News per Miccia corta

21 - 03 - 2006

Milano: Lite sulla targa a Pinelli, sospeso il consiglio comunale

(dal Corriere della Sera, 21 marzo 2006)

La sinistra: non bisogna cadere nelle provocazioni. La destra: Ferrante e D'Ambrosio avrebbero fatto meglio a stare zitti

Lite su Pinelli, sospeso il consiglio comunale

Rifondazione: rivogliamo la targa. Gli anarchici: giovedí rimetteremo la vecchia lapide
«Restituite la targa». «áˆ abusiva». La tensione sulla lapide di Giuseppe Pinelli cresce. Rifondazione raccoglie firme e chiede la restituzione della vecchia targa con la parola «ucciso», custodita in un magazzino. Il Comune nicchia e rimanda qualsiasi decisione. Ieri il consiglio comunale è stato bloccato per mezz'ora proprio dalla protesta di Rifondazione che si è presentata in aula con cartelloni che riportavano la vecchia dizione della lapide: «A Giuseppe Pinelli, ferroviere anarchico ucciso innocente nei locali della Questura di Milano». Per domani è prevista una conferenza di tutta l'opposizione che denuncia il clima di tensione che si è creato a pochi giorni dalle elezioni. E giovedí ci sará  il presidio degli anarchici, di Rifondazione e del Leoncavallo in piazza Fontana per affiancare la nuova targa con quella vecchia. Parteciperá  anche Pasquale Valitutti, l'anarchico che per ultimo vide vivo Pinelli nei locali della Questura di via Fatebenefratelli. Per evitare incidenti gli anarchici del Ponte della Ghisolfa proteggeranno la targa comunale con una pellicola simile al domopack. E Luciano Mulbahuer di Rfc invita i partecipanti alla manifestazione a «non cadere nelle stupide trappole» e alle provocazioni.
Ma nonostante le precauzioni degli anarchici e la preghiera della vedova Calabresi di «evitare divisioni» le polemiche sono alle stelle. Ieri c'è stato un botta e risposta durissimo tra il Nobel Dario Fo e il sindaco Gabriele Albertini. Altrettanto duro l'intervento dell'ex ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri (An) che se la prende con Bruno Ferrante e Gerardo D'Ambrosio. Parte Albertini che spiega perché la lapide sia stata cambiata soltanto adesso a ridosso delle elezioni (è l'accusa che gli fa il centrosinistra): «Volevo far coincidere la sostituzione della targa con la fine dei lavori di rifacimento dell`arredo urbano in piazza Fontana, ma ci sono stati ritardi. Questo è il motivo per cui ho ritardato negli anni, ma siccome finisco il lavoro di sindaco il 25 maggio o l`11 giugno ho pensato di mantenere la parola data alla vedova Calabresi».
Il resto sono polemiche: «Il sindaco parla del ripristino della veritá  storico-giudiziaria - attacca Fo -. Quando uno dice una cosa cosí è una povera persona perché non conosce i fatti». «Imploro Fo di presentare una sua lista alle comunali - replica ironico Albertini - Lo imploro per la democrazia, faccia una sua lista Fo per Ferrante». Interviene a gamba tesa anche Gasparri: «Ferrante avrebbe fatto meglio a tacere cosí come avrebbe fatto meglio a tacere quell`altro incredibile personaggio che risponde al nome di Gerardo D`Ambrosio. Da magistrato accertó che Pinelli non era stato ucciso. Da candidato dei Ds dice che la targa, che definiva la morte accidentale un omicidio, non lo scandalizzava. Praticamente D`Ambrosio smentisce, da candidato militante, la veritá  giudiziaria che aveva contribuito ad accertare da magistrato. Siamo davvero di fronte ad atteggiamenti sconcertanti». «La destra rispolvera gli anni `70 per fare campagna elettorale. Il linguaggio di Gasparri è il linguaggio della destra di sempre: pronta a dividere il Paese, fomentare l`odio e innescare le provocazioni per un cinico calcolo elettorale», replica il capogruppo ds in Comune, Emanuele Fiano. «La scritta originaria - afferma Livio Caputo di FI - rappresentava una falsificazione della realtá . Il nuovo testo è invece ineccepibile e rispettoso della memoria anche di Pinelli».
E torniamo alla lapide. «La lapide è in qualche magazzino del Comune e non è sequestrata - attacca Daniele Farina, consigliere di Rifondazione e leader del Leoncavallo - cercheremo di recuperarla». «Ma non siamo preoccupati - spiega Mauro De Cortes, portavoce del circolo anarchico del Ponte della Ghisolfa - Se non arriverá  useremo la vecchia targa. ሠun po' rovinata e imbrattata. Per questo nel 2004 l'avevamo sostituita. Ma è una copia anastatica fedelissima».
Maurizio Giannattasio Rossella Verga

I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori