News per Miccia corta

10 - 11 - 2009

Primo Levi, un centro studi e la traduzione in arabo

(la Repubblica, martedí 10 novembre 2009)

 

 

 

    

"Se questo è un uomo" diffuso nella lingua del Corano e in farsi, insieme ad Anna Frank, Shlomo Venezia e vari altri testi, da un sito che vuol combattere il negazionismo 

 

 

 

 

 TORINO 

Una delle ultime traduzioni di Se questo è un uomo è in arabo. A curarla e a metterla in rete è stata l'associazione di scrittori, diplomatici e intellettuali "Projet Aladin", che ha promosso un sito di divulgazione e una biblioteca anche nella lingua del Corano e in farsi con vari testi sulla Shoah, tra cui, oltre a Levi, Il diario di Anna Frank e Sondercommando di Shlomo Venezia: ad avere la coraggiosa idea è stato Abraham Radkin, capo della britannica Human Rights Foundation, che ha coinvolto molti altri nel progetto, dal presidente del Senegal Abdoulaye Wade alla principessa del Bahrain Haya al-Khalifa, all'ex capo di stato francese Jacques Chirac, Gerhard Schroeder e l'Unesco. Oltre alla valenza culturale e a suo modo politica dell'iniziativa, tesa a contrastare nell'universo islamico il diffuso negazionismo, come sottolinea Amos Luzzatto, giá  presidente dell'Unione delle Comunitá  ebraiche, la pubblicazione online del libro, dato alle stampe da una piccola casa editrice torinese nel 1947, è un'ulteriore conferma della modernitá  e del valore di Primo Levi, uno dei narratori italiani piú letti nel mondo.

Per raccogliere le edizioni delle sue opere, le numerose traduzioni (piú di 800, in 30 lingue), la bibliografia critica e ogni altra documentazione sulla sua figura, compreso un ricco sito Internet e in prospettiva la possibile acquisizione del suo archivio, è stato creato a Torino, la cittá  dove nacque, un Centro studi internazionali a lui dedicato. Ospitato in uno dei palazzi dei Quartieri militari progettati da Filippo Juvarra, l'organismo è presieduto da Luzzatto ed è diretto dallo storico Fabio Levi (soltanto omonimo dello scrittore). Entra ora nel vivo delle attivitá , peraltro nell'anno in cui cade il novantesimo anniversario della nascita dell'autore de I sommersi e i salvati, che morí nel 1987. I soci fondatori sono la Regione. il Comune e la Provincia, la Compagnia di San Paolo, la Comunitá  ebraica, la Fondazione per il libro, la musica e la cultura, i figli di Primo Levi. Tra i componenti del consiglio direttivo ci sono Bianca Guidetti Serra ed Ernesto Ferrero.

Il centro studi, come spiegano i promotori, "punta a diventare l'interlocutore di riferimento in Italia e all'estero per chi intende approfondire la conoscenza dello scrittore torinese". Tutto ció è reso possibile dal fondo bibliografico di circa 2 mila titoli, usciti dal 1947 in avanti, in italiano, francese, inglese, tedesco e spagnolo, che è giá  consultabile presso la biblioteca dell'Istituto storico della Resistenza di Torino. Sul sito del centro, quindi, si puó accedere alla bibliografia online, che raccoglie le diverse edizioni italiane dei suoi volumi, i riferimenti a quelle straniere e una descrizione analitica del patrimonio di testi critici finora censito. ሠstata realizzata da Domenico Scarpa e da Maurizio Vivarelli.

Primo Levi fu un romanziere, un poeta, un saggista, un chimico (lavoró per anni alla fabbrica Siva di Settimo Torinese), un intellettuale dai molteplici interessi. Sempre pronto a ragionare, soprattutto con i giovani, sulla sterminio degli ebrei e degli altri deportati, sui mali, sui vizi e sui drammi del nostro tempo. E fu ovviamente un testimone d'eccezione dell'Olocausto, cosí come uno dei pochi sopravvissuti, dunque un "fortunato". Ma un uomo che scampó all'inferno dei lager nazisti, poteva definirsi tale? Levi meditó a lungo su questo tema, indagando l'intreccio di casualitá  e di sistematicitá , di "normale" burocrazia e di pianificazione degli eccidi, presente nella Shoah. Un argomento centrale nel suo pensiero, in sostanza, che oggi verrá  affrontato da Robert Gordon, docente di Letteratura italiana a Cambridge, nel corso della prima "Lezione Levi". Lo studioso inglese parlerá  pertanto sul "ruolo e sul significato del concetto di "fortuna" o di "casualitá " nell'opera di Levi, che ne fu perennemente affascinato e preoccupato". La lezione si terrá  ogni anno alla facoltá  di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell'Universitá  torinese, dove Levi riuscí a laurearsi, nonostante i diktat delle legge razziali, all'inizio degli anni Quaranta. Ogni appuntamento sará  incentrato ovviamente su aspetti diversi della sua vita e della sua attivitá ; la lezione verrá  poi pubblicata dall'Einaudi, la casa editrice di tutti i suoi libri che tuttavia, nel dopoguerra, rifiutó all'inizio la pubblicazione del manoscritto di Se questo è un uomo, edito invece da De Silva. 

I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori