News per Miccia corta

13 - 03 - 2006

``Noi 007 di complemento usati e scaricati dal Sismi``

(da La Repubblica, LUNEDáŒ, 13 MARZO 2006, Pagina 13 - Interni)

``Noi 007 di complemento usati e scaricati dal Sismi``

Parla il ``nero`` Saya: porteró le prove ai pm

Il Dssa avrebbe fornito vari contributi alla struttura di Pollari

Le relazioni dei servizi segreti con i detective ``privati``



CARLO BONINI
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ROMA - «Qualcuno ha giocato sulla nostra pelle e quando non facevamo piú comodo ci ha scaricato. Quel che sta accadendo mi ha convinto che è inutile che continui a tacere. Ho preparato una memoria che domani (oggi-ndr) invieró all'ufficio gip del tribunale di Genova di fronte al quale sono indagato. Non ci sto a fare il capro espiatorio. Tutti sapevano che lavoro facevamo e soprattutto per chi lo facevamo. A cominciare dal Sismi...». Gaetano Saya è il fondatore del ``Dipartimento studi strategici Antiterrorismo`` (Dssa), ``intelligence privata`` («grande orecchio», dice lui) che contava sul lavoro di trecento uomini pescati tra marescialli in pensione delle forze di polizia e sottufficiali in servizio in cerca di un secondo stipendio. Fondata il 26 marzo 2004, la struttura ha vita breve e si scioglie nel luglio 2005, quando Saya e il suo vice, Riccardo Sindoca, vengono arrestati per ``associazione a delinquere finalizzata all'usurpazione di funzioni pubbliche in materia di servizi di sicurezza, di prevenzione e repressione dei reati`` e per violazione degli accessi informatici alla banca dati del Viminale. Saya resta agli arresti domiciliari per cinque mesi e ai magistrati genovesi oppone un silenzio da cui, dice, puó essere sciolto solo dalla Presidenza del Consiglio. L'uomo è da prendere con le pinze («Sono un cavallo pazzo», dice lui ridendo di pancia). Ha un passato fascista che rivendica, e un presente altrettanto nero sotto le insegne del partito che ha fondato, ``Movimento sociale destra nazionale``. Le sue mosse hanno sempre il sapore dell'avvertimento. Quando gli perquisiscono la casa, ne apre la cassaforte per mostrare un biglietto di auguri natalizi 2004 firmato dal direttore del Sismi Nicoló Pollari. Nel febbraio di quest'anno, annuncia la propria candidatura e quella della moglie nelle liste della Casa delle libertá . L'Unitá  lo attacca e lui risponde minacciando l'ex direttore Furio Colombo. Ne salta fuori un pandemonio che suggerisce a Berlusconi di scaricarlo perché impresentabile. Ora, dalla sua casa di Firenze, torna a farsi vivo. Con una storia da raccontare di cui, dice, «potró fornire le prove alla magistratura».
Saya ha una gran chiacchiera e conviene provare a farlo stare sui fatti. «Il mio ente ha avuto rapporti continui con il Sismi. A Forte Braschi, come del resto al Viminale, sapevano bene chi eravamo e cosa facevamo. Cito un episodio. Circa un anno e mezzo fa, un signore che si qualificó come un colonnello capocentro Sismi di Milano contattó la nostra struttura e chiese la disponibilitá  affinché i nostri uomini collaborassero con funzionari del Servizio». Saya non è in grado di identificare quell'ufficiale «perché – sostiene lui - non parló direttamente con me. Ma so per certo che la cosa è andata in porto. Che il capo della nostra quarta divisione (una delle articolazioni della Dssa) Giovanni Vergottini, ex maresciallo dei carabinieri, e il suo vice, Flavio Massa, ex tecnico esperto in comunicazioni e gestore dell'agenzia investigativa ``Ceris``, hanno effettivamente avviato quella collaborazione con il Sismi a Milano». Per quale tipo di lavoro? «A me fu sempre riferito che si trattava di raccogliere intelligence utile all'antiterrorismo, a studi di settore. Cosa poi sia effettivamente successo, non lo so. So solo che a me Vergottini disse che si ``interfacciavano`` con quelli del Sismi e che io, alla fine, mi sono ritrovato agli arresti domiciliari con un'accusa grave come quella di aver violato il sistema informatico del Viminale». C'è dell'altro. «Nel maggio, giugno 2005, sempre l'ex maresciallo Vergottini mi informó che uomini del Sismi lo avevano avvertito che la Dssa era sotto inchiesta e che di lí a non molto saremmo stati perquisiti. Non diedi peso alla cosa e feci male, perché allora mi sarebbe dovuto suonare il campanello di allarme. Cosí come non diedi peso a un altro nome che allora nulla mi diceva e che oggi leggo sui giornali». Quale? «Emanuele Cipriani», il titolare dell'agenzia privata di investigazione ``Polis d'Istinto``, sui cui conti londinesi Telecom ha versato circa 15 milioni di euro, l'amico dell'ex direttore della sicurezza dell'azienda telefonica Giuliano Tavaroli. Dice Saya: «Una persona vicina al Sismi di cui al momento non intendo fare il nome mi chiese se per caso Cipriani lavorasse per noi della Dssa. Era la prima volta che sentivo quel nome, ma ora che so chi è mi piacerebbe sapere il perché di quella curiositá . Una sola cosa mi compiaccio di aver intuito e fatto per tempo. Aver denunciato nell'estate 2005, se non ricordo male alla procura militare di Roma, il comandante del II reparto (Intelligence) della Guardia di Finanza, il generale Walter Cretella Lombardo, per quel che avevo raccolto sul suo conto».
Riccardo Sindoca, numero due della Dssa, che con Saya ha condiviso la galera (tre mesi di arresti domiciliari) e le accuse per reati che sono ancora in fase istruttoria alla procura di Genova, conferma il racconto dell'ex socio. Si compiace che «alla fine anche lui abbia compreso che siamo stati utilizzati ed esiste dunque una sola strada per uscire a testa alta da questa storia: avvalersi della facoltá  di rispondere ai pm». «Io l'ho fatto subito – dice –. Sono stato sentito due volte e ho raccontato ció che sapevo». Cosa? Sindoca si appella al segreto istruttorio. E peró qualcosa ha voglia di dire: «Dei nomi che girano in questi giorni uno ne avevo sentito a suo tempo: Liguori». E' il maresciallo della Guardia di Finanza di Novara oggi accusato di aver violato le banche dati del Viminale per confezionare la ``zozzata`` per Marrazzo e la Mussolini. Dice Sindoca: «Un amico brigadiere della Finanza mi fece quel nome per indicarmi un ragazzo sveglio, appassionato del lavoro di intelligence». I due, a sentire Sindoca, non hanno mai avuto contatti, al contrario di quanto avvenuto a Milano tra lo stesso Sindoca e «personale del Sismi». «Poco piú di un anno fa, uomini del Servizio salirono da Roma a Milano per chiedermi ausilio nel rintracciare un medico che era arrivato in Italia dai Balcani. All'incontro era presente anche un maresciallo dei carabinieri del nucleo operativo di via Moscova». E dunque? «Dunque, racconto questo episodio, giá  riferito ai magistrati di Genova, per dire che noi della Dssa non eravamo sconosciuti. Che ci venivano a cercare. Che se ci vorranno ascoltare la veritá  salterá  fuori».

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