News per Miccia corta

19 - 11 - 2009

Battisti, dal Brasile sí all`estradizione

(Unita.it)

 


Via libera all'estradizione. Il Tribunale supremo federale brasiliano ha votato, con 5 voti favorevoli e quattro contrari, in favore dell'estradizione in Italia dell'ex terrorista dei Pac, Cesare Battisti, condannato in contumacia in Italia all'ergastolo per quattro diversi omicidi.

I giudici brasiliani hanno stabilito che i reati per cui Battisti è stato condannato non sono di natura politica e che quindi non sia legittima la concessione dello status di rifugiato politico che lo scorso gennaio il ministro della giustizia Tarso Genro assicuró a Battisti.

La notizia dell'estradizione nell'Aula di Montecitorio è stata salutata dagli applausi. «Questa decisione - ha commentato il presidente della Camera Fini - permette di sperare in una rapida e positiva conclusione di una vicenda che ha profondamente turbato l'opinione pubblica italiana». «áˆ giusto che sconti la pena in Italia», osserva il presidente del Senato Schifani. «áˆ la fine di una profonda amarezza», dice il ministero degli Esteri Franco Frattini. E La Russa: «Il Brasile è un paese amico». La Lega esulta: «Sconterá  la pena nelle patrie galere».

Minniti (Pd) sottolinea «gli sforzi compiuti dal governo, in sintonia con il Parlamento e il Paese». Nessun desiderio di vendetta, ma «un'esigenza di giustizia». E anche Donadi (Idv) sottolinea di fronte a questo caso «l'unitá  di tutte le forze politiche».

Determinante, il voto favorevole del Presidente del Tribunale brasiliano, Gilmar Mendes. «Ho votato in favore dell'estradizione. Nessuno puó attribuire a questi crimini di sangue commessi in forma premeditata il medesimo carattere di un reato politico», ha dichiarato Mendes, prima di sospendere la sessione per un breve intervallo. La decisione del tribunale non comporta automaticamente l'estradizione di Battisti in Italia. Dopo l'intervallo, i giudici decideranno se l'ultima parola in merito alla concessione dello status di rifugiato politico spetti al potere giudiziario (e quindi al Tribunale supremo federale) oppure al potere esecutivo, quindi al Presidente Luiz Inacio Lula da Silva.

E in questo spera l'avvocato di Battisti, che minimizza la portata del voto del Tribunale supremo. «Ancora non c'è stato il risultato finale», ha detto l'avvocato Barroso. Secondo quanto spiega il giornale brasiliano, O Globo, Lula comunque «avrebbe una carta nella manica se volesse mantenere Battisti in Brasile». L'ex terrorista italiano infatti è entrato nel paese con documenti falsi. E secondo le leggi brasiliane, il governo in un caso del genere puó direttamente consegnare lo straniero al paese di provenienza - se la Corte suprema è d'accordo - oppure attendere che si svolga in Brasile il processo per falsificazione e uso di documenti falsi.

Battisti, nato a Sermoneta il 18 dicembre 1954, era entrato a far parte del gruppo Proletari Armati per il Comunismo (Pac) alla fine degli anni Settanta. Nel 1979 viene arrestato dalla polizia e rinchiuso nel carcere di Frosinone dal quale evade nel 1981 e si rifugia in Francia. Successivamente si trasferisce  con la moglie in Messico, dove nasce una figlia. Nel Paese del Centroamerica inizia a scrivere romanzi.

Nel 1979 Battisti viene arrestato dalla polizia e rinchiuso nel carcere di Frosinone dal quale evade nel 1981 e si rifugia in Francia. Successivamente si trasferisce con la moglie in Messico, dove nasce una figlia. Nel Paese del Centroamerica inizia a scrivere romanzi. Intanto, in Italia la giustizia fa il suo corso e Battisti viene condannato in contumacia all'ergastolo per quattro omicidi, rapine e sequestro di persona.

Nel 1990 torna in Francia, a Parigi, dove, grazie alla «dottrina Mitterrand», vive facendo il traduttore e continuando a scrivere. Nella capitale francese viene raggiunto da un mandato di arresto internazionale spiccato da un tribunale italiano che ne chiede l'estradizione. Dopo quattro mesi di detenzione Battisti viene rimesso in libertá  «perché non estradabile». Nel 1993 arriva la sentenza definitiva della Corte d'Appello di Milano che conferma la condanna all'ergastolo per quattro omicidi (1978 - Udine, assassinio A. Santoro, maresciallo di polizia penitenziaria; 1979 - provincia di Venezia, assassinio L. Sabbadin, commerciante; 1979 - Milano, assassinio P. Torregiani, commerciante; 1979 - Milano, assassinio A. Campagna, agente Ps).

Nel marzo 2004 Battisti viene nuovamente arrestato a Parigi, in seguito a una nuova richiesta di estradizione da parte di un tribunale italiano. Un mese dopo l'ex leader dei Pac viene rimesso in libertá  ma con l'obbligo della firma. Nel giugno dello stesso anno la Corte d'appello di Parigi accoglie la richiesta di estradizione italiana. In attesa che si pronunci la Cassazione francese, Battisti fugge in Brasile. L'Italia presenta una richiesta di estradizione al Brasile. Nel marzo del 2007 Battisti viene arrestato in Brasile. Nel gennaio 2009 il ministro della Giustizia brasiliano, Tarso Genro, concede a Battisti lo «status di rifugiato politico».

Il 12 novembre 2009 il Supremo Tribunale federale brasiliano si è riunisce per riprendere l'esame del dossier Battisti. Il dibattimento viene peró sospeso e aggiornato a oggi con i giudici in paritá  (quattro a favore dell'estradizione, quattro contrari), e si attende il voto del presidente della Corte, Gilmar Mendes. Sabato scorso Battisti ha iniziato uno sciopero della fame per cercare di fare pressione sul governo del presidente Luiz Inacio Lula Da Silva, che in teoria potrebbe avere l'ultima parola sulla vicenda. Lula - in principio non contrario all'asilo politico concesso da un suo ministro - ha tuttavia piú volte affermato di non voler interferire con la sentenza della Corte Suprema, specialmente se sará  decisoria, cioè se non rimetterá  a lui la decisione finale sul caso.

I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori