News per Miccia corta

17 - 12 - 2009

Lorca, il mistero continua non si trovano le sue ossa

(la Repubblica, 17 dicembre 2009)

 


Le ricerche iniziate un mese e mezzo fa ad Alfacar dove nel 1986 venne posto un monumento che commemora il suo sacrificio
Su "El Pais" l'appello del biografo Ian Gibson: "Continuate a scavare, sono certo che è sepolto lí"


OMERO CIAI




Settantatré anni dopo la sua morte Federico Garcá­a Lorca è ancora un desaparecido. La fossa comune nella quale all'alba del 19 agosto 1936 i franchisti gettarono, dopo averli fucilati, il suo cadavere; quelli dei due toreri anarchici, Francisco Galadá­ e Joaquá­n Arcollas; e quello del maestro repubblicano Dióscoro Galindo: con molta probabilitá  non è dove tutti credevano che fosse. Ad individuare il luogo fu, dopo anni di ricerche con uno scoop di risonanza mondiale nel 1966, lo storico britannico Ian Gibson. In Andalusia, nelle campagne di Granada, lungo il cammino tra Viznar e Alfacar, vicino ad un posto chiamato Fuentegrande. Nel 1986 il comune della cittá  andalusa compró i terreni e nel luogo dove si pensava che fossero i resti mortali di uno dei piú grandi poeti spagnoli del Novecento sorse un parco e venne inaugurato un monumento che ne ricorda il sacrificio.
Dopo anni di polemiche, battaglie legali e burocratiche, qualche mese fa la Regione Andalusia diede ordine ad una équipe dell'Universitá  di Granada di iniziare gli scavi per recuperare le ossa di Garcia Lorca e degli altri repubblicani fucilati all'inizio della Guerra Civile (1936-39). Ma a pochi giorni dalla fine dei lavori nell'aerea segnalata non c'è traccia di quei resti. Archeologi ed esperti hanno giá  esaminato senza successo cinque siti dove, secondo le indagini, poteva trovarsi la fossa comune. Ne restano due. E una settimana di lavori. Se non troveranno nulla nei prossimi giorni le ricerche si fermeranno, probabilmente per sempre, ma un pezzo di storia andrá  riscritto.
Ieri, il piú grande biografo del poeta, Ian Gibson, ha lanciato un appello dalle colonne di El País: «Non fermatevi, bisogna continuare a cercarlo, sono certo che stia lí». «Mi sento male - ha aggiunto il grande ispanista, autore di numerosi studi su Lorca e sulla "Generazione del "˜27" (l'avanguardia artistica della quale fecero parte anche Buñuel e Dalá­) - non penso ad altro per tutto il giorno. Temo per la mia salute mentale, Garcá­a Lorca rappresenta 45 anni della mia vita». Gibson individuó il luogo nel quale si credeva che fosse la fossa comune di Lorca a metá  degli anni Sessanta, in piena dittatura, grazie ad una serie di testimonianze che lo portarono ad Alfacar. Anni dopo, partendo dai lavori di Gibson, anche il Comune di Granada svolse le sue ricerche. Arrivando nello stesso posto. Quando, qualche tempo fa, la Regione decise le esumazioni la famiglia del poeta si oppose. Laura, la nipote, disse che il ritrovamento del resti non avrebbe comunque sanato le ferite subite dalla sua famiglia.
Quando venne ucciso Garcá­a Lorca aveva 38 anni e la Guerra Civile era iniziata da appena un mese. Per sfuggire ai franchisti che lo cercavano, il poeta si era nascosto in casa dei fratelli Rosales dopo che suo cognato, sindaco socialista di Granada, era stato fucilato. I Rosales appoggiavano il golpe di Franco contro la Repubblica ma il piú giovane dei fratelli era poeta e amico di Lorca. Qualcuno lo denunció e l'ordine di giustiziarlo venne dato segretamente. Piú che il giovane Federico i franchisti volevano punire suo padre, che era un latifondista progressista, odiato dagli altri proprietari terrieri fascisti di Granada. Ad indicare il luogo della fossa a Gibson nel '66 fu Manuel Castilla, quello che l'aveva scavata. L'ispanista sostiene che «è impossibile che mi abbia mentito, non ne aveva ragioni. Quando arrivammo sul posto eravamo entrambi terrorizzati, Franco era al potere e nessuno in Spagna voleva che si scoprisse la tomba del poeta né che si ricordasse il suo martirio».
Ma la settimana scorsa è uscito un libro che mette in dubbio le conclusioni di Gibson. Sulla base della testimonianza della figlia dell'uomo che arrestó il poeta l'autore insinua che chi seppellí Lorca mentí a Gibson. Dunque, il mistero continua. Altre ipotesi, a suo tempo scartate, che tornano d'attualitá  sono legate alla possibilitá  che, dopo averlo ucciso e gettato nella fossa comune, i franchisti trasferirono il corpo del poeta in un altro luogo o ne dispersero i resti per impedire che fosse ritrovato. L'assassinio di Federico Garcá­a Lorca ebbe un impatto internazionale enorme e fu una pessima pubblicitá  per Francisco Franco che guidava l'esercito golpista contro la Repubblica. Dunque meglio un desaparecido piuttosto che una tomba dove vegliarlo e ricordarlo.
In Poeta a New York, un'opera scritta sei anni prima della morte, lo stesso Lorca immaginó una profezia che rischia di essersi giá  compiuta. Scrisse: «Cercarono nei caffè, nei cimiteri e nelle chiese, aprirono le botti e gli armadi, martoriarono tre scheletri per rubarne i denti d'oro. Ma non mi trovarono. Non mi trovarono? No. Non mi trovarono».

I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori