News per Miccia corta

23 - 03 - 2006

L`Eta annuncia una tregua permanente

(dal Corriere della Sera, 23 marzo 2006)

Al via dal 24 marzo. Era la condizione posta da Zapatero

L`Eta annuncia una tregua permanente

Ha lo scopo di «dare impulso al processo democratico che assicuri «i diritti» del popolo basco e la possibilitá  di «sviluppo».

MADRID - L`Eta ha annunciato nella mattinata di mercoledí una tregua permanente dal 24 marzo. In un comunicato inviato al quotidiano basco Gara (vicino alla sinistra indipendentista), Eta afferma che la tregua comincerá  venerdí e ha lo scopo di «dare impulso al processo democratico in Euskadi (i Paesi Baschi il lingua locale, ndr)», un processo che assicuri «i diritti» del popolo basco e la possibilitá  di «sviluppo di tutte le opzioni politiche». Una tregua permanente dell`Eta era la condizione posta dal governo di José Luis Rodrá­guez Zapatero per poter aprire un dialogo di pace.
IL COMUNICATO - L`Eta sottolinea che il risultato del «processo democratico» in Euskadi dovrá  essere riconosciuto e rispettato «senza limitazioni» da Spagna e Francia e che dovrá  essere consentito il diritto all`autodeterminazione: «alla fine del processo i cittadini baschi devono avere la parola sul loro futuro». L`Eta invita quindi Madrid e Parigi a «rispondere positivamente» al suo gesto «mettendo da parte la repressione». L`Eta afferma che suo «desiderio e volontá  è che il processo aperto giunga sino alla fine e si consegua cosí una vera situazione democratica per ``Euskal Herria`` (altra denominazione dei Paesi Baschi), superando il conflitto di molti anni e costruendo una pace basata sulla giustizia».

«PRUDENZA» - Per tutto il giorno si è atteso che il Primo Ministro José Luis Rodrá­guez Zapatero riferisse al «Congreso», la Camera bassa del parlamento spagnolo. Prima che intervenisse, la posizione del governo era stata espressa cautamente dalla vice del premier, Mará­a Teresa Ferná¡ndez de la Vega, che aveva definito l`annuncio dell`Eta «una buona notizia per tutti gli spagnoli». «Ogni cautela è poca - ha proseguito -, ma il Governo auspica che l`annuncio del cessate il fuoco sia l`inizio della fine dell`Eta. Il Governo lavorerá  con tutte le forze politiche, da cui speriamo di ricevere appoggio». L`atteso discorso di Zapatero, giunto nel tardo pomeriggio, è stato in linea con le dichiarazioni della sua vice: «Spero che a partire da ora ci unisca la speranza - ha dichiarato il premier spagnolo, che ha nuovamente invitato alla prudenza: «Ogni processo di pace, dopo tanto orrore, è lungo e difficile». Poi Zapatero, rivolgendosi direttamente all`opposizione, le ha promesso «massima informazione e collaborazione». La Ferná¡ndez de la Vega aveva precedentemente proposto l`immediata apertura di un tavolo di trattative con tutte le forze politiche. Occorrerá  verificare se con l`espressione «tutte» la vicepremier si sia riferita ai partiti con una rappresentanza nei parlamenti spagnolo e basco, o se voglia includere in un possibile negoziato di pace anche il movimento considerato braccio politico dell`organizzazione armata, Batasuna, divenuto illegale in virtú di una contestata legge del 2003 fortemente voluta da Aznar, ma votata anche dal Partito Socialista, oggi al governo.
L`OPPOSIZIONE POPOLARE - Da diverso tempo si parlava di trattative segrete tra governo ed Eta per ottenere almeno una tregua. Il Partito Popolare era persino sceso in piazza per protestare contro ogni intavolamento di trattative. Di sicuro, qualora Zapatero potesse dimostrare di aver avuto un ruolo determinante nell`ottenere il cessate il fuoco, il suo esecutivo guadagnerebbe notevole popolaritá  e consensi, interrompendo una tendenza in atto che, secondo i sondaggi, vede in ascesa il Partito Popolare. L`eliminazione del terrorismo basco rappresenta una delle richieste piú pressanti da parte della societá  civile spagnola. Il precedente governo popolare aveva inferto duri colpi all`Eta, ma attuando una politica di scontro frontale che aveva portato a un inasprimento del «conflitto» basco. Le prime dichiarazioni della presidentessa del Partito Popolare nei Paesi Baschi, Maria San Gil, non a caso denunciano meno soddisfazione e piú risentimento nei confronti del governo Zapatero, accusato di cercare la tregua al costo di «continui cedimenti». Poco dopo le parole della San Gil sono arrivate quelle non dissimili di Mariano Rajoy, leader nazionale dei popolari, che ha sostenuto che la tregua è solo «una pausa» come nel corso degli anni ce ne sono giá  state (l`ultima nel 1998, durata circa un anno). Rajoy ha ribadito che il Pp respinge qualsiasi concessione politica agli indipendentisti baschi che, ha sottolineato, nel comunicato ribadiscono la richiesta dell`autodeterminazione.
I PARTITI NAZIONALISTI - Il «lehendakari» (presidente del governo basco) Juan José Ibarretxe ha annunciato di aver avviato «contatti senza esclusioni» per creare un tavolo di trattativa politica. Ha inoltre definito «irreversibile» il processo di pace. Il Partito Nazionalista Basco (Pnv), principale forza politica basca a cui appartiene lo stesso Ibarretxe, ha definito «seria» la proposta di abbandono delle armi da parte dell`Eta, e ha invitato tutte le parti politiche a approfittare dell`opportunitá . Batasuna ha chiesto che l`Unione Europea partecipi alle trattative di pace e ha approfittato dell`occasione per chiedere che cessi la sua messa al bando. Eusko Alkartasuna (Ea), partito socialdemocratico indipendentista, ha chiesto «l`immediata istituzione di un tavolo per le trattative che includa rappresentanti di Batasuna». Il partito regionalista catalano CiU ritiene che ora ci siano tutte le condizioni per la pacificazione dei Paesi Baschi. Contrario ai negoziati è Miguel Sanz, presidente della Navarra, regione rivendicata dai nazionalisti baschi come parte integrante di Euskal Herria. Sanz guida il partito regionalista Upn, ostile all`unione della Navarra con la Comunitá  Autonoma Basca, e ha detto che la regione in cui governa non sará  «moneta di scambio» per ottenere la pace.

LE VITTIME - La maggior parte delle associazioni che raggruppano le vittime del terrorismo basco ha espresso cautela o scetticismo. Francisco José Alcaraz, presidente dell`Avt, ha definito la tregua «una trappola» e sottolineato come l`Eta non parli, nel comunicato, di abbandono delle armi. Dal 1968 l`Eta ha ucciso un totale di 851 persone.

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L'ex presidente Cossiga loda il leader socialista «Lungimirante»

Francesco Cossiga ha accolto come «un'eccellente notizia» la tregua proclamata dai terroristi dell'Eta, il cui merito, secondo l'ex Presidente italiano, va distribuito tra le capacitá  di mediazione di Zapatero e il governo basco. «L'annuncio di un cessate il fuoco permanente da parte dei separatisti baschi dell'Eta è una eccellente notizia, anche per l'Europa» sottolinea Cossiga, per il quale questo «è il frutto della intelligente e ferma politica del governo della Comunitá  autonoma basca, del Pnv (Partito nazionalista basco, ndr ), dell'Ea (Eusko Alkartasuna , partito nazionalista socialdemocratico , ndr ) e gli altri partiti che siedono nel Parlamento basco; ed è il frutto della lungimirante politica di Zapatero e, in modo particolare, del Partito socialista basco che ha ricercato e trovato la via del confronto e del colloquio con Batasuna, ma ha invitato alla ``cautela`` e alla ``prudenza``».
Secondo Cossiga, da lungo tempo vicino alla causa del nazionalismo basco, l'avvenimento «puó essere l'inizio di trattative oneste tra il governo centrale, il governo basco e l'Eta, per la ricerca di una soluzione politica al problema della lotta armata e, in prospettiva, per una soluzione della questione basca».
Sussiste, tuttavia, la necessitá  di mantenere una certa prudenza nella gestione dei rapporti dei baschi con la Spagna, nel passato non del tutto limpidi: «La vicepremier e portavoce dell'esecutivo, Maria Teresa Fernandez de la Vega - prosegue Cossiga - ha affermato che è ``una buona notizia``, anche se in questi casi la cautela non è mai troppa. ሠsempre possibile una impropria iniziativa della magistratura spagnola, e atti provocatori, anche sotto forma di attentati da attribuire falsamente all'Eta o a Batasuna, da parte di elementi della Polizia Naciónal e della Guardia Civá­l , ancora profondamente inquinate, come anche la magistratura, dallo spirito ``spagnolista`` dei pregressi governi di Aznar e del PP».

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