News per Miccia corta

12 - 11 - 2009

Polemica su ``La Prima Linea`` Lucky Red rinuncia ai fondi

(la Repubblica, giovedí 12 novembre 2009)

 

 

 

 

 

Un passo indietro per sgombrare il campo da ogni posizione strumentale 

 

 

ROMA - Nuovo colpo di scena nella giá  tormentata storia del film "La prima linea" di Renato De Maria, tratto dal libro di Sergio Segio "Miccia corta" e imperniato sulla nascita dell'organizzazione terroristica. La Lucky Red, produttrice del film, ha annunciato che rinuncerá  al finanziamento statale. «Per sgombrare il campo da ogni possibile strumentalizzazione» ha spiegato Andrea Occhipinti, titolare della Lucky Red «Abbiamo prodotto La Prima linea con l'intento di raccontare un capitolo importante e doloroso della storia recente del nostro Paese, convinti che il cinema debba anche offrire spunti di riflessione sull'identitá  di una nazione. Invece di attendere la visione del film per giudicare la riuscita o meno del nostro sforzo si è preferito da parte di molti concentrare l'attenzione sull'opportunitá  che lo Stato finanziasse il film».

Il riferimento è al ministro Sandro Bondi che si è espresso favorevolmente nei confronti del film, dopo averlo visto, ma ha aggiunto che riteneva inopportuno dare fondi pubblici al progetto. Il finanziamento richiesto, un milione e mezzo a fronte dei 5 milioni di budget, avrebbe dovuto essere confermato lunedí prossimo dalla commissione ministeriale dopo che, la scorsa estate, un'altra commissione aveva stabilito la legittimitá  della richiesta, ascoltato anche il parere della associazione dei parenti delle vittime del terrorismo, sulla base della sceneggiatura.

Adesso il film, con Riccardo Scamarcio nei panni di Segio e Giovanna Mezzogiorno in quelli di Susanna Ronconi, sará  costretto a camminare con le sue gambe (anche se, ricordano dalla Lucky Red, aspettano ancora dallo Stato i fondi per "Il divo"). Oggi è prevista la presentazione alla stampa e venerdí 20 novembre è fissata l'uscita. «Piú di ogni altra cosa» è la conclusione di Occhipinti «Ci sta a cuore la dignitá  del nostro lavoro e la speranza che il pubblico possa valutare il film senza inutili filtri polemici". 

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