News per Miccia corta

17 - 12 - 2009

Milano, pacco bomba alla Bocconi esplosivo anche nel Cie di Gradisca

(la Repubblica, 17 dicembre 2009)

SANDRO DE RICCARDIS
MASSIMO PISA




MILANO - Quando ha sentito il botto, simile a quello di una miccetta, l'anziano custode del pensionato della Bocconi ha pensato al quadro elettrico dei sotterranei. Anche il primo sopralluogo di una volante del commissariato Ticinese, poco dopo le 3 di ieri notte, non aveva segnalato anomalie. ሠstato quando i tecnici sono scesi, di primo mattino, che hanno notato quel plico a forma di tubo. Solo allora sono intervenuti gli artificieri e hanno trovato la bomba: un tubo metallico contenente due chili di dinamite, fili elettrici, un timer puntato alle 3, piazzato in una nicchia di quel lungo corridoio che collega la nuova sede della Bocconi e i vecchi edifici. Un ordigno subito definito «serio» dagli analisti della Digos e dal ministro Maroni («Azione da non sottovalutare, anche questa frutto del clima esasperato»), che avrebbe potuto causare danni ingenti alla struttura, non alle persone. Bomba artigianale e difettosa, peró: a esplodere è stato solo l'innesco. La miccetta.
La rivendicazione dell'attentato, intitolata «Operazione Eat the rich - Fuoco ai Cie» e firmata «Sorelle in armi - Nucleo Mauricio Morales / FAI», è stata recapitata a mano alle 13 alla sede milanese di «Libero» (la Digos è giá  al lavoro sui filmati delle telecamere che la riprendono). Dieci righe scarse battute al computer farcite di citazioni. Dalla frase d'apertura scritta nel 2004 dall'anarchico spagnolo Gabriel Pombo da Silva dal carcere di Aquisgrana al «Bombarolo» di Fabrizio De André («Chi non terrorizza si ammala di terrore»), alla stessa firma, inedita nell'arcipelago anarchico, che somma il titolo di un film americano sulle crocerossine nella Seconda guerra mondiale, e un anarchico cileno saltato in aria nel maggio scorso. Nel testo, aggressivo dall'incipit («2 kg di dinamite porteranno rivolta e distruzione. Abbiamo scelto di colpire dove meno ve lo aspettate»), si rivendica «l'attacco a un avamposto del dominio» e a «nuovi campi di concentramento», minacciando infine lo «scorrere del sangue dei padroni». I riferimenti sono all'altro attentato al Cie di Gradisca d'Isonzo, in provincia di Gorizia, dove un altro pacco bomba è stato consegnato a mezzanotte al direttore della struttura che, insospettito dall'oggetto, è riuscito a disfarsene prima dello scoppio. Il confezionamento dei due pacchi bomba - se ne occuperá  domani il Comitato di analisi strategica antiterrorismo del Viminale - sarebbe simile, dando cosí credito all'ipotesi che dietro l'unica rivendicazione ci sia anche un'unica organizzazione. Altri anarchici, sigla Krn, erano stati sorpresi a mezzanotte davanti alla questura di Milano a vergare sui muri scritte per Pinelli, Carlo Giuliani, Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi e Alexis Grigoropoulos. Segnali del ritorno ad una campagna segnata da attacchi a tradizionali bersagli dell'anarco-insurrezionalismo. Un'ipotesi che ha portato a Milano ad alzare il livello di guardia nel sistema di sicurezza.

I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori