News per Miccia corta

13 - 11 - 2009

Brasile, battaglia tra i giudici slitta l'estradizione di Battisti

(la Repubblica, venerdí 13 novembre 2009)

 

 

 

   

Il presidente Gilmar Mendes ha detto che intende comunque pronunciarsi su questo caso 

 

 

OMERO CIAI 

 

 


 

BRASILIA - La battaglia giuridica alla Corte suprema brasiliana tra i cinque magistrati favorevoli all'estradizione di Cesare Battisti e i quattro contrari è andata avanti per tutto il pomeriggio senza che si arrivasse ad una sentenza definitiva. Il quadro è ormai chiaro: l'ultima parola della Corte sará  contro Battisti ma il pronunciamento è rinviato alla prossima settimana.

La seduta di ieri si è aperta con un colpo di scena a favore della richiesta italiana quando il nuovo giudice, José Antonio Toffoli, non si è presentato in aula. Toffoli ha giustificato la sua assenza con una lettera nella quale dice di rinunciare ad esprimere il suo voto «per ragioni di coscienza». E' quello che gli chiedevano in molti perché anche se formalmente avrebbe avuto diritto a votare il suo precedente ruolo istituzionale stabiliva un "conflitto di interessi". Fino ad un mese fa Toffoli era l'avvocato generale dello Stato e difendeva il governo che ha concesso l'asilo politico a Battisti. La scelta di Toffoli, chiesta ieri con un editoriale sul maggior quotidiano brasiliano, La Folha, nel quale si invitava il nuovo magistrato ad «ascoltare la sua coscienza», è stato un colpo per la difesa dell'ex terrorista e un punto a favore dell'Italia. Se Toffoli avesse deciso di partecipare al voto infatti sarebbe cambiata la maggioranza che ormai si è delineata a favore dell'estradizione.

La seduta di ieri si è chiusa con un pareggio, quattro contro quattro, e con un gesto di cortesia da parte del presidente che, per il momento, non ha ancora espresso il suo atteso "sí". A tenere banco è stato lo show di Marco Aurelio Mello, il giudice che aveva interrotto il processo a settembre. Tre ore di arringa contro l'estradizione con passaggi molto discutibili come quando ha definito il Battisti che sparava alle guardie carcerarie e partecipava alle rapine «un giovane idealista che sognava un altro mondo». Al di lá  dei momenti meno fortunati del suo intervento, Marcos Aurelio ha contestato la decisione di considerare "comuni" e non "politici" i delitti di Battisti e si è pronunciato a favore di considerare prescritti gli stessi delitti essendo trascorsi piú di vent'anni dall'ultima condanna che risale al 1988.

All'intervento fiume del giudice ha risposto in meno di due minuti il relatore, Cesar Peluso, insistendo sulle posizioni giá  espresse nella seduta di settembre. Delitti comuni e no alla prescrizione perché l'arresto nel 2007 interrompe il conto alla rovescia. In quel momento il giudice Marco Aurelio ha chiesto un nuovo rinvio per ragioni personali, un impegno cui non poteva mancare. La discussione è andata avanti sulla richiesta avanzata dalla difesa di Battisti che pretendeva di convincere il presidente a non votare. Nella legislazione brasiliana il pareggio, quattro giudici contro quattro, è a favore dell'imputato che non verrebbe estradato. Confronto che si è concluso con la sconfitta della difesa e con l'annuncio del presidente che voterá  ma in un'altra seduta per cortesia verso il giudice Marco Aurelio che nel frattempo aveva abbandonato l'aula.

Ma il rinvio deciso dal presidente Mendes ha anche un risvolto di politica internazionale. Serve ad evitare imbarazzi a Lula quando lunedí prossimo sará  a Roma per il vertice della Fao, In quell'occasione è previsto, ma ancora non confermato fino a ieri sera, un vertice con il premier Berlusconi. Siccome è proprio a Lula che spetta l'ultima parola sull'estradizione si è forse voluto evitare che arrivasse a Roma con questo fardello. In realtá , secondo l'Alta Corte, la firma di Lula sull'estradizione di Battisti è un atto formale perché altrimenti sarebbe una interferenza del potere politico con quello della giustizia. La sentenza ancora non c'è ma ormai sembra proprio che Cesare Battisti abbia perso la battaglia della Corte Suprema. 

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