News per Miccia corta

20 - 11 - 2009

Cohn-Bendit: ``Capisco che sia fuggito in Brasile``

(la Repubblica, venerdí 20 novembre 2009)

 

 

 

    

Sofri decise di restare, ma non mi pare che abbia ottenuto un equo processo 

 

 

ANAIS GINORI 

 

 

 

PARIGI - «Sono un garantista. Penso che anche un criminale abbia diritto a un giusto processo», dichiara Daniel Cohn-Bendit. «Detto questo», aggiunge l'ex leader del Sessantotto, «ci sono delle leggi e vanno rispettate. Quindi capisco che l'Italia abbia chiesto l'estradizione di Battisti secondo il suo ordinamento».

Pensa che il presidente Lula dará  il via libera?

«Non mi stupirei se concedesse invece l'asilo politico. La Corte suprema gli ha riconosciuto questo potere proprio perché esiste un'ambiguitá  sul caso ed è una scelta difficile».

Veramente, i giudici sono stati chiari: Battisti ha commesso delitti comuni e non politici.

«Peró subito dopo hanno aggiunto che sará  il presidente a decidere in ultima istanza. Bisogna capire che in America Latina la storia del terrorismo è diversa che in Europa. Lí ci sono state diverse amnistie».

Davvero crede che Battisti sia un perseguitato politico?

«Sinceramente non so se Battisti è innocente o colpevole. Dico soltanto che merita di avere un nuovo processo e di potersi difendere. In Germania non si puó condannare in contumacia».

Battisti poteva rimanere in Italia e difendersi.

«La scelta di fuggire è criticabile sul piano morale. Ma penso che avesse buone ragioni per farlo».

Ovvero?

«Facciamo il caso di Adriano Sofri. Ha accettato di affrontare la giustizia. Eppure non mi pare che nel suo caso l'Italia abbia dimostrato di garantire un giusto processo».

Non sarebbe comunque possibile rifare i processi nei quali Battisti è stato condannato.

«áˆ in questo che risiede l'ambiguitá  del suo caso. Una sentenza in contumacia è sempre discutibile. Personalmente, considero allora piú giusto che rimanga in Brasile».

E i famigliari delle vittime? Non crede che per loro sarebbe piú giusta l'estradizione?

«Capisco la loro sofferenza, ma la vendetta è contraria allo stato di diritto. Per me esistono garanzie fondamentali che devono valere per tutti. Ripeto: anche per i criminali».

Ma allora perché la Francia ha deciso nel 2004 che Battisti poteva essere estradato?

«Quando gli ex terroristi italiani hanno cercato rifugio in Francia negli anni Ottanta, il presidente Mitterrand aveva promesso di proteggerli. Disattendere l'impegno è stato molto grave. Ora il Brasile potrebbe in qualche modo riparare quel torto». 

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