News per Miccia corta

08 - 03 - 2006

Feltrinelli, il caso è aperto Parola di Nanni Balestrini



(DA La Repubblica, MERCOLEDáŒ, 08 MARZO 2006, Pagina XVI - Milano)

Torna ``L'editore``, un romanzo politico tra storia e fiction

Feltrinelli, il caso è aperto Parola di Nanni Balestrini

Un libro costruito come un film

GIAN PAOLO SERINO

Di libri su Giangiacomo Feltrinelli, fondatore dell'omonima casa editrice milanese, ne sono stati pubblicati molti (tra gli ultimi Senior Service scritto dal figlio Carlo): perché la morte di Feltrinelli, avvenuta il 15 marzo del 1972 mentre tentava di far saltare un traliccio dell'alta tensione a Segrate, è ancor oggi avvolta nel mistero. Il caso, come si dice in queste occasioni, è chiuso, ma gli interrogativi rimangono molti. Chi era Feltrinelli? Un sognatore romantico? Un rivoluzionario in pelliccia? Un pericoloso attentatore dei destini democratici della Repubblica? Nanni Balestrini immagina che un giovane regista, un professore universitario, un libraio e una giornalista si ritrovino durante un week-end a discutere se realizzare una sceneggiatura cinematografica sulla morte de L'editore. Proprio per questo Balestrini, negli anni '60 protagonista della neoavanguardia, utilizza i piú svariati registri narrativi. Su tutti, emerge e colpisce una scrittura volutamente ``balistica``: il freddo linguaggio scientifico del verbale dell'autopsia sul cadavere, quello altrettanto burocratico steso dalla Omicidi, la minuziosa ricostruzione delle cronache giornalistiche del tempo ``cariche`` di luoghi comuni. Attraverso questo insolito metodo di montaggio, che per le atmosfere ricorda quello utilizzato dal regista Elio Petri nel film Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, Balestrini riesce a collocare l'evento della morte di Feltrinelli nel contesto delle lotte sociali degli anni successivi al '68. Non è un caso che nel libro il famoso editore non venga mai citato: quasi apparisse piú come «emblema di un cortocircuito storico estremamente complesso», come «il garante della trasmissione storica di un'esperienza (quella della Resistenza) ritrovatosi epigono di un movimento storico successivo, il '68, rivoluzionario ma inevitabilmente diverso da quello precedente». In molti ritengono L'editore (uscito la prima volta nel 1989 per Bompiani, ora riproposto da DeriveApprodi) la prova narrativa piú riuscita di Balestrini. Scrive Aldo Nove nella prefazione alla nuova edizione: «La morte di Feltrinelli non è un romanzo. E' una resa dei conti». Mentre come epigrafe Balestrini ha scelto dei versi di Bertolt Brecht: «Quelli, io sento/ dire allora, per cacciarti avevano/ buone ragioni...»

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