News per Miccia corta

19 - 11 - 2009

Battisti, sí all'estradizione in Italia

(la Repubblica, giovedí 19 novembre 2009)

 

 

 

Sentenza della Corte brasiliana, ora manca solo la firma di Lula 

 

Illegale lo status di rifugiato politico. Il provvedimento è passato con 5 voti a favore e 4 contro 

 

 

OMERO CIAI

 

 

 

BRASILIA - La Corte Suprema del Brasile ha dato ragione all'Italia votando a favore dell'estradizione di Cesare Battisti, l'ex terrorista dei Pac, Proletari armati per il comunismo, in carcere in Brasile dal marzo del 2007.

Con cinque giudici a favore e quattro contro, l'Alta Corte ha stabilito che il «rifugio politico» concesso dal ministro della giustizia, Tarso Genro, è illegale in quanto i delitti commessi da Battisti non possono essere considerati «politici» per la legislazione brasiliana.

Dopo aver dato via libera all'estradizione la Corte ha proseguito la discussione affrontando la questione che riguarda i poteri del capo dello Stato. Ha oppure no Lula l'ultima parola? Secondo il presidente del Tribunale supremo, Gilmar Mendes, lo stesso che ha espresso l'ultimo voto positivo per l'estradizione rompendo lo stallo dei 4 voti contro 4, in base al Trattato di estradizione tra il Brasile e l'Italia, il presidente brasiliano è «vincolato» dalle decisione dell'Alta Corte e, quindi, potrebbe solo eseguirle. Ma non tutti i giudici si sono espressi sulla stessa lunghezza d'onda, e alla fine il Tribunale sembrava orientato a concedere a Lula di intervenire a suo piacere sulla scelta.

Se dovesse finire cosí, con una decisione «non vincolante» per Lula, il governo italiano avrebbe riportato solo una «mezza vittoria», molto importante ma non necessariamente decisiva per la restituzione di Cesare Battisti. L'ex terrorista è stato condannato a due ergastoli in Italia sia per l'esecuzione e sia per la partecipazione in quattro omicidi alla fine degli anni Settanta. Si tratta degli assassinii, commessi dai militanti dei Pac, di Santoro, Torregiani, Campagna e Sabbadin. Prima della sentenza il presidente Lula ha sempre affermato che l'avrebbe comunque rispettata, ma nel caso essa non fosse immediatamente «esecutiva» è abbastanza probabile che si apra una nuova fase di incertezza.

Infatti il presidente, esaminando l'estradizione di Battisti, dovrá  in sostanza decidere se smentire il suo ministro, aprendo comunque un problema nel governo e nel suo partito - una parte di quest'ultimo è schierato a favore dell'asilo politico - oppure se disattendere le speranze dell'Italia. ሠdunque molto probabile che prenda tempo, rinviando anche di qualche mese la sua decisione.

Intanto perché in Brasile Battisti è imputato in un altro processo, quello per il passaporto falso grazie al quale entró nel paese cinque anni fa dopo la fuga dalla Francia. Per la legge brasiliana, nel caso in cui fosse condannato in quel processo che riprenderá  nei prossimi giorni a Rio de Janeiro, Battisti dovrebbe, prima di essere eventualmente estradato, scontare la condanna in Brasile.

In ogni caso peró dopo la sentenza di ieri che ha dato parere favorevole all'estradizione, per le ragioni dell'Italia e dei parenti delle vittime dell'ex terrorista ci sará  il vantaggio che questi non potrá  uscire dalla galera. Dovrá  comunque rimanere in prigione fino alla decisione di Lula e alla fine del secondo processo contro di lui.

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