News per Miccia corta

02 - 11 - 2009

L`omicidio bianco di Diana Blefari. Un commento di Segio e Ronconi


Prima di tutto, stanno i nomi delle cose. ሠqui che si crea il discrimine, spesso assai sottile, sempre controverso, tra veritá  e menzogna.
Il nome appropriato per definire la morte di Diana Blefari è: omicidio bianco.

Una morte annunciata sino a rendere rauca la voce, hanno detto i suoi avvocati. Inutilmente, dato che, nelle carceri italiane, pietá  l'è morta, come ci mostrano le cronache quotidiane.
Ma pietá  l'è morta anche sulle pagine di piombo di certi media e certi blog. Basti un titolo di oggi: «Possiamo dire che non ce ne frega un cazzo del suicidio di un'assassina?».
Del resto, lo ricorda persino il famigliare di una vittima delle Br sulla Stampa odierna, il commento che facilmente capita di sentire è: «Uno di meno».
Commenti e titoli che non scandalizzano nessuno, tanto avanti è andato il processo di incarognimento di questo paese, sapientemente costruito e abilmente indirizzato verso i marginali o, come in questo caso, verso gli sconfitti.
La costruzione quotidiana dell'odio procede, nella massima indifferenza. Dunque, con la massima ed estesa complicitá .
L'odio, purtroppo, è seme altamente riproduttivo. Quando viene sparso con tanta distratta abbondanza è destinato a crescere, ad avvelenare. Di nuovo.
Nella semina di trent'anni fa, almeno vi era una regia: quella degli strateghi della tensione, di quelli che hanno avuto tutto da guadagnare – avendo molto da perdere e da nascondere – dagli "opposti estremismi", dal destabilizzare per stabilizzare. Allora ci avevano avvelenato i cuori, offuscato la vista e armato le mani e noi, ciechi e sordi, infuriati e addolorati, ci siamo cascati.
Ora, c'è solo la maramaldaggine e l'inchiostro velenoso di chi, senza piú doversene vergognare, ben rappresenta la diffusa attitudine di mostrarsi servile con i potenti e arrogante con i deboli.
ሠproprio vero che, come diceva il vecchio di Treviri, la storia si ripete sempre due volte, prima in forma di tragedia e poi di farsa. Ma anche dalle farse possono ricominciare le tragedie.
Noi, invece, speriamo che dalla tragedia della morte, di chiunque e dunque anche di Diana Blefari, possa spuntare il fiore della pietas. Un fiore che è il vero, duraturo e necessario, antidoto all'odio.

 

Sergio Segio e Susanna Ronconi 

 

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