News per Miccia corta

06 - 11 - 2009

«La Prima Linea» uscirá  il 20, ma è giá  scontro

(Corriere della Sera 5 novembre 2009) -

 

 



Franco Renato

 

 

MILANO - «Il film che trasforma i brigatisti in eroi». «Una storia contro il revisionismo filo-brigatista». Qual è il titolo del Giornale di Feltri? Il primo. E quale quello del Fatto quotidiano di Padellaro? Il secondo. Ovvio. La Prima Linea (nelle sale dal 20), il film sul terrorismo di Renato De Maria, tratto dal libro Miccia corta di Sergio Segio (ex comandante Sirio del gruppo terroristico), che racconta l' assalto al carcere di Rovigo, anno 1982, per liberare quattro «detenute politiche», si muove su una materia liquida, da maneggiare con cura. La polemica è viva da tempo. Ieri ennesimo round, il confronto indiretto tra Feltri e Padellaro sul film con protagonisti due troppo belli per essere terroristi: Riccardo Scamarcio e Giovanna Mezzogiorno. Nel suo articolo il Giornale dá  voce ai familiari delle vittime. A Giuseppe Galli, figlio del giudice Guido: «Della serie il bandito fascinoso che va a liberare la sua bella». Mariella Dionisi, vedova dell' agente Fausto: «La storia ce la raccontano gli assassini, i carnefici, i killer, non chi ha subito. Questi film finiscono per trasformare gli assassini in eroi». C' è peró anche il pensiero di uno dei capi di Prima Linea, Maurice Bignami: «Non credo che si possa censurare un film solo perché parte da un libro di Segio». Altro registro sul Fatto quotidiano, dove Luca Telese ragiona: «Quando a scrivere sono gli ex della lotta armata, i terroristi diventano sempre ragazzoni generosi, sognatori in buona fede, gente che si è abbandonata solo a qualche eccesso di troppo: è la piaga del revisionismo filo-brigatista». Per concludere: «Per la prima volta, il pubblico ha assistito al ribaltamento di questo schema» e vede «non una trionfalistica azione di guerra, ma una lenta e inesorabile discesa agli inferi». Insomma «un poema dolente e triste che rifiuta qualsiasi apologia della lotta armata».

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