News per Miccia corta

13 - 12 - 2009

Argentina, alla sbarra l' ``angelo della morte``

(la Repubblica, domenica 13 dicembre 2009)

OMERO CIAI




Trent'anni dopo la barbarie dell'ultima dittatura militare (1976-1983) l'Argentina processa gli ufficiali coinvolti in quella che si chiamó la «guerra sucia» (la guerra sporca), l'eliminazione sistematica nei lager delle Forze Armate di 30 mila giovani oppositori. Grazie all'abrogazione, nel 2004 in Parlamento, delle leggi di amnistia emanate subito dopo la fine della dittatura prima dal presidente Alfonsin e poi dal presidente Menem - entrambi costretti al compromesso con i generali anche per scongiurare nuove rivolte e proteggere l'allora fragile ritorno alla democrazia - i maggiori processi si sono riaperti ed i grandi criminali di quell'epoca vanno alla sbarra. L'altro ieri a Buenos Aires è iniziato uno dei dibattimenti piú attesi, quello che riguarda l'Esma, la scuola allievi della Marina che fu il piú grande campo di concentramento nel centro della capitale argentina. Diciannove imputati tra i quali ci sono per la prima volta due dei piú noti torturatori: l'ex tenente Alfredo Astiz e l'ex capitano di corvetta Jorge Acosta.
Insieme ai generali, Videla e Massera, Alfredo Astiz è uno dei protagonisti piú conosciuti anche all'estero - è stato condannato all'ergastolo in contumacia sia in Francia che in Italia, ma mai estradato - per il ruolo che svolse nel «Grupo de tarea 3.3.2». I «grupos de tarea» erano i commandos di militari che nella notte sequestravano i presunti dissidenti politici, svaligiavano le loro case, li portavano all'Esma, li torturavano e, infine, li gettavano vivi dagli aerei nel Rio de la Plata.
In questo processo Astiz deve rispondere, tra l'altro, della scomparsa di due suore francesi, del giornalista e scrittore Rodolfo Walsh e delle tre fondatrici del movimento della «Madres de Plaza de Mayo»: Azucena Villaflor, Esther Ballestrino e Maria Ponce. Famoso come «l'Angelo biondo», nel 1976 Astiz s'infiltró nel gruppo di parenti di desaparecidos che si era formato intorno alla chiesa di Santa Cruz a Buenos Aires per poi guidarne personalmente il sequestro e la scomparsa.
Jorge Acosta, detto «El Tigre», era invece il comandante del lager dell'Esma. E' famoso per essersi recato nel 1981 in Sudafrica, dove offrí il proprio aiuto e la propria esperienza di torturatore al governo dell'Apartheid, e per aver nascosto in un conto bancario in Svizzera il denaro rubato ai desaparecidos sequestrati e assassinati. Nell'Esma, oggi trasformato in un museo della memoria e donato alle organizzazioni dei familiari delle vittime, vennero torturati ed uccisi almeno 5mila dissidenti politici.
In un'altra sala del Tribunale di Buenos Aires è iniziato anche il processo di «Garage Olimpo», uno dei tanti centri di detenzione clandestini divenuto un simbolo grazie al film del regista italo - cileno Marco Bechis. Quindici imputati per 158 delitti «contro l'umanitá » commessi, oltre che a «Garage Olimpo», in altri due lager: «Club Atletico» e «Banco». In questo caso gli accusati non sono ufficiali dell'esercito ma ex commissari di polizia, agenti e membri dei servizi segreti. Nonostante la ripresa dei processi, tutti interrotti negli anni Novanta grazie all'amnistia, il numero dei responsabili che verranno condannati rimarrá  quasi irrisorio rispetto a coloro che parteciparono all'eccidio di massa.

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