 46 anni, a poco piú di due anni dall'aver avuto il Nobel, entrando cosí tra i miti degli eterni giovani di successo e maledetti, un po' alla James Dean. Giovani irrequieti, alla ricerca disperata di un senso da dare alla vita, odiando l'ipocrisia e bisognosi di veritá . Del resto, lo straniero Meursault, per Camus, "lungi dall'essere privo di qualsiasi sensibilitá , è attanagliato da una passione profonda: la passione dell'assoluto e della veritá ". E' sempre Levy a scrivere cosí che, per il Camus de "L'uomo in rivolta", lo storicismo è lo stato d'animo di chi dice di sí alla Storia. Ovvero, "é la matafisica, implicita o esplicita, che si rapporta a un mondo dove i punti di riferimento diventano traguardi: dove si sostituisce 'l'aldila" con 'piu' tardí; e dove i valori hanno valore - è sempre Camus che parla, sottolinea Levy - solo quando trionfano su tutti gli altri".

A 50 ANNI MORTE FRANCIA GLI RENDE OMAGGIO - di Laurence Figá -Talamanca - I francesi non hanno aspettato la proposta del presidente Nicolas Sarkozy di inumare Albert Camus nel Pantheon di Parigi, tra Vicotr Hugo e Voltaire, per rendergli omaggio nel cinquantesimo anniversario della sua morte. E cosí, mentre il dibattito sul riconoscimento presidenziale prosegue tra favorevoli e contrari (c'é chi, come il figlio Jean, teme un'appropriazione politica della figura di Camus), il mondo della cultura non ha perso tempo, dedicando nuove pubblicazioni, inserti speciali, un film per la tv e maratone radio, all' 'Uomo in rivolta', scomparso in un incidente d'auto il 4 gennaio 1960, a soli 46 anni. "Non sapevo che papá  fosse famoso, finché non è morto", ha recentemente detto la figlia Catherine che gli ha dedicato un libro 'Albert Camus. Solitaire e Solidaire', uscito il 10 dicembre. Oggi Catherine nutre ancora dei dubbi sulla proposta di Sarkozy ma, in un'intervista a Le Parisien, appare quasi rassegnata all'idea: "Non avrei mai scelto una cosa simile, ma visto che mi capita, proveró a gestirla. Mio padre mi ha insegnato che 'bisogna affrontare' le cose. Anche se con questa - conclude ridendo - ho ancora qualche difficoltá  ".

Pantheon o no, peró, la Francia lo celebra a modo suo. L'intera opera del Nobel per la letteratura del 1957 è stata ripubblicata in una nuova edizione esaustiva, in quattro volumi, nella prestigiosa collezione La Pleiade, mentre 64 tra autori ed esperti hanno contribuito, sotto la direzione di Jeanyves Guerin, alla stesura del 'Dictionnaire Albert Camus', 992 pagine per Robert Laffont in cui opere, vita, pensiero dell'autore de 'Lo straniero' e de 'La peste' vengono raccontati, sezionati, analizzati. Gallimard gli dedica anche un fumetto, 'L'Hoté, in cui il disegnatore Jacques Ferrandez mette in scena la passione tormentata di Camus per l'Algeria, la sua terra natale. Tutte le grandi testate francesi hanno pubblicato inserti e numeri speciali: da Le Figaro Hors-serie con 'Camus. L'ecriture, la revolte, la nostalgié, a Telerama Hors-serie con 'Camus. Le dernier des justes'. Le Nouvel Observateur ha anticipato tutti con lo 'Special Camus' uscito a novembre, mentre Le Mag di Liberation ha pubblicato ieri una 'controinchiesta' sul 'Camus, revolte' solitairé. Il grande pubblico lo vedrá  in televisione, con il volto di Stephane Freiss, in una fiction in onda mercoledí 6 gennaio su France 2, o giovedí su France 5 in uno speciale sul Camus giornalista impegnat. Il canale radio France Culture gli dedica un'intera 'giornata Camus', dalle 7 di domani mattina fino alle 23, che dará  anche il via alle lettura in 10 puntate de 'Lo Straniero'. Infine per tutto l'anno, a Parigi come a Aix-en-Provence, dove ha sede il Centre de documentation Albert Camus, e in molte altre cittá  della Francia, sono in programma conferenze, film e spettacoli teatrali.

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