News per Miccia corta

11 - 11 - 2009

Battisti, il Brasile accusa ``Le interferenze italiane umiliano il nostro paese``

(la Repubblica, mercoledí 11 novembre 2009)

 

 

 

 

L'affondo del ministro della Giustizia. Scajola: "I nostri rapporti non in discussione" 

 

 

PIETRO DEL RE 

 

 

 

«Le interferenze del governo italiano sul caso Battisti sono una vergogna per chi le mette in atto e un tentativo di umiliare il Brasile». Questa è l'accusa lanciata ieri da Tarso Genro, ministro della Giustizia brasiliano, nell'imminenza della seduta del Supremo tribunal federal (l'equivalente della Corte costituzionale italiana), che domani dovrá  pronunciarsi sulla richiesta di estradizione in Italia dell'ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo.

Poco prima, parlando a margine del forum Italia-Brasile di San Paolo, il nostro ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola s'era augurato che la magistratura brasiliana tenesse in «considerazione le valutazioni della magistratura italiana». Scajola ha sostenuto che Battisti è un assassino che si lascia alle spalle quattro omicidi, condannato da un tribunale imparziale attraverso tre gradi di giudizio. «In ogni caso ogni decisione non inciderá  sui rapporti di collaborazione tra i governi brasiliano e italiano, nei rapporti di amicizia tra i presidente Berlusconi e Lula e nel rapporto tra i due popoli».

Quasi immediata la replica del Guardasigilli, Tarso Genro: «Il governo italiano non ha alcun potere per entrare nelle questioni giudiziarie del Brasile e si tratta di un insulto al nostro Stato e alla democrazia del Paese».

La presa di posizione di Genro è arrivata nel giorno in cui il quotidiano Folha de S. Paulo ha anticipato un possibile ricorso dell'Italia contro la partecipazione di un nuovo giudice alla seduta dell'Alta Corte che dovrá  decidere sul caso. Il magistrato Jose Antonio Dias Toffoli fu nominato alla fine di settembre dal presidente Lula al posto di un giudice morto il primo settembre. Il voto di Toffoli, considerato vicino al partito di governo, potrebbe far pendere il Tribunale supremo federale verso un "no" all'estradizione di Cesare Battisti.

Era stato lo stesso Genro che lo scorso gennaio aveva concesso all'ex militante dei Proletari armati per il comunismo lo "status" di rifugiato politico provocando la dura protesta dell'Italia che ne richiede l'estradizione.

Quanto a Battisti, in una risposta di suo pugno ad alcune domande del settimanale Oggi, ha ribadito i suoi timori per un possibile rientro in Italia. Dice l'ex terrorista: «Non riesco a immaginare l'ipotesi di essere estradato in Italia. E certamente temo per la mia vita se fossi rinchiuso in una prigione italiana. Sarebbe una morte annunciata». Spiega ancora Battisti: «Ma sono molto fiducioso. Per chi ha combattuto la battaglia che ho combattuto io, contro il potere politico italiano, il pareggio che si è finora realizzato tra i giudici è giá  una vittoria. Ho fiducia nel Supremo tribunal federal e nel presidente Lula». Come se la sua estradizione fosse in contraddizione con la storia di entrambi. 

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