News per Miccia corta

02 - 11 - 2009

Carceri, quest'anno giá  sessantuno suicidi ``Pochi educatori e strutture troppo vecchie``

(la Repubblica, lunedí 2 novembre 2009)

 

 

 

VLADIMIRO POLCHI 

 

 

 

ROMA - Sessanta suicidi dall'inizio dell'anno, oltre 500 dal 2000. Dieci casi al giorno di autolesionismo. 1.365 detenuti deceduti dal 2000 al marzo 2009. 300-400 tentati suicidi l'anno. Eccola la perenne emergenza delle patrie galere: violenze, suicidi, morti sospette. Dietro le sbarre mille storie di umanitá  cancellata.

Da inizio gennaio a oggi sono 146 i detenuti morti in carcere, 6 in piú del totale dello scorso anno. Ma è il dato dei suicidi a suscitare allarme: nei primi dieci mesi del 2009 i detenuti che si sono tolti la vita sono stati 61 (l'ultimo ieri sera a Verona), ventuno in piú rispetto allo stesso periodo del 2008. Dove si muore di piú? Secondo i dati dell'associazione "Ristretti Orizzonti", «ogni 4 suicidi uno muore in cella di isolamento: con il progressivo inasprimento del regime detentivo si assiste, infatti, ad un notevole aumento dei casi di suicidio». Non solo: «I detenuti sottoposti al regime del carcere duro (art. 41bis) si uccidono con una frequenza 4,45 volte superiore al resto della popolazione carceraria». Soffrono i detenuti, ma soffre anche la polizia penitenziaria, che nell'ultimo mese ha pagato con tre suicidi lo stress di un lavoro spesso poco riconosciuto.

"Ristretti Orizzonti" cita il Bollettino degli eventi critici negli istituti penitenziari del ministero della Giustizia: dal 1992 al 2008 ogni anno muoiono in media 150 detenuti, di cui circa un terzo per suicidio e gli altri due terzi per cause naturali. Gli omicidi registrati sono 1-2 l'anno. I suicidi riguardano prevalentemente i detenuti piú giovani: i 10 "morti di carcere" piú giovani del 2009 sono tutti suicidi e due avevano solo 19 anni. Non mancano le opacitá : le morti per «cause da accertare» sono piú numerose di quelle per «malattia».

Alla base della sofferenza del pianeta carcere è senza dubbio la condizione di sovraffollamento. «Con 65mila detenuti in carceri che ne possono contenere a mala pena 43mila - rileva Donato Capece, segretario del sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe) - accadono purtroppo questi episodi. Come puó del resto un agente, da solo, controllare 80-100 detenuti?». E ancora: l'80% delle 206 galere italiane hanno oltre un secolo di vita (di queste il 20% risale addirittura al Medioevo). «Da un lato cresce il dramma del sovraffollamento dietro le sbarre - spiega Patrizio Gonnella, presidente dell'associazione "Antigone" - dall'altro resta fermo il numero di educatori e assistenti sociali. La conseguenza? I detenuti restano sempre piú soli ed è piú facile che le storie di disperazione finiscano male». Insomma, secondo Gonnella, «il numero crescente dei suicidi è la cartina di tornasole di un carcere malato, mentre i casi di violenza fanno stabilmente da filo rosso». 

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