News per Miccia corta

10 - 11 - 2009

Bolognina, la sala della svolta diventa un centro estetico

(la Repubblica, martedí 10 novembre 2009)

 

 

 

 

 

MARCO MAROZZI 

 

 

 

BOLOGNA - Dalla politica all'estetica. Dopo vent'anni, il "monumento" alla svolta della Bolognina diventa un centro estetico. Il luogo mitico, dove fra bandiere partigiane Achille Occhetto il 12 novembre 1989 annunció il cambio di nome del Pci, vedrá  sfilare lampade abbronzanti e macchine per massaggi. Il Comune ha abbandonato gli uffici di quartiere della svolta, nella zona piú rossa di Bologna, a due passi da Piazza dell'Unitá . Serrante sbarrate, deserto il giardinetto condominiale. «Diventa un centro estetico» racconta il ragazzo che sta prendendo misure di muri e aperture. Ma lo sapete che qui Occhetto vent'anni fa disse che il Pci cambiava nome? «Chi? Cosa?».

Il quartiere si è trasferito. La storia pure. Solo qualche anziano ricorda cosa successe, indica il luogo perduto. Addio via Tibaldi, al 17. Numero mitico per chi credette nella Rivoluzione. L'ottobre 1917, Lenin, la Russia che sarebbe diventata Urss. Anche Achille Occhetto ha un 17 nella sua storia: in via Tibaldi 17 la mattina di domenica 12 novembre 1989 annunció la «nuova strada» del Pci.

Tre giorni dopo il crollo del Muro di Berlino. Titoló in prima pagina l'Unitá : «Occhetto ai veterani della Resistenza - «Dobbiamo inventare strade nuove» Di taglio, ma con occhiello chiarissimo: «A chi chiede se il Pci cambierá  nome risponde: "˜Tutto è possibile'». Svolta epocale.

Occhetto arrivó a Bologna per un incastrarsi di casi. Trascinato dal suo autista-guardia del corpo-factotum. «Domani i partigiani della Bolognina celebrano i 45 anni di una battaglia che combatterono. Andiamoci». In via Tibaldi il segretario Pci arrivó quasi improvviso, in quello che era un Ufficio Anagrafe. Cento anziani a fargli festa. Lui alla fine chiede di parlare. A braccio. Paragona i partigiani ai «veterani» dell'Urss celebrati da Gorbaciov. «Voi avete vinto la guerra e se ora volete che non venga persa, è necessario non conservare ma avviare grandi trasformazioni». «Dal momento che la fantasia politica in questo fine 1989 sta galoppando - aggiunge Occhetto - nei fatti è necessario andare avanti con lo stesso coraggio di allora, della Resistenza».

I giornalisti stanno andandosene. Sono solo due, di Unitá  ed agenzia Ansa. Ci ripensano, tornano indietro. Cosa fanno pensare le sue parole? domandano ad Occhetto. «Lasciano presagire tutto» è la risposta. Tutto cosa? Il cambio di nome del Pci? «Dite che tutto è possibile».

Comincia una nuova storia. Ma quella domenica in Italia se ne accorgono in pochi. «Occhetto ebbe un gigantesco coraggio. Capí cose che anni dopo sarebbero sembrate ovvie. Che bisognava andare oltre la storia del "˜900» dice Piero Fassino che giovedí prossimo 12 novembre sará  alla Bolognina con il segretario di 20 anni fa. E domenica i partigiani inaugureranno una lapide con il patrocinio del Comune di Bologna in cui si celebra tutto: la battaglia, il Muro crollato, Occhetto. Senza mai pronunciare i nomi Pci e comunismo. 

I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori