News per Miccia corta

08 - 11 - 2009

Billy the Kid. Le mille e una vita del santo fuorilegge

(la Repubblica, domenica 8 novembre 2009)

 

 

   

Centocinquanta anni fa, il 23 novembre 1859, nasceva il bandito che inventó il Far West Su di lui sono stati girati diciassette film, composti nove album di ballate, scritti trentacinque libri. Eppure nessuno è mai riuscito a trasformare la leggenda in cronaca certa e ancora oggi resiste il dubbio che "the Kid" non sia stato davvero ucciso da Pat Garrett 

Anche recentemente c'è chi ha proposto riesumazioni e test del dna senza mai arrivare a un risultato convincente Attorno alla sua tomba è stata costruita una gabbia con le sbarre di ferro 

 

VITTORIO ZUCCONI 

 

 

 

Del bambino, Billy aveva la faccia, il sorriso, il soprannome e l'anima che portó in cielo con altre ventuno anime che lui stesso aveva provveduto a separare dai corpi con i proiettili della sua Colt e con le lame dei suoi coltelli. Non era necessariamente il paradiso di angeli, arcangeli, cherubini e serafini, quello che Billy detto "the Kid", appunto il bambino, raggiunse con le sue vittime, era il cielo della leggenda, dove lui regna da centocinquant'anni come il bandito che inventó il Vecchio West.

Se anche i cattivi avessero le loro chiese e i loro santi, la cattedrale piú imponente sarebbe stata eretta certamente tra i territori della Frontiera per il ragazzino con gli occhi azzurro pallido come il cielo dell'Irlanda dalla quale proveniva, le guance appena sporcate dalla prima peluria maschile e i dentoni storti di quando non avevano ancora inventato gli ortodontisti. Ma invece di un santuario, per ricordare il Billy the Kid, resta soltanto un nome su una pietra, nel cimiterino di Fort Sumner, nel New Mexico, senza neppure una croce. Circondata da una gabbia di ferro con le sbarre, come fosse una cella per morti.

Ammesso che sia morto davvero in quel 1881, il giorno in cui il suo ex amico e compagno di sparatorie Pat Garrett, divenuto sceriffo secondo quella porta girevole che nel Vecchio West trasformava fuorilegge in uomini di legge con una stella di latta sul petto, lo attiró in un'imboscata e lo ammazzó. Ammesso che lo abbia ammazzato. Ammesso che il suo corpo sia sepolto in quel cimitero, perché anche davanti alla pietra della sua tomba ingabbiata, anche dopo trentacinque volumi di ricerche storiche, diciassette film prodotti fra il 1930 e il 2006, nove album di ballate, sinfonie e canzoni su di lui composte da Bon Jovi, Woodie Guthrie, Aaron Copland e naturalmente Bob Dylan, e sei documentari televisivi, del "santo dei fuorilegge" non sappiamo nulla di certo. Neppure come si chiamasse.

La storia di Billy il Bambino Cattivo non esiste. Esistono le storie che sembrano tutte convergere vagamente nell'Irlanda della grande carestia delle patate e nella folla famelica rovesciata dai bastimenti a Boston e a Brooklyn, dove lui potrebbe essere nato, nel 1859, con il nome di Henry McCarty, da un uomo chiamato Patrick. O William. O Michael. O Edward. Ma se "pater" notoriamente "semper incertus", nel suo caso neppure la madre è certa: se essa si chiamasse Catherine McCarty o Katherine Beaujean maritata Bonney, il cognome che lui, "the Kid" preferiva. Quando non si faceva chiamare Atrim, un altro nome con il quale era conosciuto.

Se non ci fossero sue varie fotografie, immagini impresse direttamente dalla luce su lastre di metallo spalmate di emulsione sensibile, come la piú famosa che lo ritrae sotto uno sghembo sombrero floscio con fucile al piede e fondina della pistola sull'anca, si potrebbe dubitare che sia mai esistito e pensare che il ragazzino irlandese, rotolato lungo il piano inclinato dell'America dall'Atlantico verso le Montagne Rocciose, sia una invenzione dei deserti, delle praterie, dei bivacchi di bovari. Ma sul fatto che abbia vissuto, e abbia battuto quell'immenso territorio che oggi va dall'Oklahoma a Las Vegas non ci sono dubbi.

Sappiamo che seguí la signora McCarty dai termitai umani della New York di metá  Ottocento oltre i monti Appalachiani, nelle grandi praterie del Mid West, ruzzolando tra retrobottega di lavanderie cinesi, camere in affitto, snodi ferroviari, furtarelli di formaggi in empori, carri bestiame, mandrie, fino al suo esordio ufficiale sulla scena della violenza che lo avrebbe reso immortale. L'assassinio di un fabbro ferraio a Fort Grant, in Arizona, che l'aveva tormentato e provocato, per la sua statura piccina, il corpo minuto e la faccia da bambino. Il fabbro lo spintonó fino a buttarlo a terra. McCarty, o Bonney, o Antrim, insomma il futuro Billy the Kid estrasse la pistola e le fece secco. Era il 1877 e aveva diciassette anni.

E fino all'assassinio del fabbro dell'Arizona, che pure molti testimoni giurarono fosse legittima difesa, la vita di questo figlio di nessuno divenuto ufficialmente orfano quando la signora McCarty fu definitivamente consunta dalla tubercolosi non sarebbe stata nulla da ricordare, o da immortalare nel pantheon del West. Fu da quel momento in poi, con prima la fuga dal carcere arrampicandosi su per il camino della prigione e poi tuffandosi nell'immensitá  del New Mexico, che le storie di Billy the Kid escono dalla normalitá  di un ragazzo qualsiasi con la "sei colpi" a tamburo per volare nel mito dal quale nessuno storico riuscirá  piú a farlo scendere.

Fu nel New Mexico, che in quell'ultimo quarto di secolo era ancora molto piú Mexico che Stati Uniti d'America, che l'immigrato irlandese divenne Billy the Kid. Lo fece entrando in una zuffa sanguinosa, e trascinata per mesi, tra i commercianti, i possidenti terrieri e i mandriani che si contendevano, a colpi di pistola, di fucile a ripetizione, di governatori, sindaci e sceriffi corrotti, il controllo di una contea intitolata al presidente da non molto assassinato per riportare, poveretto, la pace nel proprio popolo, "Lincoln County". Billy, o come si facesse chiamare all'epoca (pare che il nomignolo da lui preferito fosse "the Antrim Kid") si schieró dalla parte dei giusti, cioè dalla parte sbagliata. Si uní a una banda di giustizieri e ribelli contro i piú prepotenti, chiamata i "Regulators": quelli che volevano imporre regole a difesa dei piú deboli e soprattutto dei messicani, che, insieme con i nativi indiani, erano la terra umana che tutti calpestavano.

Fu assoldato da un celebre e giusto ranchero della contea, John Chisum, che un secolo piú tardi avrebbe avuto l'onore di assumere il volto di John Wayne in un film del 1970, e prima come soldato semplice, poi via via come leader dei "Regulators" a mano a mano che i compagni venivano ammazzati negli scontri a fuoco, il bambino fece la propria carriera di assassino e bandito, secondo le autoritá . Di giustiziere e perseguito per amore di giustizia, secondo i bovari e i contadini. Si cominció a dire che fosse messicano perché parlava lo spagnolo, e che fosse un fulmineo e infallibile "pistolero" capace di battere chiunque al gioco mortale di estrarre per primo la sei colpi, ma anche questa storia, fra le storie, non ha mai retto alle ricerche successive. Billy sparava molto e bene, come tutti coloro che volessero restare vivi da quelle parti, ma non meglio di altri. Il numero dei suoi avversari abbattuti cresceva passando di bocca in bocca, fino a raggiungere il numero di ventuno, cifra rispettabile anche nel Vecchio West, ma il totale veramente accertato è di appena quattro, fabbro ferraio escluso, in quella guerra per il bestiame di Lincoln County. Niente di eccezionale.

Due di quei morti accertati furono le malcapitate guardie incaricate di sorvegliare la cella nella quale il bambino era stato rinchiuso in attesa di essere impiccato. La sua fazione aveva perduto la guerra e lui avrebbe dovuto pagare per la sconfitta. Pagarono invece le guardie, che uccise con un pistola lasciata da un amico nel gabinetto del carcere. Forse. Pare. Si canta e si racconta. Evase, giá  all'ombra del patibolo che i carpentieri avevano costruito per lui, e vagó per mesi tra tavoli di poker, furti di bestiame, lavoretti e saloon dove incontró un giocatore che non lo conosceva ed ebbe la cattiva idea di vantarsi di essere colui che un giorno avrebbe «ucciso Billy the Kid», agitando la pistola. «Era una partita a due», avrebbe detto "the Kid" in una delle poche frasi che gli siano state attribuite, «e io feci la prima mossa». Il giocatore vanesio e imprudente cadde con la faccia sul tavolo per il contraccolpo di una pallottola fra gli occhi.

Aveva ventuno anni quando accettó di incontrare il nuovo sceriffo, un ex barman, ex ladro di vacche ed ex cacciatore di bisonti che aveva sentito improvvisa la vocazione dei codici e della legge, Pat Garrett, sua antica conoscenza. Forse. Si canta. Pare. Un amico comune aveva invitato il bambino dai denti storti a un incontro di pace con lo sceriffo e Billy aveva accettato. Entró nel saloon, perché ci deve sempre essere un saloon nelle leggende del Vecchio West, quasi completamente buio. «Chi sei?», disse in spagnolo alla sagoma scura appoggiata al banco e la sagoma rispose con due pallottole, una nel ventre, l'altra diritta al cuore.

Ma le storie non finiscono qui. Lo sceriffo che aveva teso la trappola pubblicó una biografia dal titolo che avrebbe dovuto insospettire subito il lettore, La vera storia di Billy the Kid, scritta con l'aiuto di uno di quei giornalisti nomadi da Far West che sfornavano leggende a cinque centesimi di dollaro per articolo e venti centesimi per un libro. Un cadavere fu sepolto nel cimitero dove oggi sta la pietra tombale, ma pochi decenni piú tardi, e ancora nel Novecento, il "Kid" sarebbe risorto. Almeno tre uomini dissero di essere loro il "bambino" e raccontarono che l'agguato nel saloon era stata tutta un'invenzione dello sceriffo, che voleva la gloria di avere abbattuto il santo dei banditi e i soldi della biografia, con la complicitá  dello stesso "Kid" che mettendo in scena la propria morte aveva finalmente potuto continuare la propria vita in pace, sotto un nome qualsiasi.

La resurrezione del santo con la pistola non fu mai provata, ma neppure smentita. Sono state proposte, anche in questi anni, riesumazioni, test del dna su figli e nipoti dei pretesi Billy the Kid, senza mai arrivare a un risultato convincente. Forse per questo, nel dubbio, attorno alla tomba è stata costruita la gabbia con le sbarre di ferro. Con i bambini cattivi non si è mai troppo prudenti. 

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