News per Miccia corta

17 - 12 - 2009

Milano ad alta tensione

(la Repubblica, 17 dicembre 2009)

 

 


Da tre anni il capoluogo vive "campagne" di violenza di difficile lettura
Quest'autunno arresti di studenti durante cortei poi sgomberi di centri sociali


PIERO COLAPRICO



ሠun «pulviscolo», lo chiamano cosí gli investigatori. E da alcuni anni questo «pulviscolo» si respira soprattutto a Milano, da sempre una cittá -mito: una cittá  in cui le cose accadono, o cominciano, nel bene e nel male.

Prima di ricapitolare fatti e fatterelli, occorre una premessa: le sigle. Molte sigle sono contenitori che vanno stretti ai giovani che ormai - sia a destra, sia a sinistra - non si riconoscono piú nei «maestri» ufficiali. E se ne scelgono altri. I due chili di dinamite che sarebbero dovuti esplodere all'universitá  Bocconi sono stati considerati «anarchici»: parola - bene saperlo - che ormai è un po' spezzettata per avere un unico significato. Una volta gli anarchici stavano per conto loro. Il loro isolamento ne aveva fatto la «vittima ideale» per le accuse fasulle e i depistaggi della strage di piazza Fontana, quarant'anni fa, com'è noto. Adesso c'è un forte dibattito sotterraneo.
C'è chi continua a dire «stiamo soli» e chi invece vorrebbe «cercare alleati». Si litiga sul futuro. Come nei centri sociali, come tra gli «anziani», i cinquantenni che ancora oggi si chiedono quale spazio politico reale esista. I brigatisti di un tempo sono praticamente inesistenti. I loro documenti indigesti: non piú pervenuti. A differenza dei brigatisti, questi nuovi «anarcos», veri o presunti che siano, non rivendicano troppo: annunciano. E che poi l'attentato funzioni o non funzioni, scoppi o non scoppi, va comunque bene.
C'è un mondo che si autogratifica e che trova nuove coesioni per lottare contro quelle che sono considerate le nuove ingiustizie: soprattutto il razzismo e la xenofobia. «áˆ solo l'inizio di una nuova campagna», si legge sui volantini di queste ore.
Ma Milano è da tre anni che vive tra «campagne» non sempre di semplice lettura. Non per usare il bilancino, ma il livello di guardia era stato superato quando Roberto Sandalo, ex terrorista di Prima Linea, era finito in cella a San Vittore. Era l'aprile 2008 e tornava a casa dopo aver fatto gli ultimi due attentati alle auto posteggiate vicine alle moschee. Da rosso era diventato «verde-nero»: alla fine degli anni Novanta era entrato nelle Guardie Padane. Poi girava con un crocifissone sul petto. «Difendiamo l'Italia dai musulmani, il nostro Paese deve restare cristiano», questo urlava ai megafoni della manifestazioni. Personaggi come lui a Milano non sono rari e - dall'altra parte, a sinistra - infatti è cresciuta una nuova parola d'ordine: non è piú antifascismo, ma è antirazzismo.
Questo autunno, la cadenza milanese della tensione ha aumentato il ritmo. Ci sono stati arresti e fermi di studenti durante le manifestazioni, poi sgomberi di centri sociali. ሠstato diffuso un volantino di quattro pagine, firmato Nat, che sarebbero nuovi terroristi, ma chissá : «Non vogliamo costituire nessun partito armato», dicono. Che vogliono? Puntare alla «propaganda armata». Se siano post-brigatisti, o se sia una provocazione di qualche ex dipendente dello Stato, ancora non si sa.
A ottobre, in questa Milano dove soffia il «pulviscolo», viene arrestato come se fosse un capoclan un giovane antagonista, Valerio Ferrandi, 24 anni. ሠfiglio di Mario, ex Prima Linea. La sua colpa è stata aver fatto ottocento fococopie di un suo volantino alla Cusl, la libreria di Comunione e Liberazione, e essersene andato senza pagare e alzando le mani su chi lo voleva fermare. Tra i ragazzi arrestati con lui, c'è il figlio di un importante manager della Caritas ambrosiana e un immigrato di seconda generazione. Un trio misto, insomma. E, nei giorni successivi, alcune Cusl sono state danneggiate.
E non per aggregare cose che non c'entrano, ma Milano ha vissuto male le manganellate agli studenti che occupavano una «serale» e chiedevano il diritto allo studio. E poi ha vissuto male il corteo per la strage del 12 dicembre, con piazza Fontana riservata ai politici e la strada agli altri: che erano tanti, oltre cinquemila, e alcuni hanno tentato di entrare scazzottandosi con le forze dell'ordine. Volevano la «piazza», che è stata loro da sempre, perché era la sinistra l'unica a volere la veritá , e non va dimenticato.
Domenica pomeriggio, al comizio di Silvio Berlusconi in piazza Duomo, sappiamo che cos'è successo: un uomo con problemi psichici ha lanciato la statuetta del Duomo che, con la faccia insanguinata del premier, ha fatto via video il giro del mondo. Milano, il pulviscolo. Milano, una pentola a pressione. Milano, una cittá  che per molti giovani è diventata sempre piú arida, pesante, minacciosa e sterile. Gli investigatori seri ripetono questa frase e vale la pena ripeterla ancora: «Sono una decina d'anni che siamo a un passettino dal cosiddetto salto di qualitá  di qualcuno, ma questo salto non è ancora accaduto». I mesi che arrivano diventano dunque essenziali. Disoccupazione, giro di vite sugli immigrati, nuove povertá : c'è un terreno di infelicitá  e disperazione che qualcuno vorrebbe arare, qualcuno coltivare, qualcuno usare.

I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori