News per Miccia corta

23 - 10 - 2009

``Sospendete il prof negazionista`` ma lui insiste: è libertá  di parola

(la Repubblica, venerdí 23 ottobre 2009)

 

 

  Roma, sconcerto tra docenti e studenti: negare l'Olocausto è inaccettabile 

 

ALESSANDRA RETICO 

 

 

ROMA - «Vada a Dachau». Il Rettore della Sapienza Luigi Frati recapita l'invito di primo mattino al ricercatore negazionista Antonio Caracciolo, 59 anni, professore aggregato di Filosofia del diritto. Ha appena letto Repubblica: "L'Olocausto è una leggenda" è il titolo "tratto" da uno dei blog del prof che lavora a Scienze Politiche. «Valuteremo provvedimenti». Il caso scoppia presto. Il sindaco Alemanno chiede la sospensione del ricercatore, la comunitá  ebraica vuole ricorrere a via legali, il ministro Gelmini si definisce «allibita». Tra i docenti pochi lo conoscono. «Hai letto?», dice il preside Gianluigi Rossi al telefono alla direttrice del dipartimento di Teoria della Stato, Teresa Serra. «Brutta giornata».

Infatti. Professori sconcertati, studenti increduli. Massimo, 21 anni, di Firenze, studia Relazioni internazionali: «Non lo conosco, ma le sue sono dichiarazioni gravi». Lidia, 20 anni, di Frosinone: «Inaccettabile, qui si studia, non si fa propaganda». Caracciolo, studioso col "pallino" di Carl Schmitt, il filosofo e giurista tedesco che nel "˜33 aderí al partito nazista, scrive su uno dei suoi oltre 30 blog una replica all'articolo che lo indica come negazionista: «Professionalmente parlando non sono uno storico revisionista, etc. etc. Non mi intendo e non mi occupo di camere a gas e cose simili. Naturalmente ho letto e vado leggendo libri a sostegno dell'una e dell'altra posizione. Una qualche opinione me la vado formando, ma ribadisco che sono io il primo a non dare importanza ad una mia opinione che non è mai diventata posizione sul merito delle questioni. Mi batto con tutte le mie forze sulla posizione di vuol difendere il sacro principio della libertá  di pensiero e di ricerca: articolo 21 e 33 della Costituzione».

La libertá  sarebbe quella di negare l'Olocausto e di definire «una leggenda» lo sterminio degli ebrei. Ai docenti di Scienze Politiche non risulta che il ricercatore, trasferito da Teramo a Roma nel "˜91, abbia sostenuto tesi del genere a lezione. D'altra parte, di studenti ne ha avuto solo uno nel primo e unico corso da lui tenuto lo scorso semestre (marzo 2009). Il prossimo, a marzo 2010. «Se non ci saranno iscritti valuteremo se cancellarlo» spiega Serra, docente di filosofia politica. «Nessun provvedimento. Da noi si lavora solo in un modo: su testi storici e documenti. Lo ribadiró con un'iniziativa in facoltá  per la Giornata della memoria. Io e Caracciolo siamo del tutto distanti». C'è stato consiglio di dipartimento ieri, «ma non abbiamo parlato del caso: la posizione di questo ricercatore è singolare, in tutti i sensi, e non ci riguarda». Nessuna lamentela prima, «qualche mail dopo la vicenda Faurisson». Claudio Moffa, ordinario di Storia e istituzioni dei Paesi afroasiatici, nel 2007 invitó il negazionista francese dell'Olocausto, Robert Faurisson, a parlare all'Universitá  di Teramo. La comunitá  ebraica insorse, l'incontro fu annullato. Caracciolo difese Moffa, e naturalmente Faurisson.

Fulco Lanchester, preside di Scienze politiche per 9 anni fino al 2008, insegna diritto costituzionale italiano e comparato: «Affermazioni come quelle di Caracciolo, fatte a titolo privato, vanno smentite con l'evidenza storica. L'universitá  italiana si oppone a ogni propaganda, la Costituzione è il nostro architrave». Da rinforzare spesso. 

I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori