News per Miccia corta

18 - 11 - 2009

Studente austriaco scova ex SS ricercato

(Corriere.it)

 

sfuggito anche ai «segugi» del Centro Wiesenthal. Trovato sull'elenco telefonico


Francesco Tortora

Un colpo alla nuca e poi giú nella fossa comune: cosí le Ss sterminavano prigionieri e nemici. Questa immagine si riferisce all'eccidio di Farneta (Ansa)
Un colpo alla nuca e poi giú nella fossa comune: cosí le Ss sterminavano prigionieri e nemici. Questa immagine si riferisce all'eccidio di Farneta (Ansa)
MILANO - Per oltre 60 anni ha vissuto inosservato lavorando in una stazione ferroviaria tedesca. Ma il suo terribile passato è stato riportato alla luce da un giovane studente viennese che lo ha scovato consultando l'elenco telefonico. Andreas Forster, ventottenne austriaco, stava portando a termine una ricerca sul massacro di Deutsch Schützen-Eisenberg, cittadina al confine austro-ungarico in cui furono sterminati 58 ebrei tra il 28 e il 29 marzo del 1945. Tra coloro che parteciparono all'eccidio c'era anche un sergente dello spietato corpo delle Waffen SS, che si chiamava Adolf Storms. Il giovane, dopo aver consultato gli archivi storici di Berlino, ha spulciato gli elenchi del telefono di alcuni Lá¤nder tedeschi e ha scoperto che un omonimo cittadino novantenne viveva a Duisburg. L'ha rintracciato e assieme al suo professore Walter Manoschek ha condotto tra luglio e ottobre dello scorso anno una lunga intervista al presunto assassino. Piú tardi la registrazione dell'intervista è stata offerta al Tribunale di Duisburg che, dopo lunghe indagini e verifiche, ha riconosciuto il novantenne e martedí scorso lo ha accusato dell'eccidio commesso alla fine della Seconda Guerra Mondiale

L'ECCIDIO – La procura non ha voluto rendere note le generalitá  dell'imputato (ha parlato solo di un «pensionato tedesco»), ma la stampa l'ha immediatamente identificato. Adolf Storms che durante la Seconda Guerra Mondiale aveva combattuto con la Quinta divisione Panzer «Viking» sul fronte orientale, dopo varie sconfitte subite dall'Armata Rossa, assieme ai suoi commilitoni si stava ritirando all'interno dei confini austriaci in modo da arrendersi agli americani piuttosto che ai piú duri sovietici. Tuttavia la sua divisione, guidata dal generale Felix Steiner, un nazista della prima ora, decise che prima di consegnarsi agli Alleati, bisognava eliminare gli ebrei che erano stati impiegati dall'esercito tedesco come lavoratori forzati per la costruzione di fortificazioni. Secondo le testimonianze storiche raccolte negli archivi dallo studente Forster, Storms e altri membri delle SS prima sequestrarono gli oggetti di valore ai prigionieri e poi ne uccisero cinquantasette con un colpo alla nuca nel villaggio di Deutsch Schuetzen. Furono gli stessi prigionieri a scavare la loro fossa comune che sarebbe poi stata scoperta da un'associazione ebraica nel 1995. Il cinquantottesimo ebreo, invece, fu ucciso proprio da Storms il giorno seguente, mentre si dirigeva assieme ai suoi commilitoni nel villaggio di Hartberg.

LE TESTIMONIANZE - Il professor Manoschek descrive il novantenne come una persona mentalmente sana, ma con gravi problemi di salute: «Vedremo se potrá  essere giudicato - dichiara Manoschek – Dipende tutto dalla sua salute». Andrea Brendel, il magistrato che sta seguendo il caso, ha dichiarato che contro l'imputato ci sono le testimonianze di tre membri della "Gioventú Hitleriana" che assistettero al massacro: «Un quarto membro, che adesso vive in Canada, sará  intervistato questa settimana». Secondo il professor Manoschek molti dei membri della "Hitler-Judend" presenti durante l'eccidio furono giudicati nel 1946 e condannati a due anni di carcere.

CRIMINI DI GUERRA - Quando lo scorso anno il giovane studente e il suo professore sono arrivati a Duisburg, hanno trovato un novantenne «vivace» che fingeva di non ricordare nulla del massacro: «Probabilmente si sentiva in pericolo e perció diceva di avere pochi ricordi precedenti al 1945» - ha spiegato alla rivista tedesca Der Spiegelil ventottenne Forster. Secondo la stampa austriaca, l'ex sergente delle SS è riuscito a farla franca per tutti questi anni perché ha cambiato l'ortografia del suo nome. Dopo la guerra rimase un anno in un campo di prigionia americano e poi fu rilasciato. Il suo nome non è mai comparso tra i ricercati della II guerra Mondiale e nemmeno il famoso centro "Simon Wiesenthal", che nel corso degli ultimi decenni ha scovato i piú importanti criminali nazisti, era sulle sue tracce: «Questa storia è incredibile - dichiara Efraim Zuroff, direttore del centro Wiesenthal - Dimostra che è possibile identificare criminali che hanno sulla loro coscienza eccidi efferati e giudicarli in tribunale anche dopo cosí tanti anni».

 

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