News per Miccia corta

23 - 11 - 2009

Un'ombra dietro la finestra in un video il killer di Jfk

(la Repubblica, lunedí 23 novembre 2009)

 


Grazie al computer la figura è stata ingrandita. E oggi sará  trasmessa in un documentario
Il produttore: "Ho avuto un tuffo al cuore quando la macchia confusa ha preso sostanza"

 

VITTORIO ZUCCONI




ሠsoltanto un brivido di "pixel", di puntolini su un monitor di computer quell'ombra dietro i vetri di una finestra che torna a disturbarci, è lo spettro divenuto riconoscibile dell'assassino di John F. Kennedy strappato dalla tecnologia al limbo dove vagava da 46 anni. Ma chi ha un televisore ad alta definizione e un paziente videoregistratore computerizzato vedrá  per la prima volta Lee Harvey Oswald muoversi alla finestra dalla quale sparó.
Giá  sapevamo, o credevamo di sapere, che dalla finestra d'angolo al sesto piano del deposito di libri scolastici a Dallas un uomo chiamato Lee Harvey Oswald, ex Marine, ex cittadino sovietico, ex simpatizzante castrista, esplose tre colpi calibro 6.5 millimetri dalla sua carabina italiana Carcano contro la Lincoln scoperta che trasportava Kennedy, la moglie Jackie, il governatore del Texas Connolly e l'autista. Era noto, ed era stato visto e rivisto, che nel film del signor Robert Hughes, uno dei quattro girati da turisti e spettatori sulla Daely Plaza, il largo dove la limousine presidenziale rallentó per svoltare e avviarsi nel sottopassaggio di un'autostrada, sembra di intravedere qualcosa o qualcuno che si muove tra due finestre al sesto piano del magazzino di libri. Ma è stato soltanto in questi ultimi mesi, applicando alla vecchia pellicola le tecnologie della ricostruzione digitale computerizzata, che quello spettro ha assunto la sagoma di un uomo. Quella di Lee Harvey Oswald.
E' stato il produttore e regista Tom Jennings, autore di importanti documentari con una particolare passione per le tragedia storiche come l'11 settembre o l'omicidio di un altro presidente, Abraham Lincoln, a convincere il National Geographic a insistere su quel filmino e a produrre uno speciale per il giorno anniversario dell'omicidio, il 22 novembre. I fotogrammi del signor Hughes erano stati esaminati da altri specialisti, da tecnici dello Fbi, da teorici del complotto, come giá  quello ben piú celebre girato da Abraham Zapruder, l'unico nel quale si veda il Presidente colpito e poi accasciato in grembo al tailleur rosa di Jackie mentre l'auto accelera e schizza via nell'inutile corsa verso l'ospedale. Ma la stregoneria dei nuovi mezzi di "enhancement", di miglioramento e di definizione, ha dato rilievo e dettagli all'ombra. «Tutti crediamo di avere visto tutto, a proposito di quel mattino a Dallas» ha detto il vicepresidente del National Geographic, Michael Cascio, «ma c'è sempre qualche cosa che non abbiamo visto». «Anche io - racconta il produttore Jennings - ho avuto un tuffo al cuore quando la macchia confusa ha preso la sostanza di un corpo che mi ha fatto gridare: ma quello è Oswald».
C'è infatti una chiazza che prende corpo, nel riquadro della finestra aperta al sesto piano alle 8,30 del mattino ora del Texas. Una silhouette umana agitata, che si muove nervosamente da una finestra all'altra, fra gli scatoloni di libri accatastati per nascondere lui e il suo Carcano con mirino telescopico, che sembra cercare l'angolo di tiro migliore verso la strada dove il programma aveva annunciato sarebbero passati Kennedy e il suo corteo ufficiale e controlla che dal rettilineo della Main Street, la strada principale di Dallas assiepata di folla e ornata da bandiere e festoni con i tre colori nazionali, le automobili stiano davvero arrivando.
Quel fantasma dietro le finestre non aggiunge e non toglie nulla al mistero dei misteri che nessun filmino e nessuna tecnologia potranno mai squarciare: chi ci fosse non alla finestra del sesto piano del deposito, che oggi vediamo, ma chi ci fosse "dietro" l'ombra, lontano da ogni obbiettivo e da ogni computer. Neppure il piú accanito dei "complottisti" o dei sostenitori della "collinetta erbosa", il giardinetto sulla Daely Plaza dalla quale sostengono siano partiti altri colpi, ha mai negato che Oswald fosse in quel palazzone di mattoni rossi, la mattina del 22 novembre 1963 e che abbia sparato sulla Lincoln scoperta di Kennedy.
Oswald fu visto scendere dalle scale sul retro del "Book Depository", del magazzino da due agenti della polizia di Dallas che al momento dell'arresto lo riconobbero. Vedere una sagoma umana agitarsi dietro le finestre non risolve il mistero, ma fa rivivere l'incubo di una storia che non finirá  mai, perché non saranno mai inventati i computer che potranno convincerci che la storia possa cambiare perché un'ombra armata di pistola come Gavrilo Princip nella Sarajevo del 1914, di tagliacarte come gli assassini dell'11 settembre 201 o di un fucile comperato per corrispondenza come Oswald, decidono di uccidere. Tutto quello che la nuova lettura del vecchio film del signor Hughes ci dice è che l'ombra vive ancora, anche 46 anni dopo avere assassinato un uomo di 46 anni.

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