News per Miccia corta

13 - 11 - 2009

Segio attacca: un romanzo criminale Il regista: tolto ogni romanticismo

 

(la Repubblica, venerdí 13 novembre 2009)

 

 

  

 

MARIA PIA FUSCO

 

 

 


ROMA 

 

¬ęIl film √® stato sottoposto a pressioni, intimidazioni e censure che non sarebbero state tollerate in nessun paese democratico. Perch√©, ormai, si vuole che sia questa la Storia: quella che sostiene una ferocia e un'esclusiva responsabilit√°¬† delle organizzazioni armate di sinistra¬Ľ. L'ultima accusa a La prima linea arriva dall'ex terrorista Sergio Segio, autore del libro "Miccia corta" dal quale il film √® stato liberamente tratto. Oltre alle pressioni che, secondo Segio, sarebbero arrivate dal ministero, dalle associazioni delle vittime, ad indignarlo √® l'assenza delle motivazioni e delle aspirazioni dei terroristi, con ¬ęil rischio che si tratteggi un Romanzo Criminale, anzich√© fornire necessari elementi di lettura, comprensione e contestualizzazione su quello che √® stato, comunque, un fenomeno dalla radice politica e sociale¬Ľ.

A smentire ogni pressione sono il produttore e gli autori del film. ¬ęNon abbiamo mai cercato le associazioni delle vittime, a titolo personale io ho chiamato il figlio di Alessandrini, mi ha detto che la storia lo turbava, non voleva intervenire, e gli ho mandato comunque la sceneggiatura. In tutti gli attacchi polemici si chiedeva al comune di Milano di togliere il patrocinio al film, che non sono stato io a chiedere, ma diventa automatico se hai il finanziamento pubblico¬Ľ, dice il produttore Andrea Occhipinti che ai fondi statali ha rinunciato. E De Maria ricorda ¬ęil clima di ostilit√°¬† e di attacchi continui sulla stampa durante le riprese a Milano. Avrei voluto girare in un'altra atmosfera, ma √® comunque il film che volevo¬Ľ.

A chiedere il contatto con le associazioni delle vittime era stato il ministro Bondi , contrario a finanziare una storia di terrorismo. E il contatto c'√® stato, racconta lo sceneggiatore Sandro Petraglia: ¬ęUn incontro spaventoso in una stanza colma di rancore, dolore, risentimento. Comprensibile, non sapevano nulla del film che volevamo fare, ma ci guardavano come fossimo noi i colpevoli e la domanda era: "perch√© non fate un film su di noi?". Lo farei volentieri, abbiamo chiesto a Mario Calabresi i diritti del suo libro, ma non li vuole dare¬Ľ.

Petraglia, che ha scritto il film con Ivan Cotroneo e Fidel Signorile, √® dispiaciuto delle reazioni di Segio, ¬ęperch√© il rapporto con lui e la Ronconi √® stato molto cordiale e continuo, sono sempre stati informati di quello che volevamo fare, e anche se non volevo lavorare e scrivere con lui per mantenere la giusta distanza, Segio conosceva tutte le battute del film. Quanto al contesto lo abbiamo riassunto nelle prime immagini dei cortei e nel personaggio del compagno che ricorda gli inizi, i cortei, le incursioni, il contatto con gli operai e che si distacca dal momento in cui si cominciano ad usare le armi¬Ľ.

In realt√°¬† le accuse di Segio erano attese anche dagli interpreti, che pure si erano confrontati con Segio e Ronconi, Riccardo Scamarcio e Giovanna Mezzogiorno sullo schermo. ¬ęMa un conto √® parlare con lui della storia, un conto √® vedere le immagini. Nel film manca il loro sogno rivoluzionario, non c'√® passione n√© bellezza, √® un film crudo, durissimo¬Ľ, dice la Mezzogiorno. Crudo anche nell'interpretazione di Scamarcio, secondo il quale gli ex terroristi ¬ęhanno come una camera d'aria che li separa dal mondo reale e dai loro stessi sentimenti. Quando ho incontrato Segio mi √® sembrato un uomo ricurvo, imploso, con un forte autocontrollo¬Ľ. 

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